BLA
BLA BLA, SBRODOLATA INIZIALE
di Raffaele Meale

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| Raffaele Meale, un vero
Puorz du Cinéma |
Avevo più volte
promesso questa pagina; come in molte altre occasioni
della mia paciosa vita romana arrivo con leggero
ritardo a mantenere la promessa. Kalporziani di
tutto il mondo, questa è una giornata storica!!!
I “Puorz du Cinéma”
aprono i battenti, tra grugniti di soddisfazione
– spero -.
Questo che appare oggi
sulle pagine di Kalporz è il numero 0 della
sezione di cinema: scribacchio questa frase con
un misto di orgoglio e preoccupazione.
Orgoglio dettato dalla possibilità di dar
vita ad un approfondimento critico del cinema
che ci circonda e di quello che ci ha preceduto,
preoccupazione derivata dalla consapevolezza di
dar vita ad una sfida carica di insidie.
Innanzitutto il Kalporz
che in questi tre anni è cresciuto in maniera
del tutto esponenziale si è sempre occupato
di musica (“città virtuale città
musicale”, o no?), adibendo solo una parte
del sito alla letteratura; secondo, il variegato
e frastagliato mondo di internet è saturo
di pagine di cinema, sul cinema, per il cinema
ecc. ecc.
Ecco, ne sono consapevole:
cosa mi ha spinto allora a desiderare fortemente
una pagina di cinema proprio qui su Kalporz? Cosa
posso tentare di proporre che sia originale, interessante,
stimolante? Me lo sono chiesto spesso in questi
mesi in cui l’idea ha avuto la sua gestazione
– un parto, quasi un mio piccolo figlio
questa opportunità – e ho trovato
molte risposte. Alcune cadevano in contraddizione,
altre non erano poi così sensate. Ma qualcosa
di reale, un’esigenza a mio parere esisteva
ed esiste: una pagina di cinema che fosse l’occasione
non per setacciare la programmazione cinematografica
e inserire nelle liste buoni e cattivi, e neanche
per stilare filmografie e bibliografie, date di
nascita e condoglianze di morte. No, niente di
tutto questo.
Piuttosto una pagina
internet che cercasse una via diversa alla
critica, un approccio diverso da quello canonico
che internet ci ha fino ad adesso propinato: una
pagina di critica cinematografica e non
di votazione cinematografica. Per far questo
dunque intendo proporre di volta in volta piccoli
saggi che riflettano su vari argomenti del cinema,
contemporaneo e non: un luogo dove possano coabitare
Orson Welles e l’horror, le serie TV
e i cortometraggi. Senza assegnare canoni
di bellezza, ma solo puntando l’occhio –
e la penna – su ciò che ci ha colpito,
su ciò che ci ha dato spunti di riflessione.
In piena libertà. In totale libertà.
Una libertà che nega l’obbligo della
recensione dell’attuale: non perché
non sia giusto, ma perché non è
nelle intenzioni.
Non si parlerà
di film in modo da spingere le masse al cinema,
per questo ci sono già altre riviste telematiche
a svolgere ottimamente il compito, si parlerà
di film in modo da creare un dibattito. Ci
sarà la possibilità per i lettori
di inviare le proprie riflessioni e sui film citati
e sugli articoli inseriti; il sogno, insomma,
di creare un piccolo salotto culturale. Credo
che Kalporz sia un luogo ideale per questo, per
la sua struttura, per la sua frequentazione, per
la sua indole. E perché musica e cinema
sono arti complementari, a tratti addirittura
speculari.
Proporrò ovviamente mie riflessioni, e
il saggio con cui si parte è dedicato ad
uno degli autori che più amo (Lynch), ma
mi circonderò di collaboratori –
alcuni dei quali già “arruolati”
– e invito chiunque abbia idee per un saggio
a sottopormele, inviandole al mio indirizzo di
posta elettronica.
Una pagina di cinema
che in questa sua partenza voglio dedicare ad
una rivista che ha fatto la storia della critica:
i Cahiers du Cinéma. Ora che sono
in profonda crisi, addirittura prossimi alla chiusura,
è doveroso affermare che molte di quelle
speranze e ambizioni che ho elencato sopra passano
da qui. Senza pretendere filiazioni, ma omaggiandoli.
Buona lettura.
Ps. Brindo kalporzianamente
alla vostra. Vino e cinema hanno sempre trovato
un punto d’unione: in alto i calici…
Kalporziani, siete
pronti, ecco a voi:
LYNCH, UN ALCHIMISTA
INTRAPPOLATO NEL SOGNO
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