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Foto e report di Eulalia Cambria
Il Mago del Gelato / Fenoaltea @ FestiValle Off, Cantieri culturali alla Zisa, Averna Spazio Open, Palermo, 11/07/2026
Primo appuntamento per gli agrigentini di FestiValle, l’evento che dal 7 al 10 agosto si svolgerà nella suggestiva cornice della Valle dei Templi. L’edizione numero dieci – che vedrà nella line-up, a fianco di altri nomi, un artista come Apparat e i debutti in Sicilia dei britannici Greentea Peng e Ezra Collective – è stata inaugurata dalla rassegna diffusa FVOFF 2026, un succulento spin-off che l’11 luglio è andato in scena all’Averna Spazio Open dei Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo e che tornerà, dal 4 al 6 settembre a Linosa, tra i luoghi più remoti e insoliti del Mediterraneo, a sostegno dell’isola dopo il passaggio del ciclone Harry. A offrire un assaggio significativo del variegato programma del festival un interessante accostamento: il concerto de Il Mago del Gelato e il ritorno alla consolle, nella città d’origine, del dj e producer Fenoaltea.

La serata, ospitata nell’atrio di un ex edificio industriale oggi riconvertito in uno dei principali spazi dedicati alla musica dal vivo del capoluogo siciliano, è iniziata con un dj set curato da Dj Pinello/Bangover Crew. Protagonisti della prima parte sono stati Il Mago del Gelato, gruppo milanese passato in Sicilia solo alcuni mesi fa, nei pressi di Modica, nel paesaggio rurale di Cava Cugno, per girare il video del brano “L’Anguria”. Allo spin-off di FestiValle ha proposto un live costruito attorno ai brani tratti dal repertorio recente, delineando un luminoso e frizzante impasto di psichedelia, funk, afrobeat ed echi balearici.
La scaletta spazia dall’EP di esordio dal titolo Maledetta quella notte a brani estrapolati dal primo album pubblicato nel 2025, Chi è Nicola Felpieri?. Il Mago del Gelato, band di quattro elementi, composta da Giovanni Doneda, Ferruccio Perrone, Pietro Gregori e Alessandro Paolone (che ha tra l’altro all’attivo collaborazioni con Venerus e Le Feste Antonacci), si è mostrata in grado di unire talento strumentale con la capacità di emozionare il pubblico. Già nelle note di “Zenzero” e “Segreto” ci muoviamo tra le pieghe di sonorità disco filtrate con le tipiche musiche da cinema italiano anni ’70 e spaghetti western. Un percorso che risente di elementi cosmopoliti, come in “Elisir” tratto dal primo EP; affresco giocoso temperato da un vento di metà estate.


Le parti vocali realizzano un flusso narrativo fatto di immagini in movimento che evocano scene e sensazioni: il richiamo al senso di inquietudine e mistero del singolo “Pandora” o la ricerca di un modo per scappare in “Depistaggio”, brano che si chiude tra incandescenti ritmi percussivi. Influenze jazz più evidenti appaiono in “Stracciatella” o nello strumentale “Granturismo”. Una sezione di fiati accompagna i brani che spesso passano attraverso stacchi e vorticosi cambi di tempo e ritmo. Nel complesso la band risulta difficile da incasellare: la dolcezza, la malinconia e i movimenti lenti che si trovano in “Richiami” si bilanciano a momenti che hanno qualcosa che appartiene al cantautorato italiano anni ’60-’70, come nel brano “In punta di piedi”. La parte finale del concerto contiene una cover di Fela Kuti e un riferimento dal palco alle sfide che attanagliano le diverse sponde del mondo mediterraneo. Dopo il bis la band saluta il pubblico con ancora altri richiami esotici: l’interpretazione personale del classico di Dizzy Gillespie, “A Night in Tunisia”.


Lo stage lascia quindi il posto al produttore ventenne Fenoaltea (uscito di recente sulle piattaforme con i brani di un nuovo EP) regalando un set di oltre un’ora che, tra il caldo afoso e la maglia del Palermo, trascina gli spettatori dei Cantieri della Zisa in un intelligente mix di sonorità elettroniche, brani pop e canzone d’autore, alternando riferimenti internazionali e italiani – tra cui il conterraneo Marco Castello – senza perdere coerenza narrativa. Un percorso costruito più sulla continuità delle atmosfere che sulla ricerca di un effetto immediato, capace di attraversare suggestioni house e mediterranee.


La presenza di Fenoaltea assume un valore che va oltre la semplice chiusura della serata: è il rientro a casa di uno dei migliori esponenti della nuova scena elettronica, in perfetta sintonia con l’identità aperta e trasversale di FestiValle. Una conclusione che prolunga idealmente il viaggio iniziato con Il Mago del Gelato e lascia intravedere lo spirito con cui il festival della Valle dei Templi si appresta a celebrare la sua decima edizione.
