• THE BLACK HEART PROCESSION, Three (Touch&Go Records, 2000)

    Sarà la pioggia che cade incessantemente fuori di qui, sarà la fredda aria autunnale, sarà forse questa terribile città, ma “Three”, appunto il terzo capitolo della storia Black Heart Procession, sembra la perfetta colonna sonora per queste giornate. Il disco suona scuro e tormentato come mai prima e del resto il nome del gruppo già…

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  • LL COOL J, G.O.A.T. Featuring James T. Smith: THE GREATEST OF ALL TIME (Def Jam, 2000)

    Oggi pare impossibile, ma il rap nacque party. Era musica per intrattenere, per far ballare alle feste, per scatenare i block-party (alla grossa, feste di strada). Finché GrandMaster Flash, i Public Enemy e anche i RUN DMC portarono l’impegno, vale a dire il black power, dentro all’hip hop. Bene, in quegli anni di furia propagandistica,…

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  • MARLENE KUNTZ, Che cosa vedi (Sonica Factory, 2000)

    Che cosa vedo? Vedo qualcosa che non è ancora definito, un cerchio che, per fortuna, non quadra mai, un sogno grandioso ed ambizioso ora colorato di viola e rosso in varie tonalità, ora in bianco e nero. Provate tutti alzando il volume, chiudendo gli occhi e… guardando. Cosa vedete? Il quarto lavoro dei Marlene vede…

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  • JOHN COLTRANE, Live in Japan (4CD, live, Impulse, 1966)

    Quattro cd per valutare al meglio lo stato artistico raggiunto dal sassofonista John Coltrane verso il termine della sua carriera. Già malato di cancro, Coltrane affrontò questo tour giapponese accompagnato non più dai suoi storici musicisti (che con lui avevano dato vita ad un quartetto leggendario), bensì da nuovi compagni di viaggio, con il solo…

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  • ANTI-POP CONSORTIUM, Tragic Epilogue (75 Ark, 2000)

    ANTI-POP CONSORTIUM, Tragic Epilogue (75 Ark, 2000)

    Si possono usare gli Antipop Consortium per molti discorsi. Il primo è un bel discorso, e riguarda la nuova scena hip hop. Intanto l’underground, che finalmente riesce a venire fuori con la dignità che merita. Un buon periodo davvero per gli artisti sottoterra. Hanno già approfittato i Jurassic 5, i The Lox, i The Nextmen…

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  • NICK DRAKE, Time Of No Reply (raccolta inediti, Island, 1986)

    L’importanza di questa raccolta di inediti, uscita nel 1986, risiede principalmente nei quattro brani posti in chiusura del disco, registrati da Nick Drake nel febbraio del 1974, pochi messi prima della morte. Il lavoro contiene inoltre canzoni dei tardi anni sessanta, scarti dai dischi ufficiali e registrazioni casalinghe. Brillano in particolare la spettacolare interpretazione del…

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  • NICK DRAKE, Pink Moon (Island, 1972)

    Nick Drake aspettò due anni prima di ripresentarsi al pubblico, dopo l’uscita di “Bryter Layter”, con questo “Pink Moon” nel 1970. C’è da chiedersi quali fossero i suoi sentimenti dopo un altro disco rimasto nel dimenticatoio, dopo aver visto infrante le speranze di successo e soprattutto dopo aver constatato come tutti gli sforzi fossero stati…

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  • NICK DRAKE, Bryter Layter (Island, 1970)

    L’insuccesso commerciale dell’esordio “Five Leaves Left”, a dispetto della qualità eccellente del disco, spinse Nick Drake a cambiare direzione. Un anno dopo, nel 1970, aiutato ancora una volta dalla produzione di Joe Boyd e dagli arrangiamenti orchestrali di Robert Kirby, i brani hanno una veste più ricca e levigata e il lavoro è meno aspro…

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  • NICK DRAKE, Five Leaves Left (Island, 1969)

    Ascoltare la grazia con cui vengono pronunciate le parole “Time has told me / You’re a rare rare find / A trouble cure / For a troubled mind”, con cui inizia “Time has told me”, lascia irrimediabilmente incantati. Quella voce quieta, flebile, sussurrata accompagnata dal suono nitido della chitarra acustica e da pochi altri strumenti,…

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  • MASSIVE ATTACK, Blue Lines (Virgin, 1991)

    Nei club di Bristol dei primi anni ’90 si respira, assieme al fumo denso dell’hashish, una musica strana e bastarda. Tanto reggae, soprattutto nella sua variante elettronica, il dub; hip hop, in una versione più riflessiva di quello militante d’oltreoceano; e club music, ovvero il bricolage musicale dei dj e i loro piatti, spogliato dei…

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Se potessi ripercorrere in un attimo, nuotando controcorrente, le rapide di questo fiume oramai giunto al suo estuario, nella estrema fissità di questo mio prossimo viaggio nella noia orizzontale, sceglierei gli anni in cui la volta celeste non era altro che un enorme lenzuolo fatto a cielo e la luna una palla polverosa gettata nel vuoto e catturata con le unghie dall’egoismo del pianeta Terra. E noi, bimbi, cadevamo con essa per sempre, aggrappati in un infinto sprofondo gli uni agli altri, grazie a un gomitolo di lana nera. I grandi dimenticarono in fretta di avere un mondo con certe stelle enormi, sopra il capo, da osservare, mentre noi sacrificavamo la nostra noia migliore per costruire ponti sospesi nello spazio che ci allacciassero a un’agognata luna. La dipingemmo butterata e funesta, con maremoti sulla superficie di un ponto che non era mai tranquillo, ma tutta una schiuma fremente di gorghi e mostri marini. Nuovi esseri di ordinaria malinconia calpestavano un tappeto soffice come zucchero filato sparso su una teglia, in cui si radicavano piante cresciute dolci come torroni. Altre volte immaginammo un balzo da gigante come in mongolfiera, le tante mongolfiere tipiche di una domenica d’estate, un balzo che ci consentisse di fuggire all’avarizia terrestre e alle sue costrizioni. In anni in cui razzi enormi arrugginivano in volo, pensammo a uno sgangherato proiettile cavo sparato negli occhi della luna come nei film dei Meliès, in cui potessimo accovacciarci per il viaggio, assieme ai nostri migliori amici. Ma poi venne il tempo di un leggero disincanto, e, anche sognando a occhi aperti, non potevamo far altro che immaginarci tute e scafandri e missili scagliati a violentare qualche nuovo cielo. E poi, al ritorno, schivare incredibili uragani e tempeste, per posarci placidamente in un mare che ci accogliesse come un telo. Eravamo certo molto giovani e molto felici e pensavamo, con rabbia, di non dover invecchiare mai. (Matteo Marconi) Le puntate precedenti Back To The Future Vol. 9 - Stuart Adamson morì nel 2001 e nessuno ne parla più Back To The Future Vol. 8 - I Vines e il Verona dell'84-'85 Back To The Future Vol. 7 – “I figli degli operai, i figli dei bottegai!” Back To The Future Vol. 6 - Ekatarina Velika (EKV) Back To The Future Vol. 5 - Gli Air sul pianeta Vega Back To The Future Vol. 4 – “Stay” e gli angeli degli U2 Back To The Future Vol.3 - La lettera dei R.E.M. e di Thom Yorke Back To The Future Vol. 2 – Massimo rispetto per i metallari (1987-89) Back To The Future vol. 1 – L’estate di Napster 14 settembre 2010