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RAFFAELE A VENEZIA ANNO III
inamovibile resoconto
a cura di Raffaele Meale
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| VI.
L'ALBUM DEI RICORDI |
Le emozioni
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L’omaggio ad
Alberto Grifi. L’ho avuto come docente al corso
di sceneggiatura e regia istituito da Marco Müller
e svoltosi negli scorsi mesi a Barbarano Romano,
in provincia di Viterbo. Ho sempre considerato
"Anna" uno dei punti più alti
raggiunti dal cinema italiano negli anni ’70 e
vedere Alberto arrivare in sala Volpi, con la
sua inconfondibile andatura, per ricevere la sua
fetta di gloria mi ha veramente emozionato. Gli
sono corso incontro e l’ho abbracciato, come hanno
fatto tutti gli altri ragazzi del corso presenti.
In sala abbiamo fatto poi partire un’ovazione.
Lui si è alzato in piedi, si è girato
verso di noi e ha mostrato i pollici. Una visione
quasi a conduzione familiare. Mi dispiace per
chi si è sentito di troppo.
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La maschera
di Capitan Harlock che sfoggia la protagonista
di "Koi No Mon" di Matsuo Suzuki. "Un
pirata tutto nero che per casa ha solo il ciel,
ha cambiato in astronave il suo velier. Il suo
teschio è una bandiera che vuol dire libertà,
vola all'arrembaggio però un cuore grande
ha". Poesia moderna. Della serie "le
merendine di quand’ero bambino non torneranno
più!"
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I brividi che
mi hanno per un secondo percorso la schiena quando
la voce al Palagalileo ha annunciato "ci
dispiace avervi dovuto sottoporre a tali controlli,
ma capirete bene che si tratta della PRIMA MONDIALE
del film…" Il film in questione è
"Il castello errante di Howl" di Hayao
Miyazaki. Mi sentivo grande come un granello di
sabbia.
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L’aver avuto
modo, anche se fugacemente, di conoscere Quentin
Tarantino e Joe Dante, ovvero due dei miei miti
americani. Dante ha probabilmente la firma più
facile da falsificare sulla faccia della terra.
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Il ricordo di
una discussione avuta due anni fa con Nico D’Alessandria
su "A Snake of June" di Shinya Tsukamoto.
Quest’anno erano entrambi presenti al Lido con
una loro opera, e se solo Nico fosse stato vivo
sarebbe stato divertente creare un dibattito fra
i due. Purtroppo…
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Vedere che anno
dopo anno la gente che frequenta il festival è
sempre la stessa. Ormai mi sento davvero a casa
mia. Ancora non ho capito se questa è da
considerarsi positiva come cosa!
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