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Avete mai visto Emily ballare?
E' uno spettacolo.
Petto in fuori, dirompente,
gonna larga e piedi nudi.
Quando Emily balla,
Bill suona il pianoforte,
Miles suona la tromba,
John suona il sassofono,
Jack la batteria,
Sidney il clarinetto,
Bill la chitarra,
Gary il contrabbasso,
Milton il vibrafono.
Quando Emily balla,
lo spirito dei nostri miti si agita.
E dopo uno sbadiglio rispolverano i
loro strumenti.
Mi sembra già di vedere Bird
e Dizzy,
vagare per la 54° strada,
alla ricerca di un locale che forse
non c'è più.
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Anche Sarah, Ella e Billie,
formano un coro di voci ruvide,
come una lima da falegname.
E con quella lima ti grattano il cuore,
te lo polverizzano.
Attenzione! Un inchino!
Sta arrivando il Duca!
Indossa ancora lo smoking,
i guanti bianchi e il cappello.
Quando i santi arriveranno marciando,
vedrai l'uomo che hai amato,
e il tuo amore supremo ti ricorderà
che quando ti innamori vedi le stelle
al crepuscolo.
Verso mezzanotte, la mia divertente
amica Valentina,
ti racconterà dell'estate,
ma anche di strani frutti sanguinanti,
che pendono da alberi popolari.
Balla Emily, balla,
perché è uno spettacolo,
perché è l'arte di un
momento,
è improvvisazione,
è costruzione di un sentimento
più grande di noi,
è appartenenza.
| Note
del Nonno |
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. ti racconterà dell'estate, ma anche di strani
frutti sanguinanti, che pendono da alberi popolari.
Bellissimo. e limpido riferimento al pezzo, Strange
Fruit, che Billie Holiday interpretò per
la prima volta nel '39, curiosamente l'anno in cui vide
la luce quell'opera di autocelebrazione dell'uomo bianco,
che fu il film Via col vento.
Gli alberi del Sud partoriscono strani frutti
Sangue sulle foglie e sangue nelle radici
Corpi neri ciondolano nella brezza del Sud
Strani frutti appesi agli alberi di pioppo.
Straziante! Come la voce magica di Lady Day.
Strange Fruit, nominata dalla rivista Time Magazin canzone
del secolo, in un'epoca in cui l'argomento era un innominabile
tabù, denunciò al mondo la barbara e criminale
pratica del linciaggio di uomini di colore negli stati
del Sud.
L'autore di questa stupenda ballata, Abel Meeropol,
insegnante newyorkese di fede ebraica, fu costretto
a firmare il brano con lo pseudonimo di Lewis Allan,
a causa della sua militanza comunista (Meeropol in seguito
adotterà i figli dei coniugi Rosenberg, condannati
a morte nel '53 con l'accusa di essere spie dell'Unione
Sovietica).
Tanto
per restare in tema, il nonno vi consiglia un bel film
di Alan Parker, Mississippi Burning, con Gene
Hackman e Willem Dafoe.
Tornando al pezzo di questa settimana. Massimo ha un'altra
bella trovata e chiude il brano con un'immagine molto
profonda: " [il jazz] è appartenenza."
Geniale!
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