- "E spegni quella sigaretta del cavolo"
- "Non fare la stupida, non ti ha mai
dato fastidio."
- "Bè, ha cominciato adesso."
La donna si sistemò meglio sulla
trave sotto il lucernario.
- "Cristo, non potevamo beccarlo in
un altro momento, magari quando stava nella vasca da
bagno?"
L'uomo stiracchiò le braccia,
attento a tenere l'equilibrio sulla trave. Era un buon
appostamento. Sotto, la platea si era quasi riempita.
- "Almeno si sa cosa suonano?" chiese
l'uomo.
- "Debussy."
- "Oh cavolo, proprio Debussy."
- "Perché?"
- "Non posso sentire Debussy, infiamma
la mia otite."
La donna stava scomoda appollaiata
là sopra, ma avevano un grosso incarico e un
nuovo cliente e ci tenevano a far bella figura.
- "Gesù, mi tira tutto il vestito."
- "Per forza, ti sei messa un busto
che ci si può calare un pianoforte da un balcone."
- "Stronzo"
- "Guarda, eccolo che entra."
La donna aguzzò la vista. Su
un palco in basso si stava sistemando un gruppo di ricconi
impagliati.
- "Guarda come si nasconde il cazzone."
- "Non si nasconde, fa sedere davanti
le signore."
- "Stronzate."
- "Ne hai di cose da imparare. Tieni."
Gli passò il fucile e il mirino
telescopico.
- "E non metterci le dita sopra, cretina."
- "Li avessi per me tutti 'sti riguardi."
L'uomo regolò il mirino e si
mise in posizione.
- "Dopo stasera dovremo sparire per
un po'." disse con le gambe che cominciavano a formicolargli.
- "Mi piacerebbe il Nepal, per un paio
d'anni." fece lei.
- "Sì, mi piace la montagna"
- disse l'uomo - "Lo sai che l'Himalaya cresce di un
centimetro all'anno?"
- "Come il tuo uccello. Zitto che comincia."
La musica attaccò, ma non abbastanza
forte per coprire il colpo. Aspettarono il secondo movimento.
L'uomo elegante si mosse un poco.
- "Ecco, bravo! Resta così che
mettiamo il piccione in padella."
- "Oh Cristo, si è nascosto
di nuovo." - la donna si sistemò meglio- "Non
ce la faccio più a stare qui."
Finì il primo brano e il secondo
e il concerto e l'uomo era sempre nascosto. La gente
cominciò a sfollare.
- "Non riesco ad alzarmi. Mi fa male
la schiena." disse l'uomo.
- "Ho pensato a come risparmiare sul
viaggio in Nepal." disse lei mentre lo aiutava.
- "Cominciamo a beccarlo, poi pensiamo
al viaggio. Reggi questo." Le mise in mano il fucile.
Scesero insieme le scale.
- "Partiamo con la classe turistica
e arriviamo in Pakistan. Da lì prendiamo un bimotore
che..."
- "E non metterci le dita sopra!"
- "Scusa tanto."
Uscirono e montarono in macchina.
- "Svelta, svelta che lo perdiamo"
- "E magari col tuo congedo dai fucilieri
di Sua Maestà riusciamo ad avere un altro sconto."
- "Sì, e se poi troviamo un
portafogli in un taxi risparmiamo ancora di più.
Taci e guida."
Seguirono la grossa auto scura fino
in Grosvenor Street. Lì l'uomo elegante entrò
in un lussuoso portone.
- "Vieni, passiamo dal retro. Dove
hai le chiavi?"
- "Te le ho messe nella tasca della
sahariana."
- "Cretina, ti pare che all'opera mettevo
la sahariana?"
- "Era una serata per l'Ambasciata
del Kenya."
L'uomo buttò gli occhi al cielo.
- "Suona alla porta, e fa' finta di
essere una delle sue puttane."
- "Ma come ti permetti?"
- "E' per finta."
Il trucco funzionò e un minuto
dopo salivano con l'ascensore.
- "Suona il campanello."
- "E come suona una di quelle?"
- "Suona e basta."
La porta si aprì e l'uomo aveva
ancora la giacca.
- "I signori desiderano?"
- "Lo sai cosa vogliamo." disse l'uomo
e lo spinse dentro.
- "Siediti." disse la donna come aveva
visto fare al cinema.
Lui si sedette.
L'uomo si accese una sigaretta e aspirò
una lunga boccata. Poi mise un piede sul bracciolo della
poltrona.
- "La vita è breve, amico mio.
E noi siamo qui per darle una mano."
- "Siete pazzi, che volete da me?"
- "Tu sei uno stronzo, tanto per cominciare."
- "E' il tipo che chiederebbe un ginger-ale
in mezzo al Sahara." aggiunse la donna.
- "E... e questo vi sembra un buon
motivo?"
- "Sì, assieme a ventimila sterline."
- "Vi darò il doppio"
- "Per ammazzare chi?" chiese la donna.
- "Taci stupida" disse l'uomo. Tolse
di tasca un revolver e lo puntò alla testa dell'altro.
La donna tossicchiò per richiamare
l'attenzione.
- "Che c'è adesso?"
- "Hum, niente. Ho messo anche i proiettili
nella sahariana, con le chiavi".
- "Oh, Gesù!"
- "Potremmo affogarlo nell'acquario."
- "L'acquario è pieno di pesciolini."
tentò il signore.
- "Cavolo, non voglio lasciare impronte
dappertutto." disse l'uomo. Poi rifletté un istante
e fece un cenno con la testa.
- "Vieni qui. Adesso tu metti la testa
nell'acquario e la tieni finché non anneghi.
E non farmi incazzare."
- "Ma non è possibile una cosa
del genere." disse il signore con un filo di voce.
- "Ha ragione, dai." disse la donna.
- "Cazzo, cazzo. Allora fammi pensare"
L'uomo camminò avanti e indietro
un paio di volte. Poi si fermò in mezzo al salone.
- "E va bene stronzo, oggi è
il tuo giorno fortunato. Hai detto il doppio, no? Il
doppio di ventimila?"
La donna sorrise felice come una bambina.
- "Conosci nessuno può darci
uno strappo in Nepal?"
L'aria in strada era fresca e i due
sgambettavano tenendo stretta la valigia piena di banconote.
Arrivarono all'auto e videro che il cristallo era sfondato
e il fucile sparito.
- "Cristo, che serata no."
- "Non importa tesoro." - disse la
donna - "Ti voglio bene."
- "Te ne voglio anch'io." disse l'uomo.
- "Guarda, una stella cadente." disse
lei.
- "O un uccello con una pila nel culo."
Risero insieme. Poi si avviarono trotterellando
in cerca di un autobus per l'aeroporto.