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Jazz in scatola di montaggio di Giuseppe Ciarallo
racconto inedito


Roland Kirk - One man Orchestra
Ciò che segue è solo ed esclusivamente il risultato di un gioco e dunque non ha alcuna pretesa "scientifica". Per puro divertimento e per passare un po' di tempo in modo diverso dal solito, senza l'aiuto di alcun computer ho estrapolato da enciclopedie, libri e riviste specializzate i dati di duecento jazzisti (partendo ovviamente dai più noti), analizzandoli e raggruppandoli al fine di poter ottenere categorie omogenee e trarre così conclusioni assolutamente inutili.
Ad esempio, da uno dei risultati della ricerca emerge che, quando un giovane decide di avvicinarsi alla musica afroamericana, nel 24% dei casi finirà per suonare la tromba, nel 23% il pianoforte, nel 21% il saxofono (genericamente, senza specificare le varie tonalità dello strumento), e poi via via nel 6% il canto e il clarinetto, nel 5,5% la batteria, nel 4,5% la chitarra e il contrabbasso, nel 3% il trombone e nel 2,5% il violino.



Altra cosa importante. Lo stato americano che ha dato i natali al maggior numero di jazzisti è indiscutibilmente la Louisiana (Armstrong, Bechet, Mahalia Jackson, Jelly Roll Morton, King Oliver, Kid Ory, Buddy Bolden e tanti altri), seguita non proprio a ruota dalla Pennsylvania (Art Blakey, Roy Eldridge, Erroll Garner, Stan Getz, Billy Holiday, Tommy Dorsey, Eddie Lang (*), Jaco Pastorius, Joe Venuti ecc.) e dallo stato di New York (Buddy Rich, Gerry Mulligan, Bud Powell, Cab Calloway tra gli altri).



Dal 1877 al 1951, gli anni più prolifici, quelli cioè nei quali hanno visto la luce il maggior numero di futuri jazzisti, sono stati il 1908 (Red Allen, Chu Berry, Stephane Grappelli) e il 1923 (Dexter Gordon, Fats Navarro, Serge Chaloff, Thad Jones, Philly Joe Jones).
Per contro, l'anno che ha visto la scomparsa del maggior numero di musicisti è stato indiscutibilmente il 1967 con la morte tra gli altri di John Coltrane e Red Allen.
I più longevi tra i jazzisti esaminati sono risultati essere Eubie Blake, pianista di Baltimora (Maryland) morto nell'83 alla veneranda età di 100 anni e Andy Kirk, saxofonsta del Kentucky deceduto novantaquattrenne nel '92.
Al contrario colui che detiene il primato per morte prematura è Booker Little, trombettista di Memphis (Tennessee) scomparso a soli 23 anni, seguono Pinetop Smith a 25, i ben più famosi Clifford Brown e Charlie Christian a 26, Robert Johnson e Fats Navarro a 27, Bix Biederbecke a 29 e Chick Webb a 30 anni.

Di questo passo si potrebbero fare decine di altre classifiche, ma... essendo il gioco bello quando è corto, concluderò con un monito ai lettori. Se una persona a voi cara volesse avvicinarsi allo studio di uno strumento per interpretare la tanto amata musica jazz, sconsigliate vivamente la chitarra. Infatti, anche se in questo momento John Mc Laughlin, Joe Pass, Pat Metheny staranno facendo i debiti scongiuri, i chitarristi jazz hanno una vita media di 48 anni, contro i 52 dei contrabbassisti, i 54 dei saxofonisti, i 57 di trombettisti, pianisti e clarinettisti, i 59 dei cantanti, i 60 dei trombonisti e i 61 dei batteristi.
Ma se volete andare sul sicuro, consigliate il violino; la vita media di un violinista è infatti di 70 anni, con il picco di 89 anni raggiunto dal mitico Stephane Grappelli.


(*) Eddie Lang in realtà si chiamava Salvatore Massaro ed era di chiare origini italiane; questo lo dico solo perché più precisamente era mio conterraneo, cioè molisano. A Monteroduni, il suo paese d'origine, ogni anno si svolge un'importante rassegna di musica afroamericana alla quale partecipano grandi nomi del jazz mondiale.


NOTE DEL NONNO

Cari nipotini, il mio amico Giuseppe Ciarallo, che quando si tratta di cazzeggiare non lo batte nessuno, si è tanto raccomandato di dare spazio alle seguenti ulteriori sue note. Eseguo con piacere perché, in questo modo, ho la possibilità di segnalarvi alcuni interessantissimi libri, e voi sapete quanto io ci tenga alla vostra cultura, eh?!?!?!

I 200 nomi su cui si basa il campione adottato sono stati rilevati dai volumi:
1) Il jazz in 101 incisioni storiche - a cura di M. Pasetto - Ed. Demetra
2) Il jazz - CD rom a cura di Marcello Piras - Editori Riuniti Multimedia
3) Dizionario Jazz - P. Carles, A. Clergeat, J.L. Comolli - Ed. Armando Curcio

Nei casi in cui un artista abbia suonato più di uno strumento, è stato preso come dato quello col quale si è espresso al meglio (Es.: Eric Dolphy è stato considerato saxofonista anche se era un eccellente clarinettista, claronista e flautista).

I jazzisti considerati sono relativi a epoche e stili diversi, hanno in comune solo il fatto di non essere più tra noi ad allietare le nostre orecchie con la loro musica.

 



GIUSEPPE CIARALLO
Giuseppe Ciarallo (1958), milanese di origini molisane, ha finora pubblicato numerosi racconti su giornali, riviste e antologie. La sua scrittura in presa diretta è ricca di immagini pescate a piene mani dalla musica (con una narrazione spesso catramosa come la voce di Tom Waits, il sarcasmo zappiano, i ritmi, le sincopi e l'improvvisazione jazzistica), dal cinema (il lirismo di Wenders e Kurosawa, la visionarietà di Jarmush), dalla pittura (il simbolismo di Magritte e i colori caldi del Sud di Dalì) e non ultima, naturalmente, dalla letteratura dei suoi scrittori preferiti (Dostoevskij con i suoi personaggi estremi, Silone e Jovine, suoi conterranei, con il proprio amore per la terra, per arrivare agli americani Hemingway, Kerouac, Fante e Bukowski).
Nel 1994 Giuseppe Ciarallo ha pubblicato per l'editore Tranchida "Racconti per sax tenore" che per quattro mesi è stato ai vertici della classifica dei tascabili più venduti. Per lo stesso editore, è del 1999 la raccolta di racconti "Amori a serramanico". Collabora attivamente alla redazione della rivista telematica "Kalporz".


i racconti di Giuseppe Ciarallo nella Stalla
leggi "Rapa al capolinea"
leggi "Un lungo addio"
leggi "Like A Bird"
leggi "Ma che MUUUUUUUUUUsica!"
leggi "Jazz in scatola di montaggio"
leggi "Brasile - Cuore americano con sapore di vetro e ferite"

leggi l'intervista del nonno a Giuseppe Ciarallo



26 maggio 2001

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