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UN CHANT D’AMOUR/LA MAGNIFICA OSSESSIONE
9-15 aprile 2006

Numero 15: Il cinema della maggioranza (risicata)

di Raffaele Meale

Al di là di coniglietti rosa, uova di ogni forma e dimensione, Benedetto XVI e i Papa Boys, l’intero universo mediatico italiano è completamente assorbito dalle ultime elezioni politiche. Al di là del risultato finale – che il sottoscritto ha accolto con notevole felicità, dopo una notte di tribolazioni e nonostante una depressione strisciante per il mancato crollo dell’immagine del presidente del consiglio -, è doveroso notare come l’arte sia passata in secondo piano di fronte al destino di un paese, compreso lo splendido Caimano di Nanni Moretti (e chi aveva accusato il film di tracciare un panorama troppo disfattista si sarà dovuto ricredere dopo la sostanziale parità decretata dallo scrutinio).

Non è poi così rilevante in fin dei conti parlare di cinema in questa settimana, anche perché il sistema elettorale ha messo in piedi un teatrino capace di sintetizzare tutti i generi cinematografici, dal giallo al thriller, dalla commedia al cinema civile, dal dramma al demenziale, sfiorando di quando in quando l’horror: ma questa pagina non deve proporre un approfondimento politico, e dopo la doverosa tirata iniziale – e a chi si lamenterà perché “queste elezioni hanno stancato” ricordo che il destino del proprio paese dovrebbe essere preso in maggior considerazione, e questo discorso vale a livello trasversale per entrambe le coalizioni – passo a parlare della settimana cinematografica. Che presenta, dal canto suo, due buoni film e una serie di riempimenti. Ovviamente, con le festività a un tiro di schioppo, le distribuzioni hanno pensato bene di ingolfare il mercato con opere buone per tutti i gusti e per tutte le età: preparatevi dunque a due settimane durante le quali rimpiangerete di non avere più sei anni (e c’è veramente da temere per il peggio, soprattutto per la mediocrità imbarazzante di alcuni prodotti, come Yo-Rhad, del quale comunque parlerò nel prossimo numero della rivista), di non credere in Babbo Natale, e di un’età in cui vi bastava vedere un disegno animato qualsiasi per ritenervi soddisfatti.

E già, perché al di là dei pochi casi che andrò a enumerare tra poco, il resto della programmazione è completamente in mano ai vari Zathura – Un’avventura spaziale (noiosetto e sempre a sparare a salve questo “Jumanji dello spazio”), Nanny McPhee (divertente ma troppo troppo troppo fragile, salvato solo dalla verve di una Angela Lansbury in gran forma che una volta tanto entra in scena senza che qualcuno tiri le maledette cuoia) e Indian – La grande sfida (ho capito che tutti hanno bisogno di assicurarsi una vecchiaia priva di acciacchi, ma questa porcata Anthony Hopkins poteva benissimo evitarsela). E anche quando ci si allontana dai prodotti creati su misura per un pubblico che non ha davvero voglia di fermarsi a pensare non è che le cose migliorino particolarmente, visto che Tristano e Isotta, nonostante le ottime interpretazioni di James Franco e Sophia Myles altro non è che una versione minore di Romeo and Juliet, quando invece la tragedia di partenza avrebbe meritato ben più attenzione. Tra l’altro, comparato alla splendida opera wagneriana, il film di Kevin Reynolds – e i retaggi del “principe dei ladri” Robin Hood si avvertono di quando in quando, provocando una sensazione di profondo fastidio – crolla a contatto con l’epica: per dirla in breve la morte di Tristano, sintetizzata da Wagner con uno scarno e strabiliante assolo di oboe, l’opera hollywoodiana se la sogna.

Dall’amore eterno a quello di gruppo: Incontri d’amore dei fratelli Larrieu (Arnaud e Jean-Marie) si immerge negli scambi sessuali di due coppie di francesi, nel bel mezzo della campagna. Il sesso, la borghesia, la campagna francese, ovvero un film senza alcun nerbo. Che noia che fa al giorno d’oggi questa borghesia che vorrebbe scandalizzarsi e scandalizzare senza capire che L’ultimo tango a Parigi è stato ballato ormai trent’anni fa! Passiamo dunque agli unici due film che vi consiglio di non perdere, per quanto entrambi non siano dei capolavori.

Pensare che nella settimana delle famigliole festanti sia proprio un’opera d’animazione ad attaccare la norma e il buon gusto è effettivamente sorprendente, eppure Terkel in Trouble (che avevo già visto in anteprima al Future Film Festival di Bologna) è quanto di più crudele e anti-establishment si possa immaginare. Non che tutti risulti convincente, con l’impressione di un cinismo fin troppo programmatico e la caduta di ritmo nel tratto di alcuni personaggi secondari, ma è certo da difendere un film che prende per mano l’animazione in 3-D europea e la porta fuori dal bagno di bitume in cui era crollato ultimamente. Così come è da difendere l’ultima opera di Spike Lee, Inside Man, la quale, sorretta da un mucchietto di attori in gran forma, è probabilmente poco più di un gioco.

Ma ad avercene di giochi così! Inside Man non aggiunge nulla al cinema di Spike Lee, questo è indubbio, ma lo allontana dall’imbarazzante risultato di Lei mi odia e ne fornisce un nuovo punto di vista, ludico e divertito. Proprio per questo risultano eccessivamente ridondanti i riferimenti a fatti di ben più grave entità, come se Lee volesse comunque rimarcare il suo fervido impegno civile. Che nessuno ha mai messo in dubbio (e come si potrebbe, visto che il regista afroamericano è l’autore di Fa’ la cosa giusta, Clockers, La venticinquesima ora e S.O.S. – Summer of Sam?) ma che in mezzo a questa rapina dai rivolti inaspettati c’entra come i cavoli a merenda.

Inside Man resta comunque il film migliore tra quelli usciti in questa settimana non certo memorabile. Ma, e lo sappiamo, c’era ben altro a cui pensare…buona visione.

 

I film in uscita questa settimana:

Incontri d’amore di Arnaud e Jean-Marie Larrieu (5)
Indian – La grande sfida di Roger Donaldson (4/5)
Inside Man di Spike Lee (7/8)
Nanny McPhee (Tata Matilda) di Kirk Jones (6)
Sono tornato al nord di Franco Diaferia
Terkel in Trouble di Stefan Fjeldmark, Kresten Vestbjerg Andersen e Thorbjorn Christoffersen (7)
Tristano & Isotta di Kevin Reynolds (5)
Zathura – Un’avventura spaziale di Jon Favreau (5)

(14 aprile 2006)

 




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