33 ORE, “Ultimi Errori Del Novecento” (Garrincha Dischi, 2011)

Defilato, il progetto di Marcello Petruzzi si ripresenta, al solito, ricco di stimoli derivati da una creatività stralunata per pezzi di marcio blues (“Lampo Che Scoppia”), denotati da un impatto tra understatement e ricchezza di particolari che si notano appieno solo dopo diversi ascolti.

Di base si tratta anche di cantautorato (“Heyho!” ricorda pure Battisti) dalla cifra stilistica piuttosto personale, arricchito da arrangiamenti stratificati (e ciò produce un felice contrasto con ciò che è la classica idea di cantautorato) che si avvalgono di fiati, deliziose derive elettriche ad opera di Marcella Riccardi (BeMyDelay) e umorismo laterale (“Il Vecchio Mario”) sarcastico e sinistro quanto basta per testi sfuggenti e arguti.

Manca il colpo da KO, ma da “Non Esco Più” (tra i pezzi più accattivanti della scaletta) il disco dispiega le ali e parte sul serio: “Aquilone” ha un passo felpato che ferisce e pacifica al contempo, mentre con “Le Donne Belle” e “Re Di Piume” la velocità aumenta e l’atmosfera si fa più rarefatta, ma anche più libera e ispirata. Mimì Clementi al basso nell’umbratile “Primo Polline”.

73/100

(Giampaolo Cristofaro)

9 aprile 2012

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