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MODENA - Non è la "sindrome
di Mollica" a farci dire che
chiacchierare con Cristina Donà
è stato un piacere.
Dopo la presentazione del suo libro
"Appena sotto le nuvole"
Cristina ci ha parlato di pioggia,
musica e testi, dei La Crus e di Manuel
Agnelli, del difficile approdo al
secondo album "Nido" e ha
anche "canticchiato" il
suo prossimo singolo...
"Appena
sotto le nuvole", come è
nato il titolo del libro?
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vedi
l'intervista
(real
player)
Diciamo che per i titoli che devo
trovare alle canzoni o agli album
in genere prendo il testo e vedo se
c'è una frase che può
rappresentare quella canzone o l'album.
Ho fatto la stessa cosa per questo
libro, su suggerimento anche di Michele
Monina, che è il ragazzo che
mi ha contattato per questa collana
di "musicisti-scrittori".
Abbiamo trovato questa immagine, questa
frase che è contenuta in una
piccola poesia e c'è piaciuta,
un po' perché vivendo in montagna
mi nutro un po' di questa dimensione
spazio-temporale, cioè tra
il terreno e le nuvole perché
sono spesso basse. Poi mi piaceva,
mi sento un essere umano molto etereo,
molto sospeso, e questo titolo mi
rappresenta molto.
A proposito di nuvole, sei metereopatica?
Il clima ti influenza?
Mi influenza molto, soprattutto
quando sono a casa.[...] Abitando
in montagna se c'è brutto tempo
non hai una grossa possibilità
di movimenti al di fuori di casa tua,
in genere vado in depressione, dormo,
mi faccio delle grandi ronfate. [...]
Poi alla fine la malinconia o
la melanconia, questa condizione d'animo
un po' sotto quota spesso aiuta a
scrivere delle cose. se non dormo.
Quando è bello vado a passeggiare,
quindi mi rimane più tempo
quando piove.
Rileggendo un testo che hai scritto
hai mai pensato di aver scritto una
banalità tremenda?
Ho avuto questa impressione quando
ho riletto il primo tentativo di assemblamento
dei testi per il libro, ho chiamato
Michele e ho detto "senti non
mi sembra il caso di pubblicare queste
cose". Mi succedono entrambe
le cose, mi capita di scrivere frasi
che mi sembrano di una banalità
abissale e poi quando le rileggo dico
"oh, non sono proprio così
banali" e il contrario. Devo
dire che se mi sono messa a fare questo
mestiere è perché credo
che le cose che ho da dire mi piacciono
sennò non le userei né
per far canzoni né per fare
libri.
I testi delle canzoni
Ho iniziato a scrivere i testi delle
mie canzoni improvvisamente, perché
a un certo punto mi sono resa conto
che non mi bastava più cantare
le canzoni degli altri. I primi testi
delle mie canzoni erano scritti da Davide
Sapienza (che ora è mio marito).
Il mio primo testo vero è stato
"Aridità dell'aria".
Sottopongo sempre i testi a mio marito
e a Manuel Agnelli (importantissimo
per la mia formazione musicale, oltre
che grande amico), anche se comunque
sono abbastanza sorda ai suggerimenti.
In generale, la musica mi viene abbastanza
spontaneamente e velocemente, mentre
scrivere i testi è molto più
difficile.
Alcune volte nasce prima la musica,
altre le parole. Dipende.
Come hai vissuto le aspettative
seguite al successo del primo album
"Tregua"?
Non è stato facile gestire
questa cosa, perché io soffro
molto la sindrome delle aspettative
che si hanno su di me, quindi ho sofferto
un po' nel fare il secondo album,
ho sofferto perché ho dovuto
combattere
con questo modo di essere che se vuoi
è anche un po' presuntuoso
di voler fare le cose sempre belle
e che soddisfino in qualche modo gli
altri. Questo per un periodo, comunque
sono cose che secondo me è
naturale pensare. Da un certo punto
ho deciso che dovevo liberarmi di
questa paura e fare quello che avevo
fatto per il primo album e cioè
raccontare delle cose che mi appartengo,
va bè io ambivo a progredire,
quindi cercare melodie diverse, scrivere
di argomenti diversi rispetto al primo,
sforzarmi di raggiungere una stesura
dei testi piu' chiara, non in senso
banale, di raccontare le cose sempre
in modo diverso. Questo per l'evoluzione
da "Tregua" a "Nido",
però la base doveva essere
che ci doveva essere Cristina Donà.
Come è
stato il rapporto con i La Crus?
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vedi
l'intervista (real
player)
Sono stati importantissimi per
il mio primo approccio con la discografia.
Perché quando ho cominciato
a scrivere loro mi hanno proposto
di aprire i loro concerti, chitarra
e voce, e mi hanno portato in
giro dandomi l'opportunità
di farmi un po' conoscere e in più
mi hanno presentato alla Mescal, a
Valerio Soave che è il titolare
della Mescal, e quando vieni presenta
al "boss" di una casa discografica
da artisti che già lavorano
lì sei comunque facilitata
perché non arrivi come sconosciuta
con un provino che magari non ascoltano
neanche. Girare con loro ed essere
introdotta alla Mescal sono state
due cose fondamentali. [...]
Io sono felicissima di essere entrata
in questa cerchia di musicisti, perche
stimo piu o meno tutti, e perche'
e quello che io volevo fare. Mi sento
molto coccolata, ho avuto la possibilità
di fare quello che volevo, di fare
cose strane, di sperimentare di esprimere
il mio mondo esattamente così
come volevo. Spero di avere la possibilità
di continuare a gestire così
il mio spazio non sarà semplicissimo.
Loro vorranno sicuramente un bel singolone
per il prossimo album, ho già
in mente qualcosa che fa.
I progetti
A fine ottobre aprirò tre date
di Ani Di Franco. Per i progetti legati
alla scrittura, c'è in cantiere
un libro con Michele Monina su un
viaggio che abbiamo fatto negli USA
sulle orme di Springsteen, oltre ad
una rubrica mia che curerò
su "Rockstar".
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