Istantanee di sopravvivenza al Lido (l’ultimo
stand a sinistra)
Sarebbe ora di rendersi conto che l’Italia si sta
apprestando a diventare uno dei tanti "paesi
poveri". Come trailer ideale del nostro futuro
prossimo basterebbe seguire le due settimane di vita
al Lido degli accreditati, destinati a diventare rapidamente
poveri, molto poveri. Insomma, l’avrete già
capito, i prezzi al Lido continuano imperterriti a
salire, provocando crisi umane al limite del credibile.
Se il santo "Pecador", storico banchetto
per hot dog e hamburger situato a lato del Palagalileo,
continua a permettere una spesa di sette euro a pasto,
gli altri locali dell’isolotto lagunare praticano
un gioco al rialzo che di qui a tre anni rischierà
di impedire realmente l’approdo al festival per molti
giovani cinefili. I menù turistici toccano
la cifra vertiginosa di quattordici euro a pasto –
e che pasto, poi! -, il caffè è a 1
euro (cifra fissa e intoccabile, per ora) ecc. ecc.
Restano fuori dallo
strozzinaggio più bieco l’alimentari su via
Sandro Gallo – altro luogo di culto per chi non ha
ancora deciso di vivere d’aria – e il ristorante cinese
di via Perasto: peccato che quest’ultimo si trovi
vicino all’imbarcadero, impedendo un’assidua frequentazione,
a meno di rinunciare a uno spettacolo. Detto questo
sono felice di poter annunciare la totale assenza
di punture di zanzare sulla pelle del sottoscritto.
A meno di non essere considerato miracolato ciò
vuol dire che la presenza dei fastidiosissimi vampiri
sibilanti è sensibilmente diminuita, così
come è diminuita la presenza di colpi di tosse
e starnuti in sala. Questo fattore è invece
probabilmente dovuto al caso, visto che le temperature
durante le visioni dei film – soprattutto in sala
Perla e al PalaTIM – continuano a sfiorare la glaciazione.
Per il resto non ho
moltissimo da dire, visto che la vita all’esterno
delle sale cinematografiche mi sfiora ben poco. La
mia giornata ideale si è adagiata sui seguenti
ritmi: ininterrottamente in sala dalle 8.30 alle 2.00,
con una mezz’oretta tra un film e l’altro da passare
in fila, un tre quarti d’ora per il pranzo e altrettanto
per la cena. Poi dopo l’ultimo film, tutti a prendersi
uno, due, tre spritz all’ultimo stand sulla sinistra,
a chiacchierare dei film visti, a ipotizzare vittorie
e sconfitte, a deridere Placido – sport che verrà
ufficialmente proposto alle prossime olimpiadi, visto
che da quest’anno è sicuramente praticato in
almeno 75 nazioni mondiali – e a scherzare.
Dopo il ritorno a
casa, un paio di orette di sonno e di nuovo in sala,
alle 8.30, seguendo la routine.
Questo programma ha
avuto un solo vero scossone tra venerdì 10
e sabato 11 settembre quando la notte è stata
interamente occupata da proiezioni a sorpresa in Sala
Perla, alla presenza di loro maestà Tarantino
e Dante. Finita alle 8 del mattino dopo, io ed Emiliano
Corbianco – iniziate a tenervi cari i nomi che vi
farò, Puorz du cinema sta facendo proseliti
– ci siamo andati a prendere un cappuccino e cornetto
e poi di nuovo in sala per assistere a "Marebito"
di Takashi Shimizu. Cose da Festival. Come annotazione
finale faccio notare la nascita di una meritoria bisca
clandestina tra gli accrediti cinema; basta donare
cinque euro e sciorinare i nomi dei vincitori dei
premi principali. Alla fine la cassa si era corposa,
raggiungendo la cifra di 140 €, ma logicamente con
la mia classica fortuna al gioco di quei dindi non
ho visto neanche l’ombra.