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Il pescatore, il topo e l’immaginario di Clari Freeman-Taylor
Clari Freeman-Taylor, la cantante-polistrumentista dei mary in the junkyard, ha una grande personalità. Lo si capisce. Sia dall’impianto sonoro che da quello visuale. Per la copertina del debutto della band di Londra, si è fatta rappresentare con una barba finta, come se fosse un pescatore islandese, perché lei, in un viaggio, ha pensato di essere la reincarnazione di un pescatore, appunto, del passato che viveva con un topolino, cantando poi questa storia nel brano finale “Mouse”. Questo “pescatore-Clari” dunque ci guarda di sbieco, con un’aria austera, in un bianco e nero che sembra uscito fuori dall’Ottocento.
Una raccolta di favole oscure che sfugge alle etichette
Le tonalità scure e una fantasia caparbia sono dunque i punti principali che veicolano i mary in the junkyard, ma il trio di Londra non è sussumibile sotto categorie a tenuta stagno, non è raccontabile in un solo modo. È pieno di sfaccettature. Il New York Times, l’abbiamo detto nella nostra cover, e loro stessi hanno definito “Role Model Hermit” come una “raccolta di favole oscure”, ma non mi limiterei a questo.
L’arte dello smarrimento
Piuttosto bisogna sottolineare che la loro matrice più vivida è quella di un indie rock solido e molto asciutto, di stile americano, in cui arpeggi e inneschi (“Seek And Destroy”) si contaminano con qualche svisata “à la Wet Leg” (a cui hanno aperto un tour) come nel “tu du” di “New Muscles” e in generale con una gentilezza tipica dei Big Thief. Il suono è alle volte abbellito da violoncelli, viole e organetti. Ci sono ballate più scanzonate (“Peter The Dog”) e brani decisamente riusciti (il bellissimo singolo “Crash Landing” ha passaggi armonici che potrebbero rimandare a “Pyramid Song” dei Radiohead), ma in generale il tono dell’album è malinconico, molto freddo. Non a caso i mary in the junkyard hanno anche definito il proprio sound come “incline al pianto”: il mood non è disperato, ma è come quello di qualcuno che abbia perso le coordinate, che sia in ricerca spasmodica di qualcosa che non sa dove trovare.
Ma non è per tutti così?
81/100
(Paolo Bardelli)


