Ad una settimana dall’uscita di “Two, Geography”, il sorprendente nuovo disco di Adele Nigro a.k.a. Any Other, vengono annunciate le date del tour che coprirà Italia ed Europa. Non vediamo l’ora di vedere dal vivo i nuovi brani.
Prima di esibirsi nei club italiani però Adele e compagni affronteranno una bella tranche di date in Europa, dopo la presentazione al Primavera Sound che ha convinto ed incuriosito gli operatori internazionali. Nella band, oltre a lei e Marco Giudici (attivo anche con il progetto Halfalib) anche Alessandro Cau alla batteria e Miles Cooper Seaton al basso.
Guarda il video girato per Capricorn No
Le date del tour italiano
09 novembre – Roma, Rome Psych Fest
16 novembre – Milano, Serraglio
17 novembre – Ravenna, Bronson
23 novembre – Pisa, Lumiere Pisa
24 novembre – Schio (VI), csa Arcadia
07 dicembre – Bari, Garagesound
08 dicembre – Bologna, Covo Club
14 dicembre – Pordenone, Astro Club
Se potessi ripercorrere in un attimo, nuotando controcorrente, le rapide di questo fiume oramai giunto al suo estuario, nella estrema fissità di questo mio prossimo viaggio nella noia orizzontale, sceglierei gli anni in cui la volta celeste non era altro che un enorme lenzuolo fatto a cielo e la luna una palla polverosa gettata nel vuoto e catturata con le unghie dall’egoismo del pianeta Terra. E noi, bimbi, cadevamo con essa per sempre, aggrappati in un infinto sprofondo gli uni agli altri, grazie a un gomitolo di lana nera. I grandi dimenticarono in fretta di avere un mondo con certe stelle enormi, sopra il capo, da osservare, mentre noi sacrificavamo la nostra noia migliore per costruire ponti sospesi nello spazio che ci allacciassero a un’agognata luna. La dipingemmo butterata e funesta, con maremoti sulla superficie di un ponto che non era mai tranquillo, ma tutta una schiuma fremente di gorghi e mostri marini. Nuovi esseri di ordinaria malinconia calpestavano un tappeto soffice come zucchero filato sparso su una teglia, in cui si radicavano piante cresciute dolci come torroni. Altre volte immaginammo un balzo da gigante come in mongolfiera, le tante mongolfiere tipiche di una domenica d’estate, un balzo che ci consentisse di fuggire all’avarizia terrestre e alle sue costrizioni. In anni in cui razzi enormi arrugginivano in volo, pensammo a uno sgangherato proiettile cavo sparato negli occhi della luna come nei film dei Meliès, in cui potessimo accovacciarci per il viaggio, assieme ai nostri migliori amici. Ma poi venne il tempo di un leggero disincanto, e, anche sognando a occhi aperti, non potevamo far altro che immaginarci tute e scafandri e missili scagliati a violentare qualche nuovo cielo. E poi, al ritorno, schivare incredibili uragani e tempeste, per posarci placidamente in un mare che ci accogliesse come un telo.
Eravamo certo molto giovani e molto felici e pensavamo, con rabbia, di non dover invecchiare mai.
(Matteo Marconi)Le puntate precedentiBack To The Future Vol. 9 - Stuart Adamson morì nel 2001 e nessuno ne parla piùBack To The Future Vol. 8 - I Vines e il Verona dell'84-'85Back To The Future Vol. 7 – “I figli degli operai, i figli dei bottegai!”
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14 settembre 2010
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