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| Roland
Kirk - One man Orchestra |
Ciò che segue è
solo ed esclusivamente il risultato di un gioco
e dunque non ha alcuna pretesa "scientifica".
Per puro divertimento e per passare un po' di tempo
in modo diverso dal solito, senza l'aiuto di alcun
computer ho estrapolato da enciclopedie, libri e
riviste specializzate i dati di duecento jazzisti
(partendo ovviamente dai più noti), analizzandoli
e raggruppandoli al fine di poter ottenere categorie
omogenee e trarre così conclusioni assolutamente
inutili.
Ad esempio, da uno dei risultati della ricerca emerge
che, quando un giovane decide di avvicinarsi alla
musica afroamericana, nel 24% dei casi finirà
per suonare la tromba, nel 23% il pianoforte, nel
21% il saxofono (genericamente, senza specificare
le varie tonalità dello strumento), e poi
via via nel 6% il canto e il clarinetto, nel 5,5%
la batteria, nel 4,5% la chitarra e il contrabbasso,
nel 3% il trombone e nel 2,5% il violino.
Altra cosa importante. Lo stato americano che ha
dato i natali al maggior numero di jazzisti è
indiscutibilmente la Louisiana (Armstrong, Bechet,
Mahalia Jackson, Jelly Roll Morton, King Oliver,
Kid Ory, Buddy Bolden e tanti altri), seguita non
proprio a ruota dalla Pennsylvania (Art Blakey,
Roy Eldridge, Erroll Garner, Stan Getz, Billy Holiday,
Tommy Dorsey, Eddie Lang (*), Jaco Pastorius, Joe
Venuti ecc.) e dallo stato di New York (Buddy Rich,
Gerry Mulligan, Bud Powell, Cab Calloway tra gli
altri).
Dal 1877 al 1951, gli anni più prolifici,
quelli cioè nei quali hanno visto la luce
il maggior numero di futuri jazzisti, sono stati
il 1908 (Red Allen, Chu Berry, Stephane Grappelli)
e il 1923 (Dexter Gordon, Fats Navarro, Serge Chaloff,
Thad Jones, Philly Joe Jones).
Per contro, l'anno che ha visto la scomparsa del
maggior numero di musicisti è stato indiscutibilmente
il 1967 con la morte tra gli altri di John Coltrane
e Red Allen.
I più longevi tra i jazzisti esaminati sono
risultati essere Eubie Blake, pianista di Baltimora
(Maryland) morto nell'83 alla veneranda età
di 100 anni e Andy Kirk, saxofonsta del Kentucky
deceduto novantaquattrenne nel '92.
Al contrario colui che detiene il primato per morte
prematura è Booker Little, trombettista di
Memphis (Tennessee) scomparso a soli 23 anni, seguono
Pinetop Smith a 25, i ben più famosi Clifford
Brown e Charlie Christian a 26, Robert Johnson e
Fats Navarro a 27, Bix Biederbecke a 29 e Chick
Webb a 30 anni.
Di questo passo si
potrebbero fare decine di altre classifiche, ma...
essendo il gioco bello quando è corto, concluderò
con un monito ai lettori. Se una persona a voi cara
volesse avvicinarsi allo studio di uno strumento
per interpretare la tanto amata musica jazz, sconsigliate
vivamente la chitarra. Infatti, anche se in questo
momento John Mc Laughlin, Joe Pass, Pat Metheny
staranno facendo i debiti scongiuri, i chitarristi
jazz hanno una vita media di 48 anni, contro i 52
dei contrabbassisti, i 54 dei saxofonisti, i 57
di trombettisti, pianisti e clarinettisti, i 59
dei cantanti, i 60 dei trombonisti e i 61 dei batteristi.
Ma se volete andare sul sicuro, consigliate il violino;
la vita media di un violinista è infatti
di 70 anni, con il picco di 89 anni raggiunto dal
mitico Stephane Grappelli.

(*) Eddie Lang
in realtà si chiamava Salvatore Massaro ed
era di chiare origini italiane; questo lo dico solo
perché più precisamente era mio conterraneo,
cioè molisano. A Monteroduni, il suo paese
d'origine, ogni anno si svolge un'importante rassegna
di musica afroamericana alla quale partecipano grandi
nomi del jazz mondiale.
| NOTE
DEL NONNO |
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Cari nipotini, il mio amico
Giuseppe Ciarallo, che quando si tratta di cazzeggiare
non lo batte nessuno, si è tanto raccomandato
di dare spazio alle seguenti ulteriori sue note.
Eseguo con piacere perché, in questo modo,
ho la possibilità di segnalarvi alcuni
interessantissimi libri, e voi sapete quanto io
ci tenga alla vostra cultura, eh?!?!?!
I 200 nomi su cui si basa il
campione adottato sono stati rilevati dai volumi:
1) Il jazz in 101 incisioni storiche - a cura
di M. Pasetto - Ed. Demetra
2) Il jazz - CD rom a cura di Marcello Piras -
Editori Riuniti Multimedia
3) Dizionario Jazz - P. Carles, A. Clergeat, J.L.
Comolli - Ed. Armando Curcio
Nei casi in cui un artista
abbia suonato più di uno strumento, è
stato preso come dato quello col quale si è
espresso al meglio (Es.: Eric Dolphy è
stato considerato saxofonista anche se era un
eccellente clarinettista, claronista e flautista).
I jazzisti considerati
sono relativi a epoche e stili diversi, hanno
in comune solo il fatto di non essere più
tra noi ad allietare le nostre orecchie con la
loro musica.
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