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underscores + umru, Fine Line, Minneapolis, 20 giugno 2026
Sono già stato a concerti sold out al Fine Line di Minneapolis. Ma non mi era mai capitato di arrivare quindici minuti prima dell’apertura porte e ritrovarmi già quasi all’angolo, in coda. Era chiaramente un evento di grande richiamo: la straordinaria underscores era in città, pronta a portare il suo superbo pop elettronico in uno show aperto a tutte le età.

La serata è iniziata con umru (alias Jaan Umru Rothenberg), producer con numerose collaborazioni all’attivo — tra cui Charli XCX — e DJ autore di diversi EP, incluso Matter of Time del 2025. Ha lavorato anche con underscores, dettaglio che spesso garantisce un opening di qualità, visto il rapporto diretto con la headliner. Da solo sul palco, armato di una consolle digitale (una versione aggiornata del classico giradischi, capace di gestire più SD card o dispositivi simili), ha subito imposto un beat potente. Divertente l’inizio: dopo il primo applauso è corso dietro le quinte, essendosi dimenticato alcuni cavi fondamentali. Tornato appena in tempo, ha ripreso il controllo e non si è più fermato.
Fin dalle prime battute il set è stato tiratissimo, portando il pubblico in piena modalità dance club. Anche le luci contribuivano all’atmosfera, con uno schermo sullo sfondo che proiettava flash visivi e grafiche con testi, il nome di umru e altro ancora. Sono arrivati diversi brani da Matter of Time, con il pubblico che cantava a gran voce; molti spettatori indossavano faccine luminose fornite dalla headliner. E non era affatto semplice: umru era costantemente impegnato ai controlli, modulando pitch e beat e rendendo le transizioni estremamente fluide. Verso la fine, potenti colpi di batteria hanno reso l’atmosfera ancora più intensa: sembrava già mezzanotte prima ancora che finisse l’opening set. Tra luci e suoni in piena esplosione, umru ha chiuso e lasciato rapidamente il palco.

La headliner underscores è il nome d’arte di April Harper Grey. Una forza travolgente nell’ambito della musica dance elettronica, capace però di attraversare anche territori hyperpop con brani altamente melodici. Con tre album all’attivo — incluso U del 2026 — underscores può contare su una fanbase solida e appassionata. E infatti, in questo show aperto a tutte le età, la sala era letteralmente stipata. (Lo staff che distribuiva acqua tra un set e l’altro non riusciva a stare al passo.)
Il concerto è iniziato con un video di underscores nel corridoio del backstage, sempre più vicina al palco. Poi l’irruzione: da sola, con le basi EDM a volume altissimo. E, caro lettore, è stato INTENSO. underscores si muoveva incessantemente, in ogni angolo del palco, senza mai smettere di cantare. Il pubblico impazziva, saltando all’unisono, tanto da far tremare letteralmente il pavimento. Locals (Girls Like Us) ha alzato ulteriormente il livello: non era davvero uno spettacolo per deboli di cuore, e vicino al palco si respirava un’aria da fornace.
Come prevedibile, abbondavano modulazioni vocali e sonore, sempre però al servizio della canzone. Poplife, collaborazione con umru, ha ricevuto una reazione esplosiva, anche grazie a un’inquadratura dal backstage e a una camera HD sul palco che proiettava underscores sul grande schermo alle sue spalle — a un certo punto rivolto verso il pubblico, che è andato completamente fuori di testa. E sì, è davvero una performer deliziosa. The Peace ha messo in primo piano beat EDM e voci pesantemente trattate, mentre Tell Me (U Want It) spingeva ancora più in là la fusione tra voce e suono.
In un breve momento di pausa, underscores ha ricordato la sua precedente tappa nelle Twin Cities, al Turf Club nel 2023: “c’erano tipo 130 persone, quindi questo è tipo cinque volte tanto — grazie”. (E, caro lettore, anche quel concerto era stato straordinario; mi ritengo fortunato ad averlo visto.) Del mar county fair 2008 l’ha vista alle tastiere ed è stato un buon momento per rifiatare prima di tornare a pieno ritmo. In Lovefield il pubblico ha scandito le lettere del titolo, mentre underscores si godeva il momento prima di riprendere il controllo del canto.


Probabilmente il picco musicale della serata: emotivamente carico, con un ottimo accompagnamento e una resa vocale impeccabile, culminata in un drop capace di portare il pubblico ancora più in alto. Do It ha colpito sul piano visivo: sullo schermo, due ballerini in silhouette — quasi della stessa dimensione della performer — creavano un effetto speculare con underscores al centro, illuminata da un forte controluce. Spoiled little brat, brano degli inizi, è stato cantato parola per parola dal pubblico. Wish U Well ha chiuso perfettamente il set principale, tra beat EDM massicci e un testo su una relazione tossica reso con grande intensità.
Nel ritorno sul palco, 1-800-F**KOFF ha riportato tutti in modalità super ballabile, con il pubblico totalmente coinvolto. In chiusura, con Music, underscores ha dato tutto ciò che si poteva desiderare — e anche un bel allenamento fisico. La sensazione è che, al prossimo ritorno, il salto sarà verso la più capiente First Avenue: una promozione più che meritata.

( Thaddeus-WHM )

Il presente articolo è stato pubblicato originariamente su WeHeartMusic: le ragioni della collaborazione tra Kalporz e WeHeartMusic le puoi leggere qui.
