UN CHANT D’AMOUR/LA MAGNIFICA OSSESSIONE
12-18 febbraio 2006
Numero
7: Melquiades Estrada è morto, viva Melquiades
Estrada!
di Raffaele Meale
“Le
tre sepolture”, esordio alla regia cinematografica
per Tommy Lee Jones a dieci anni esatti dalla
prima volta dietro la macchina da presa (nel 1995
fu la volta del western televisivo “The
Good Old Boys”), sarebbe piaciuto molto
a Sam Peckinpah, di questo sono praticamente certo.
Come ebbi modo di scrivere due anni fa proprio
su queste pagine online il western ha bisogno,
per mantenersi vivo, di ritrovare la propria struttura
drammaturgica nella contemporaneità: l’opera
di Jones è un paradigma perfetto di tale
affermazione, si dipana nelle sue due ore e poco
meno adagiandosi su ritmi pacati ma carichi di
azione e motivazione, sostando a fare la siesta
in territori abitati più dalla disillusione
che dalla rabbia, più dall’amicizia
che dalla violenza, più dalla malinconia
che dall’eversione. Il rapporto d’amicizia
virile cristallino che lega il ranchero Pete Perkins
(lo stesso Tommy Lee Jones, in una recitazione
straordinaria) all’immigrato clandestino
Melquiades Estrada (Julio Cedillo, già
visto nell’”Alamo” di John Lee
Hancock) e che funge da motore dell’intera
vicenda è descritto con una tale forza
mischiata a ironia da lasciare stupefatti. Ma
è nella descrizione d’ambiente che
il film di Jones colpisce definitivamente al cuore,
grazie a quei personaggi secondari che fecero
grande il western e che aderiscono perfettamente
alla filosofia degli autori – perché
il film è opera della coppia Jones/regia,
Arriaga/sceneggiatura -: su tutti valga l’esempio
del vecchio cieco che ascolta la radio spagnola
senza comprendere una parola. L’intera sequenza
che lo vede protagonista è da antologia
del cinema, la profondità che la vecchia
gloria musicale Levon Helm (coadiuvato dalla sceneggiatura)
riesce a dare al personaggio in pochi minuti sconvolge,
senza esagerare. L’impressione è
che Arriaga, dopo la fama raggiunta grazie ad
“Amores Perros” e “21 Grammi”,
firmi qui la sua sceneggiatura migliore, la più
matura, quella che resterà davvero negli
annali del cinema. Rimarchevole anche la colonna
sonora di Marco Beltrami, lontana dallo stile
che finora aveva accompagnato il nome del compositore.
Meritatissimi i premi vinti all’ultimo festival
di Cannes e doverosa l’ovazione in sala:
a proposito, un consiglio. Il film non avrà
distribuzione lunga nè lungimirante, quindi
correte a guardarlo e applaudite in sala, fate
sentire (se lo riterrete opportuno) il vostro
apprezzamento. Chissà che non venga data
maggiore importanza a questi gioielli nascosti.
Il 2006 è iniziato alla grande per l’Italia
– e sì, perché “Three
Burials of Melquiades Estrada” è
in realtà dell’anno scorso -, se
è vero che si è già avuto
modo di vedere e plaudire Spielberg, Park, Malick,
e ora Jones...stiamo a vedere...
Non mi aspettavo moltisismo e non molto ho ricevuto
da “North Country”, requisitoria civile
diretta da Niki Caro e interpretata da una volenterosa
Charlize Theron (molti hanno detto che si sia
imbruttita per la parte, ma vi assicuro che se
questa è la bruttezza viviamo in un mondo
di adoni). Peccato che la sceneggiatura sia quanto
di più piatto e retorico si possa vedere
in circolazione: certo, importante il tema trattato
– il maschilismo all’interno delle
miniere statunitensi – ma niente altro da
segnalare. Peccato, perché il risultato
finale vanifica soprattutto la bella fotografia
di Chris Menges, uno che il suo mestiere lo conosce
eccome.
La piattezza è anche il minimo comun denominatore
di “The Libertine”, con Johnny Depp
tornato a fare il sex symbol in veste settecentesca,
“Transamerica” (ok, brava Felicity
Huffman, straordinario Burt Young...ma quanta
noia e quante poche risate per essere una commedia),
e “La contessa bianca” di James Ivory.
Anche per questo, al termine della settimana,
mi trovo a scrivere “Melquiades Estrada
è morto, viva Melquiades Estrada”!
E alla prossima, dove si parlerà di “Jarhead”,
“Arrivederci amore, ciao”, “Notte
prima degli esami”, “Walk the Line”...e
dove si capirà che il pregiudizio può
far molto male nell’arte...come di consueto,
buona visione.
Film in uscita questa settimana:
Cacciatore di teste di Constantin Costa-Gavras
In un altro paese di Marco Turco
The Libertine di Laurence Dunmore (5)
North Country – Storia di Josey di
Niki Caro (5)
Prime di Ben Younger
Transamerica di Duncan Tucker (4/5)
Le tre sepolture di Tommy Lee Jones (8/9)
Underworld: Evolution di Len Wiseman
La contessa bianca di James Ivory (4/5)
(13 febbraio 2006)
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