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UN CHANT D’AMOUR/LA MAGNIFICA OSSESSIONE
15-28 gennaio 2006
Numero 4: La censura č una birra che va gustata fredda

di Raffaele Meale

fonte: www.thenewworldmovie.comAndandosi a spulciare i nomi delle persone a cui sono state affidate le otto commissioni di censura (su cinema, teatro e televisione) direttamente dal ministro Buttiglione, si possono fare interessanti scoperte, sempre che si sia disposti a non diffidare della propria vista, delle proprie capacità di lettura e dell’uso della lingua italiana. E già, perché veramente c’è di che strabuzzare gli occhi: iniziamo dai due nomi più eclatanti. Il primo è quello di Solvi Stubing; ma sì che ve la ricordate, è proprio lei, “chiamami Peroni, sarò la tua birra”! La biondona ex-piacente d’origine teutonica, oltre a vantare uno slogan entrato nella leggenda pubblicitaria nazionale e ad aver recitato in film che nessuno ricorda, ha lavorato nella rete televisiva romana T9 come critica cinematografica. Questo pietoso curriculum le deve essere bastato però, magari aiutato dalla sua frequentazione in quel di Alleanza Nazionale, dove quantomeno non è mai riuscita a farsi eleggere – in compenso però è entrata nel consiglio d’amministrazione della Scuola Nazionale di Cinema, ahimè -.

Il secondo nome in lista è quello di Clarissa Burt, ultimamente spesso e sovente ospite del salotto culturale gestito da Bruno Vespa in seconda serata. In quelle occasioni la signora Burt è solita lanciarsi in accorati e animosi peana verso gli Stati Uniti d’America, sua patria d’origine. Anche lei in quota in Alleanza Nazionale, ha vissuto le stesse sorti elettorali della già citata Stubing. Qualche film (l’ultimo è “Natale in India”) ma l’unica parentela apparente col cinema riguarda la sua love story con il compianto Massimo Troisi.

Si arriva poi ben presto al delirio più totale: se già è difficile digerire la nomina di Stubing e Burt, è addirittura insostenibile doversi sorbire quelle di Francesco Pionati e Debora Bergamini: e chi sono, direte giustamente voi. Il primo è un giornalista RAI, a quanto pare in quota all'UDC. Ma tant’è, scorro velocemente perché come si dice a Roma non riesco più a tenermi il cece in bocca: volete conoscere il curriculum vitae di Debora Bergamini? Volete anche voi svelare il mistero sulla sua nomina? Volete poter ridere e rabbrividire, pensando a quali mani useranno forbice e bianchetto sulle pellicole in arrivo nel nostro paese?
Volete conoscere il mistero di Roswell? Bè, su quest’ultimo punto non posso illuminarvi, ma sul resto probabilmente sì: Debora Bergamini – e continuo a scriverlo il nome, ché tutti se lo stampino bene in mente !!! – altri non è se non l’ex segretaria personale del dottor Silvio Berlusconi. Allibiti? Non è tutto: dopo aver lasciato l’onorata carriera al fianco dell’attuale presidente del consiglio, la Bergamini è casualmente diventata direttore marketing della RAI. Ok, ora potete allibirvi del tutto, ve lo concedo.

Insomma, rendiamoci conto di questo: a decidere la sorte nel nostro paese dei film saranno tra gli altri

1) Una ex-modella, improvvisata critica su reti televisive a carattere locale
2) Un’altra ex-modella, improvvisata opinionista televisiva
3) Un giornalista politico della RAI
4) L’ex segretaria di Silvio Berlusconi, riciclata a sua volta in RAI

Se non fosse tutto tristemente vero, messo nero su bianco, sembrerebbe uno sketch degno dei fratelli Marx o dei Monty Python. Invece, purtroppo, non è altro che la verità nuda e cruda. Quanto possa stare a cuore la vita culturale al governo Berlusconi è fin troppo chiaro ormai. Perché al limite posso anche arrivare a capire la scelta di muoversi all’interno dei propri canali politici, proponendo nomi di persone che lavorano o hanno lavorato direttamente per i partiti di governo. Ma che quantomeno siano fatti nomi di tecnici, di addetti ai lavori. Ma qui siamo di fronte alla follia più totale, al disprezzo più dichiarato verso l’arte. Perché è proprio da un punto di vista professionale che la scelta di questi quattro nomi appare ridicola, e grave. Grave perché il potere della censura è sempre stata la spada di Damocle di qualsiasi democrazia, ed è un potere troppo grande per poterlo mettere in mano a delle persone che con il cinema e il teatro non hanno nulla a che fare, se non per vie laterali e oscure. Rischiamo di avere davanti a noi anni bui, in cui l’inquisizione artistica mai totalmente sopita nel nostro paese – ricordate i travagli processuali di Ciprì e Maresco? – potrebbe riprendere vigore e convinzione nei propri barbarici mezzi.

Incrociamo le dita. Intanto, per coloro che volessero la visione completa delle commissioni, rimando all’indirizzo web www.cinema.beniculturali.it/commissioni/revisione.htm

Film in uscita:
40 anni vergine di Judd Apatow
Derailed – Attrazione letale di Mikael Håfström
Match Point di Woody Allen (7)
The New World – Il nuovo mondo di Terrence Malick (8/9)
U-Carmen e-Kayelitsha di Mark Dornford-May
Eccezzziunale veramente capitolo secondo...me di Carlo Vanzina (3)
Brokeback Mountain di Ang Lee (7/8)
La neve nel cuore di Thomas Bezucha (5)
Joyeux Noel: una verità dimenticata dalla storia di Christian Carion
Felix - Il coniglietto giramondo di Giuseppe Maurizio Laganà
The Red Shoes di Kim Yong-gyun
I magi randagi di Sergio Citti (7/8)

 

(23 gennaio 2006)

 




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