[...] E, ancora più tardi, perduta
del tutto anche quella poca calma, sbattere la
porta di casa dopo aver schivato gli ostacoli
sulla scala in ristrutturazione, un Jack Daniel's
iscio - perché mai la gente ci mette il
ghiaccio? - mentre scarpe, gonna e giacca vanno
a finire a caso sul pavimento, domani la raccoglierà
Susi, reggiseno e mutande come un foglio stropicciato
a un capo della vasca da bagno, un accappatoio
candido appena stirato e spugnoso e, se davvero
sei troppo tesa, una canna già pronta nel
portasigarette, più per il piacere di toccare
lo smalto giallo del vecchio piatto inglese graffiato
che per la brusca tranquillità, benevola
e distante, dell'erba stessa.
Solo a quel punto, Patti Smith a tutto volume,
al diavolo i vicini, compresa quella cretina che
tutte le mattine le dà la sveglia col requiem
del benedetto Mozart e quegli incantevoli notturni
di Chopin che sono così sentimentali, ma
così sentimentali... 'fanculo a tutti.
Becouse the night, distorto per il volume
troppo alto, che vadano al diavolo, Becouse
the night, non ha nemmeno il fegato per venire
su a fare una piazzata, le piacerebbe, belong
to lovers, bella stronzata questa che la notte
appartiene agli amanti, farebbe schifo se non
fosse Patti, se non fosse per la rabbia con cui
lo dice quella gran figlia di puttana.
Becouse the night
E le verrà in mente quella cosa di Ellroy.
E perché non Ellroy? Magari tra un momento
getta il morbido groviglio dell'accappatoio spugnoso
sul divano, finché l'Orfidal non avrà
allentato la pressione nella trachea e il Jack
Daniel's non avrà dissolto l'amaro lasciato
sul palato e sulla lingua dal tabacco e dalla
fottuta caffeina.
Ellroy letto su un divano comodo, con la lampada
a stelo che ritaglia nel buio un cerchio di luce
troppo sfacciatamente teatrale. Ellroy; non Because
the night, a ogni modo; infantile. Preferisco
cose più mature; White Jazz, meglio;
crudeltà che spezza la scrittura, sicché
non c'è neanche più bisogno di ricorrere
a una storia truculenta. Quella sì che
uno la può leggere quante volte gli pare,
oppure aprire a caso e cominciare da una pagina
qualsiasi: sono tutte disseminate di cristalli
rotti, le parole, la sintassi, l'insostenibile
violenza di ellissi al limite dell'impossibile...
Elsa ride. Ha sempre detestato il jazz, lei.
Un principio morale: il rock and roll sì.
Il jazz... merda. I principi sono principi - Billie
Holiday non conta, però - ... Patti...
Becouse the night belongs to us.
Ellroy - James Ellroy (Los Angeles, 1948),
scrittore americano esponente di punta di quella
nuova generazione di narratori che si rifà
alla gloriosa hard boiled school dei mitici
Chandler e Hammett. Dotato di una scrittura graffiante,
potente, a volte brutale, in ogni suo romanzo
dipinge con le parole usate come colori, il ritratto
vivo, vibrante e impietoso di un'epoca e di una
città. Della sua epoca e di Los Angeles,
la sua città.
White Jazz - Quarto romanzo di
una quadrilogia che comprende nell'ordine Dalia
Nera, Il Grande Nulla e L.A. Confidential,
tradotti in Italia da Arnoldo Mondadori Editore.