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SPECIALE PARMAJAZZ FRONTIERE 2002

Parma, Teatro Due, 14-17 novembre 2002

a cura di Corrado Olmi
 

Grande rassegna quella di "Parmajazz Frontiere", creata dal contrabbassista Roberto Bonati e giunta ormai alla sua 7° edizione.

Le intenzioni programmatiche sono già chiarite nel nome: "frontiera" come zona di confine, limite contemporaneamente esplorato e inesplorato, luogo sul quale confrontarsi nella proposizione di una musica che vada al di là di schemi o catalogazioni predefinite.

Quattro giornate di grande musica, arricchite da iniziative collaterali (mostre, laboratori…) di grande interesse.
Si parte (poche righe, che sennò le recensioni fanno dormire…).


Giovedì 14
URI CAINE
(piano solo)
immagine tratta da www.parmafrontiere.itIl pianista americano ha proposto un concerto piuttosto intenso, miscelando col suo piano free, riferimenti classici e, perché no?, una buona dose di spettacolarità (la mano destra che al termine di una vorticosa scala ascendente continua a "suonare" al di là della tastiera, le corde del piano percosse direttamente dalla mano). Il tutto molto interessante, anche se il meglio doveva ancora arrivare…

Venerdì 15
MOSCOW ART TRIO
[ guarda la fotogallery dell'esibizione ]
immagine tratta da www.parmafrontiere.itPer il sottoscritto, una grandissima sorpresa: Mikhail Alperin al piano (immenso), Arkady Shilkloper (corno), Sergey Starostin (clarinetti e voce) hanno regalato grandi emozioni. La descrizione degli strumenti è, diciamolo subito, limitativa: durante la serata sono stati suonati diversi generi di strumenti a fiato e a percussione, anche dallo stesso Alperin. Folklore russo, jazz e musica classica fusi alla perfezione; momenti di profonda introspezione accanto a esplosioni pirotecniche: questa è l'alchimia che ha deliziato il pubblico (peraltro colpevolmente non troppo numeroso). Sul finale, l'assolo al piano di Alperin mi ha fatto letteralmente drizzare sulla sedia.

Sabato 16
PEACOCK CRISPELL DUO

foto di Pietro BandiniC'è Gary Peacock e lo si vede da subito dal pienone del Teatro Due. Il suo duo con la pianista Marylin Crispell (dotata di stile raffinato e molto ricercato, mi ha ricordato molto quello di Paul Bley) non ha scontentato di certo. Peacock è sempre grande, e non è necessario ascoltarlo in trio con Jarrett per capirlo. Il suo basso, sempre protagonista ma mai invadente, è fra quelli che hanno fatto storia. E' il vero erede di Scott La Faro, e con questo si è detto tutto.


Sabato 16
MUSICA RESERVATA
[ guarda la fotogallery dell'esibizione ]
foto di D-J StiegerIl secondo tempo di sabato è stato per me, subito dopo il concerto del Moscow Art Trio, la più grande sorpresa del Festival. Il quartetto sul palco (Vincenzo Mingiardi alla chitarra elettrica, Michael Gassmann alla tromba, Roberto Dani alla batteria e lo stesso Roberto Bonati al basso) hanno prodotto un fluire quasi continuo di musica improvvisata. Sicuramente è una jazz (ma ha senso parlare di jazz?) elettrico: la chitarra di Mingiardi c'è e si sente, e la presenza della tromba potrebbe ricordare in qualche modo il Miles Davis ultimo periodo. Tuttavia qui siamo catapultati nel momento irripetibile dell'impromptu, della vera e totale improvvisazione, senza le più o meno solide linee ritmiche di base della musica davisiana. Un concerto d'atmosfera, certamente il meno "facile" dell'intera rassegna ma molto coinvolgente. Un plauso alla batteria di Dani, variegata e onnipresente.


Domenica 17
GIORGIO GASLINI
(piano solo)
Ebbene si lo devo ammettere: l'ultimo concerto me lo sono perso… Chiudere la rassegna parmigiana con colui che, già negli anni '50, aveva teorizzato la musica "totale", dev'essere stata sicuramente, ne sono convinto, una scelta vincente. Mi sono già cosparso il capo di cenere…

 
Siti Web
www.parmafrontiere.it


(26 novembre 2002)



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