recensione di Elisa Bianchini 
Sconcerto è
ormai divenuto uno spettacolo molto noto, che ripropone
nei teatri italiani un accostamento antico e allo stesso
tempo dimenticato: quello tra musica e poesia. La poesia
è nata, allorigine della sua storia, legata
strettamente alla musica, che ne faceva linseparabile
accompagnamento. Nel corso del tempo questi due elementi
si sono compenetrati così a fondo da creare una
nuova entità: la canzone. Si è quindi persa
labitudine non solo a produrre, ma anche ad ascoltare
poesie accompagnate dalla musica, in una compresenza che
conserva intatte le caratteristiche e la forza espressiva
di entrambi gli strumenti.
In questo concerto-spettacolo musica
e poesia si riprendono i propri spazi: da un lato Stefano
Benni, scrittore e poeta ironico e amaro, dallaltro
Paolo Damiani, contrabbassista e promotore del Festival
di Roccella Jonica (una della più grosse manifestazioni
musicali italiane) e direttore della Orchestre National
de Jazz. Insieme danno vita a Sconcerto,
che già nel nome racchiude molte delle emozioni
che scaturiscono da questa singolare unione. Sconcerto
perché non è un concerto, ma un felice
incontro fra mezzi espressivi diversi, ciascuno a suo
modo efficace nellesprimere passioni e amarezze.
Sconcerto perché ciò che viene
messo in scena è una ballata della città
dolente, una storia in musica, intensa e vera:
Blues in sedici nasce da una notizia di
cronaca, la storia di un padre che sacrifica la propria
vita per il figlio.
Il rapporto fra parole e musica si
fa teso e intenso: le note vibranti del contrabbasso
(Paolo Damiani) e il sax alto di Filiberto Palermitani
tessono unatmosfera nella quale si calano le parole
del blues di Benni, che raccontano al vita di un eroe
quotidiano: così io sto, crocefisso
a un normale pomeriggio sullabisso di un tavolo
da cucina tra piatti da lavare, anche questa è
rugiada pensando che così non potrà continuare
al vento del dolore, ritto in piedi. Come un filo
sottile, la voce di Diana Torto percorre linsieme,
con lintensità di un brivido.
A questi momenti tesi si alternano
momenti più lirici, in cui si sviluppa la storia
damore fra il giovane protagonista e Lisa: le
note del contrabbasso si fanno più calde, il
sax ammorbidisce la sua voce: amore che hai sulla
bocca un segno amaro di lotta le strade buie ci accolgono
finestre chiuse si accendono mentre camminiamo insieme
noi siamo la città e il mondo noi piccole luci
sul fondo colorato del Pinball.
Divenuto spettacolo grazie alla collaborazione
con Paolo Damiani e col Festival Rumori Mediterranei
di Roccella Jonica, questo Blues in sedici
arricchito dellespressività musicale si
colloca a metà strada tra musica e poesia, mantenendo
tutta la carica drammatica e allo stesso tempo di protesta
del blues, di una musica fatta per lottare e ribellarsi,
per ritrovare al di là della quotidianità
la poesia.
"SCONCERTO"
- testi di Stefano Benni tratti dal libro "Blues
in Sedici" (Feltrinielli, 1998)
- musiche di Paolo Damiani
Stefano Benni VOCE RECITANTE
Paolo Damiani CONTRABBASSO
Diana Torto CANTO
Filiberto Palermini SAX ALTO
Antonio Iasevoli CHITARRA
Paolo Corsi PERCUSSIONI
Track list:
1. Introduzione: la storia di Blues
in sedici
2. Offerte speciali / il Padre
3. Padre Testardo / il Figlio
4. Tema damore / Lisa
5. E notte, fuori / la Città
6. Un giorno / Killer
7. Lindovino cieco
8. Tema damore / il Figlio
9. Round a turno / Lisa
10. Offerte speciali / Teschio
11. Un giorno / Killer
12. Ludi-Ludi / il Padre
13. Tema damore
immagini tratte da sito
www.fabula.it/benni
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| STEFANO
BENNI |
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Stefano Benni è nato a
Bologna nel 1947. Acuto osservatore e testimone del nostro
tempo, con uno stile personalissimo, tra le sue tante
attività scrive sul quotidiano "il manifesto"
e su "Linea d'ombra".
Da Feltrinelli ha pubblicato: Prima o poi l'amore arriva
(1981), Terra! (1983), Stranalandia, con disegni di Pirro
Cuniberti (1984), Comici spaventati guerrieri (1986),
Il bar sotto il mare (1987), Baol (1990), Ballate (1991),
La Compagnia dei Celestini (1992), L'ultima lacrima (1994),
Elianto (1996), Bar Sport Duemila (1997),
Blues in sedici (1998), Teatro (1999) e il recentissimo
Spiriti (2000).
Da non dimenticare La tribù di Moro Seduto e Bar
Sport (1976), entrambi editi da
Arnoldo Mondadori Editore nella famosa collana BUM (Biblioteca
Umoristica Mondadori).
I libri di Stefano Benni sono tradotti in diciotto paesi.
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