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The Murder Capital + Hex Girlfriend, Alcatraz, Milano, lunedì 5 maggio 2025
La tappa italiana del tour di Blindness dei The Murder Capital, il terzo e maturo capitolo della loro discografia, ha toccato l’Italia a Milano, in un Alcatraz con il palco sistemato ‘per il lato lungo’.

Prima di loro, un’apertura centrata: il duo inglese Hex Girlfriend, armato solo di basso, batteria ed effetti, ha saputo incendiare la platea con un sound trascinante ed esaltante, creando un’atmosfera tesa e perfetta per accogliere i dublinesi.
James McGovern si presenta sul palco con una lunga gonna a quadrettoni, evocando un’iconografia che mescola ribellione estetica e dichiarazione personale. Ma non c’è tempo per respirare e l’attacco è immediato, potente, con The Fall. Da lì in poi, è un continuo saliscendi emotivo tra brani nuovi e inni già consolidati del repertorio post-punk della band.
Il live prosegue con More Is Less, Death of a Giant e The Stars Will Leave Their Stage, in un alternarsi di aggressività e introspezione.

Ma è con Love of Country che il concerto si carica di un peso politico: introdotta da un coro collettivo “Free Palestine”, intonato con decisione dallo stesso McGovern e subito raccolto dal pubblico, la canzone diventa un manifesto di consapevolezza e solidarietà, oltre che uno dei momenti più intensi della serata.
Non manca lo spazio per la connessione umana: The Lie Becomes the Self viene dedicata a una ragazza del pubblico che l’aveva richiesta a gran voce, rendendo il gesto personale e il live ancora più sentito. La setlist, che includeva anche brani come Feeling Fades, Moonshot, Don’t Cling to Life e Can’t Pretend to Know, si chiude in modo memorabile con Ethel e soprattutto Words Lost Meaning, cantata all’unisono da tutto il pubblico.
I Murder Capital hanno confermato il loro valore live anche che possiamo trovare l’unica nota negativa, anzi due: un suono troppo impastato con spesso la voce coperta dagli strumenti, e la durata, solo un’ora e un quarto, che non rende giustizia alla quantità di ottimi brani che la band ha prodotto, ma vedendo le date anche nelle altre venue non hanno quasi mai fatto diversamente: peccato.
(Raffaele Concollato)
