LYNCH,
UN ALCHIMISTA INTRAPPOLATO NEL SOGNO
di Raffaele Meale

IL SUO CINEMA DIVISO TRA AVANGUARDIA
E LUOGO COMUNE
Cercare
di interpretare il cinema di Lynch, sviscerandolo
e sezionandolo, appare oggi più che mai
un’operazione vuota di ogni significato,
distorcente e inutile: un cinema che vive nella
tensione creata dal contrasto tra gli elementi
onirici e la rivisitazione della classica vita
di provincia.
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L'INCUBO INDUSTRIALE E L'ATTRAZIONE
PER LA SERIALITA'
Il ritmo industriale, claustrofobico
e incessante, segna gran parte della cinematografia
lynchiana, sublimandosi in un costante studio
sulla reiterazione, l’ossessione e l’ipotesi
seriale.
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LA MEMORIA AMERICANA: GLI ASPETTI POPOLARI
Il cinema di Lynch nasce dalla memoria degli
anni ’50, nascita del mito e dell’immaginario
pop. Il sogno non riveste un ruolo antitetico
alla realtà, ma di fatto la distorce.
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UN CERCHIO CHE SI CHIUDE: LYNCH E MOEBIUS
La
struttura di “Strade perdute” e
“Mulholland Drive”: un nastro di
Moebius che si contorce su se stesso percorrendo
sempre lo stesso sentiero e modificando la natura
di tempo e spazio.
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IL SOGNO IN LYNCH
Il
cinema di Lynch è stato spesso incompreso,
tacciato di supponenza, svilito e umiliato.
Che questa sia un’occasione per cercare
di rendergli il giusto e il dovuto.
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FILMOGRAFIA
DI DAVID LYNCH
(I film segnati con asterisco sono reperibili
in VHS o DVD)
Six Figures (1967, 1’)
The Alphabet (1968, 4’)
The Grandmother (1970, 34’)
Eraserhead (Eraserhead - La mente che cancella,
1976, 89’) *
The Elephant Man (1980, 124’) *
Dune (1984, 140’) *
Blue Velvet (Velluto Blu, 1986, 120’)
*
Le Cow-boy et le Frenchman (1988, 22’)
episodio della serie TV Les Français
vu par...
Twin Peaks (I segreti di Twin Peaks, 1990-91,
1487’) serie TV *
Wild at Heart (Cuore selvaggio, 1990, 124’)
*
On the Air (Un catastrofico successo, 1991-92,
420’) serie TV
Twin Peaks: Fire Walk with Me (Fuoco cammina
con me, 1992, 135’) *
Hotel Room (1992, 96’)
Premonitions Following an Evil Deed (1996, 55’’)
episodio di Lumière et compagnie
Lost Highway (Strade perdute, 1996, 134’)
*
The Straight Story (Una storia vera, 1999, 111’)
*
Mulholland Drive (2001) *
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE SU LYNCH
Interviste:
Chris Rodley, Lynch secondo Lynch (Baldini &
Castoldi, 1997)
David Breskin, Inner Views. Filmakers in Conversation
(Faber & Faber, 1992)
S. Daney e C. Tesson, Entretien avec David Lynch
(Cahiers du Cinéma, n. 322, Aprile 1981)
Saggistica:
Michel Chion, David Lynch (Lindau, 2000)
Laura Mulvey, The Pre-Oedipal Father; the Gothicism
of Blue Velvet
Slavoj Zizek, The Art of the Ridiculous Sublime.
On David Lynch’s Lost Highway (WCCH, 2000)
Le citazioni
di frasi di Lynch sono tratte dal volume di
Rodley.
Ho attinto in buona parte - soprattutto la sezione
su Lost Highway - al capitolo su Lynch che ho
inserito nella mia tesi di laurea “Gli
Onironauti - esempi di cinema onirico nel panorama
contemporaneo statunitense”.