di
Massimo Botturi
Un
ballerino zoppo è arrivato nella città
delle luci spente.
La città celebra l'anniversario
della sua ribellione.
Il ballerino si è nascosto nel garage
di Joe.
E non vuole più uscire, nemmeno
se arivasse King Kong.
Ci provano tutti a convincerlo ma non c'è
nulla da fare.
Ci ha provato un bandito, minacciandolo
con un clistere in mano,
Ma agitando un dito teso come un piccolo
serpente, ha dato a tutti il benservito
Dice che vuole tette e birra, una richiesta
strana, vi pare ?
È arrivato Bobby Brown, con della
spazzatura cosmica,
Ma lo ha subito apostrofato di brutto.
Perfino il presidente dalla Casa Bianca,
offrendo scarpe marroni nuove di zecca.
Ci hanno provato ragazze cattoliche che
non vedevano l'ora.
E un vecchio bastardo che suonava il trombone.
Anche suo zio carne ha cercato di convincerlo,
Fingendo una conversione rapida ad ogni
vegetale.
Niente, niente, niente!!!
È una tortura che non finisce mai,
e ormai mosche verdi
Si attardano intorno a quel garage, e poi
grida e lamenti,
Non se ne può più, anche
le scuole hanno chiuso!
Hanno provato con un pifferaio di nome
Willy,
Ma se ne sono andati solo i topi caldi,
usciti a milioni dalle fogne
Allora hanno provato a sparargli col megafono
3 dischi di sola chitarra,
Ma lui niente, non si è nemmeno
alzato da terra.
È arrivata una cyborg che ha fatto
l'amore con un uomo,
Hanno chiamato lo scrutinatore centrale,
e abolito la musica rock.
Ma questo ballerino zoppo, non vuol sentire
ragioni,
Dice di sentirsi assolutamente libero,
E che solo la madre delle invenzioni potrebbe
fargli cambiare idea.
Ma chi la conosce questa madre?
Forse dovremmo chiederlo a quello squalo
giallo
Che si aggira in città in cerca
di un Motel,
E dopo averne girati 200 ancora non si
è deciso,
Meglio sarebbe farlo dormire nel garage
di Joe, insieme a quel pazzo ballerino,
E aspettare il mattino, e credere che tutto
questo sia stato solo un brutto sogno
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