[Playlist] Giallo Sound


fotogramma da “4 mosche di velluto grigio” (1971), film di Dario Argento

In occasione di Halloween è nata l’idea di stilare una playlist dedicata alle colonne sonore dei film giallo/horror/thriller italiani. Il titolo, Giallo Sound, si ricollega a un vecchio articolo, del 2013, del giornale inglese The Telegraph, ” Violence, mystery and magic: how to spot a giallo movie”, ossia “Violenza, mistero e magia : come riconoscere un film giallo”. Un paragrafo del breve saggio giornalistico individua tra le caratteristiche fondanti del genere cinematografico giallo la musica:
“Compositori come Ennio Morricone, Bruno Nicolai, Stelvio Cipriani e la band prog italiana Goblin
Nel caso del giallo all’italiana anni sessanta e settanta fornivano musica così distintiva […]. Il Giallo Sound è solitamente un mix intossicante di lounge music groovy, disarmonia a fior di pelle e una sorta di lirismo lenitivo che contraddice il fatto che sta effettivamente accompagnando, per esempio, una decapitazione al rallentatore”.

Nel caso del giallo all’italiana (di cui parla anche l’articolo ma solo in minima parte) la musica è sicuramente centrale e caratterizzante. Morricone ha senza di dubbio, forse anche a sua insaputa, un ruolo fondamentale nella creazione di questo giallo sound. La playlist, stilata per questo 31 ottobre, raccoglie le musiche anche di tanti altri musicisti italiani : Alessandro Alessandroni, Bruno Nicolai, Piero Piccioni ecc. .

Commentando alcune scelte:

Stelvio Cipriani – Cani Arrabbiati (tema principale)
Sarà una coincidenza ma i due film di Bava anni settanta più belli hanno la colonna sonora firmata da Stelvio Cipriani: si parla di “Reazione a catena” (1971) e “Cani Arrabbiati” (1974). Le musiche di quest’ultimo, come la pellicola stessa, vedrà la luce nei primi anni novanta. Stelvio Cipriani, nei titoli, riprende l’arpeggio di clavicembalo, già presente nel tema principale de “La Polizia Sta A Guardare” (1973) e poi utilizzato in vari polizieschi musicati dal compositore romano. Per Bava Cipriani scrisse anche le musiche de “Gli orrori del castello di Norimberga”, il musicista racconta così la sua esperienza con il regista di horror/thriller: “Con Bava, essendo un arrangiatore e avendo chiaro il significato dell’effettistica dei suoni, usai molto nelle sue musiche il sintetizzatore anche se non avevo la più pallida idea di come si accendesse (risate). Mi feci aiutare furbescamente da coloro i quali erano dei veri esperti con quel tipo di strumento.” (Colonnesonore.net, 28 ottobre 2016) ed ancora “Ho musicato molti film gialli con il regista Mario Bava, che era bravo in questo genere di film, e che aveva lavorato sempre con i miei colleghi più grandi di me; ma poi c’incontrammo e con me si trovava bene, perché avevo un sistema che non era tradizionale, in quanto, avendo fatto discografia, facevo degli arrangiamenti un po’ diversi, dei suoni nuovi, e quindi una musica un po’ moderna” (dal libro “Stelvio Cipriani” di Vittorio Emanuele Salerno, 25 gennaio 2011).

Nora Orlandi – Soho
Nel 1998 l’etichetta tedesca Lucertola Media ‎pubblica la colonna sonora di “A Doppia faccia”, giallo di Riccardo Freda con Klaus Kinski protagonista, sceneggiato tra gli altri anche da Lucio Fulci (che non ne ha mai parlato bene). Le musiche, invece, sono la quintessenza della lounge music italiana, composte da Nora Orlandi, compositrice, pianista e cantante classe 1933: la musicista era nota – citando il libro “Lounge Music : Il blues dell’uomo bianco : Storia, generi e protagonisti della musica di sottofondo” di Francesco Gazzara – “anche come leader dei 4+4, costituiva una doppia eccezione nel campo dei compositori cinematografici italiani: non solo era una delle rarissime donne del mestiere, ma le sue soundtrack rimangono ancora oggi tra le migliori e le più note tra quelle dei b-movie sexy italiani, a cominciare da quella jazz, beat e easy listening scritta nel 1970 per il film Lo strano vizio della signora Wardh di Sergio Martino.”

Alessandro Alessandroni – Suor Omicidi seq. 4

Nel film “Suor Omicidi” (1979), diretto da Giulio Berruti, l’Anita Ekberg di di felliniana memoria – “Marcello, come here” – diventa una suora, si chiama Gertrude ed è una donna di chiesa dedita al peccato : mentalmente disturbata e morfinomane. La colonna sonora della pellicola (pubblicata dalla Beat Records nel 1999) è composta magistralmente da Alessandro Alessandroni (compositore, direttore d’orchestra, polistrumentista, collaboratore di Morricone) . La seq. 4 – in particolar modo – fotografa in musica in maniera perfetta l’atmosfera malata creata dalle immagini : trattasi di una tema dalle forti sfumature lisergiche.

 

 

(Monica Mazzoli)