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E’ disorientante – e allo stesso tempo esaltante – trovarsi davanti a una canzone come “If Today Was Yesterday”. Non perché dica qualcosa di radicalmente nuovo, ma perché lo fa con naturalezza soprattutto “geografica”. E in effetti è proprio così: Shye arriva da Singapore, ma nel suo singolo tratto dall’album ❛The Doves Came Home❜ (uscito l’8 maggio scorso) sembra essere inglese. E’ vero che Singapore è una delle città più cosmopolite del mondo e che la lingua largamente più parlata è l’inglese, ma si stenta a ricordare un artista indie-rock proveniente da lì.

Classe 2002, Trinity Shye-Anne Brown è – diciamolo tutto – metà singaporiana e metà britannica, cantautrice completa (scrive, produce, suona tutto da sola), cresciuta in una dimensione DIY che l’ha portata dai demo in cameretta fino ai palchi internazionali e agli award occidentali. Una traiettoria che oggi trova un suo punto di maturazione in “The Doves Came Home”, secondo album che si muove tra dream-pop, shoegaze e alternative rock dei ’90.
“If Today Was Yesterday” è uno dei quei singoli che secondo me ti capitano in una carriera, se non ce l’hai lunga: ha tutte le carte in regola per essere una hit, ed è di quei pezzi da repeat automatico.
Il resto di “The Doves Came Home” ha canzoni assolutamente godibili (“Draw The Line”, “In The End”, “I Always Knew”) ed altre in cui Shye si rifà un po’ troppo alle basi del genere shoegaze-dreampop, ma qui quello che va sottolineato soprattutto è che “If Today Was Yesterday” è da “Questo Spacca!”.
Il riferimento agli Smashing Pumpkins è facile, quantomeno per la struttura melodica di certe loro ballate. Anche la domanda che nasce dal titolo è suggestiva: “Se oggi fosse ieri, saprei cosa dire?”. Come a dire che bisognerebbe imparare dagli errori, ma non è poi sempre così scontato.
Dunque: intanto auguriamo a lei una lunga carriera, così questo singolo non rimarrà un unicum, e comunque abbiamo già una delle più belle canzoni del 2026.
(Paolo Bardelli)

