UN CHANT D’AMOUR/LA MAGNIFICA OSSESSIONE
5 – 11 Febbraio 2006
Numero
6: Italia spaghetti mandolino mamma...
di Raffaele Meale
Imbattersi
in questi giorni nei cartelloni pubblicitari che
sponsorizzano l’uscita cinematografica di
“Per sesso o per amore”, sui quali
campeggia Monica Bellucci accompagnata dalla frase
di lancio Monica Bellucci come l’avete
sempre desiderata, è cosa fin troppo
semplice. Le città italiane (o perlomeno
Roma) sono letteralmente invase dal corpicino
di quella che è la donna italiana da esportazione
per eccellenza dei nostri tempi. Inutile dire
che il film di Bertrand Blier è quanto
di più scialbo, fastidioso e snervante
possa esistere: tipica commedia francese di basso
livello con patetici tentativi surreali che non
fanno altro che appesantire un impalcatura già
di per sè abbondantemente traballante.
Gli attori, tutti completamente fuori parte (e
che pena che fa Depardieu inguainato in un cliché
senza alcun mordente!), si arrabbattano al meglio
per far fronte a una sceneggiatura da encefalogramma
piatto.
Il noir surreale, che solo poco tempo fa ha avuto
in “Kiss Kiss Bang Bang” di Shane
Black un cantore di ottimo livello, si ritrova
nelle secche di un cinema che procede senza alcuna
meta, come uno scarafaggio privato della testa.
In attesa della sua morte (la blatta riesce a
sopravvivere due giorni senza cranio, l’impressione
è che questo cinema camperà ben
più a lungo), viene naturale tornare a
riflettere sulla frase di lancio a cui accennavo
in avvio di discorso: in realtà la Monica
Bellucci che è stata immortalata dalla
pellicola di Blier non mostra molto più
di quanto palesato in opere precedenti, da “Irreversible”
a “Malèna”. Il luogo comune
con il quale siamo inquadrati all’estero
è talmente sconfortante (forse perché
vero? E qui scatta la provocazione) da lasciare
senza alcuna parola. Per farla breve, se avete
tempo da sprecare, trovate qualcosa di meglio
per sprecarlo. Perché qui c’è
veramente di che pentirsi in eterno...
Per il resto l’ultima settimana ha proposto
la riproposizione del classico di Jane Austen
“Orgoglio e pregiudizio”, dove ammetto
con orgoglio di essere partito da qualche pregiudizio
nei confronti dell’operazione: il risultato
è medio, senza picchi assoluti, sicuramente
inferiore alla precedente lettura nella quale
giganteggiava Laurence Olivier. E poi, passandoci
sopra in fretta e furia, il ridicolo seguito targato
disney dell’iper-classico “Bambi”
– ma tra tutti i soggetti che si potevano
ipotizzare per rilanciare il tratto a matita nell’animazione
disneyana era proprio necessario cadere in una
trappola del genere? -, l’insoddisfacente
“La cura del gorilla”, l’horror
classico senza troppi acuti “Fragile”
di Jaumé Balaguerò già passato
a Venezia come il noiosissimo “Persona non
grata” di Krysztof Zanussi, l’incompiuto
“Battaglia nel cielo” di Carlos Reygadas
(di lui ricorderò sempre con piacere l’esordio
“Japòn”, mentre questo capitolo
secondo può essere associato, per alcune
scelte, allo straordinario “29 Palms”
di Bruno Dumont che tanto scalpore fece a Venezia
nel 2003).
A qualche film toccherà il compito ingrato
di terminare anche questo appuntamento settimanale
con Un chant d’amour, e nello specifico
il peso grava su “The Door in the Floor”
di Tod Williams...io non l’ho visto, quindi
non mi sbilancio, ma l’impressione è
che qualcosa di interessante qui dentro possa
risiedervi...ma intanto è già la
nuova settimana, è già il tempo
di parlare di “Le tre sepolture”,
“North Country”, “Transamerica”...o
forse ancora no...
Alla prossima settimana, e buona visione.
Film in uscita questa settimana:
Bambi 2 di Brian Pimental (4)
Battaglia nel cielo di Carlos Reygadas
(6)
La cura del gorilla di Carlo A. Sigon (4)
The Door in the Floor di Tod Williams
Fragile di Jaumé Balaguerò
(5/6)
Orgoglio e pregiudizio di Joe Wright (5)
Per sesso o per amore di Bertrand Blier
(3)
Persona non grata di Krysztof Zanussi
(5)
(6 febbraio 2006)
|