torna all'homepage

MusiKàl! - Recensioni, Artisti, News musicali
» Novità Album e Live
» News
» I preferiti di Rokko
» Gli intramontabili
» Kalporzgrafie
» Speciali / Interviste

Osteria - Chiacchiere e Forum
Chiacchiere e Forum

Stalla - Storie in musica
Storie in musica

Municipio - Benvenuti a Kalporz!
Benvenuti a Kalporz!

Cerca un Artista
0-9 A B C D E F G H I
J K L M N O P Q R S
T U V W X Y Z

Newsletter
Info & Contatti
Collabora con noi
Pubblicità
Promo e demo
Le Foto su Kalporz
Collateral

Raffaele a Venezia 2005 Anno IV

III. IL LAVORO DELL'ACCREDITATO SU SE STESSO
Nascita, vita e morte del cinefilo festivaliero

Chiunque abbia dimestichezza con i miei resoconti fiume da Venezia - visto che quelli da Udine e Locarno (in attesa del sempre promesso Procida) hanno fatto il loro esordio solo quest'anno - ricorderà gli strali lanciati dal sottoscritto per le modalità di trattamento attuate nei confronti degli Accrediti Cinema, ideale punto minore all'interno della catena evolutiva cinefila; ebbene, non è che a vivere di Accredito Stampa si stia troppo meglio... certo, l'ingresso in sala è (quasi) sempre una formalità, ma ci mancherebbe altro! In realtà quest'anno il festival è stato preso letteralmente d'assalto da un'orda di famigerati Accrediti Daily, dispensati con una facilità impressionante - solo Il Manifesto, non certo il quotidiano più riconosciuto nell'ambiente, poteva contare su cinque di questi accrediti -. Con il risultato che, alle proiezioni più attese, oltre al solito numero infausto di Accrediti Industry, tutti in bella mostra per poter dire "io c'ero, io c'ero", bisognava attendere l'ingresso in sala anche dei Daily con il risultato estremo di veder lasciato fuori anche un discreto numero di Stampa; il sottoscritto non è riuscito a entrare solo alla proiezione stampa di "The Brothers Grimm" di Terry Gilliam- e per paranoia pura ho preferito acquistare il biglietto per l'omaggio in Sala Grande a Hayao Miyazaki -, ma ha assistito a scene di ordinaria follia e di giustificato sconforto. Lasciare fuori la Stampa alle proiezioni Stampa è un paradosso talmente palese da non giustificare ulteriori parole.

Passo dunque a descrivere la situazione dei sempre più derelitti Accrediti Cinema: non solo sono spesso e volentieri fra i più ferventi amanti del cinema stesso, ma vengono trattati seriamente come bestie costretti come sono a sobbarcarsi ore di fila per essere sicuri di riuscire a vedere i film in quella sala mediocre che è il Pala Alice (ex PalaTim, ex PalaBNL). Tra l'altro è il caso di citare un episodio che come al solito riguarda tristemente da vicino il nostro cinema: il primo film italiano a passare in concorso è stato "I giorni dell'abbandono" di Roberto Faenza. La proiezione per la stampa era prevista per il mattino alle nove, cosicché la sala era semivuota e molti posti erano stati presi proprio dagli Accrediti Cinema; alla fine del film si sono levati boati di dissenso - non solo giustificati, ma doverosi - da parte della platea, tali da coprire i pochi applausi, e la "colpa" di questo "gesto sconsiderato" verso il cinema della propria patria ha fatto pensare bene alla RAI di pretendere che i possessori dell'Accredito più distribuito e meno riconosciuto della mostra fossero lasciati fuori alla proiezione stampa di "La seconda notte di nozze" di Pupi Avati - se vogliamo, addirittura inferiore al film di Faenza. Risultato: sala quasi completamente vuota e, nonostante tutto, fischi. Perché era impossibile non inveire contro questi esempi di piatta e pessima televisione spacciati per cinema d'autore. Ma qualcuno ha voluto far finta di niente, e a pagarne le spese sono stati come al solito gli Accrediti Cinema. Insomma, passano gli anni ma le cattive abitudini tardano a cambiare. Giorno verrà... ma no, forse è solo utopia.

 

INDICE

I. Introduzione

II. La Mostra in tempo di guerra (preventiva)

III. Il lavoro dell'accreditato su se stesso


IV. Il cinema secondo Muller
   a) Il Concorso
   b) Il Fuori Concorso
   c) Le Sezioni Collaterali
   d) Le Retrospettive
   e) Le Proiezioni Speciali

V. L’Italia è un paese povero

VI. L’album dei ricordi

VII. Memorandum

VIII. Una conclusione

IX. Il gioco del voto


Home | Municipio | Musikàl | Osteria | Stalla

Copyright  © Kalporz 2000-2006. Tutti i diritti riservati