Gabriele Maruti

TOP TEN DISCHI
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The Flaming Lips – “Embryonic”
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Future Of The Left – “Travels With Myself And Another”
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Pontiak – “Maker”
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Animal Collective – “Merriweather Post Pavilion”
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Kasabian – “West Ryder Pauper Lunatic Asylum”
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Sa-Ra Creative Partners – “Nuclear Evolution: The Age Of Love”
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Built To Spill – “There Is No Enemy”
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Dan Auerbach – “Keep It Hid”
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Arctic Monkeys – “Humbug”
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Japandroids – “Post-Nothing”
A questo aggiungiamo a casaccio i bei dischi dei rimbombanti A Place To Bury Strangers (“Exploding Head”), il commovente Vic Chesnutt (“At The Cut”), il modernissimo metal dei Baroness (“Blue Record”), il miracoloso hiphop di Mos Def (“The Ecstatic”) e il pesantissimo triplo degli Oneida (“Rated O”).
TOP FAIL
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Julian Casablancas – “Phrazes For The Young”
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The Lemonheads – “Varshons”
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Green Day – “21st Century Breakdown”
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White Lies – “To Lose My Life”
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Stereophonics – “Keep Calm And Carry On”
TOP FIVE ITALIA
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Uochi Toki – “Libro Audio”
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Julie’s Haircut – “Our Secret Ceremony”
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Il Teatro Degli Orrori – “A Sangue Freddo”
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Mariposa – “Mariposa”
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Zu – “Carboniferous”
E in più, in questa bella annata italiana, ci aggiungiamo a random i dischi dei (troppo?) poetici Valentina Dorme (“La Carne”), dei (troppo?) bestemmiatori Zen Circus (“Andate Tutti Affanculo”) e dei pur (troppo?) noiosetti ultimi Giardini Di Mirò (“Il Fuoco”, che comunque dal vivo funziona benissimo). Per il resto tutto bene, grazie, si viaggia tranquilli senza troppi scossoni (per dire, neanche Dente nè I Ministri mi hanno fatto schifo come invece ci si aspettava) cercando comunque di dimenticare il tremendo disco degli Amari (“Poweri”) e quella specie di roba dei Les Fauves (“N.A.L.T. 2 – Liquid Modernity”). Ricordiamo sempre ai viaggiatori che i cantautori da queste parti ci interessano un po’ poco e che dischi che irritano a prescindere, tipo i Sick Tamburo, sono stati volutamente evitati.
Comunque il paese è reale, che si sappia.
PEZZO DELL’ANNO
Lady Gaga – Poker Face
Fa schifo, non fa schifo, non ci interessa. PO PO PO PO.
DONNA DELL’ANNO
Lady Gaga
Fa schifo, non fa schifo, ha il cazzo, non ha il cazzo, non ci interessa. PO PO PO PO.
UOMO DELL’ANNO
Per contratto devo dire, come sempre, Anton Newcombe, anche se in realtà sarà più uomo dell’anno prossimo con il nuovo strepitoso disco dei Brian Jonestown Massacre.
La triste verità è invece che l’uomo dell’anno è Vic Chesnutt. Non stiamo qui a dire perché, mettiamo su “At The Cut” e guardiamo il soffitto. Il tutto facendo finta che l’anno non sia iniziato con la dipartita di Ron Asheton e di quel pomeriggio, in cui ho ascoltato “Fun House” a un volume da denuncia saltando qua e là come un minchione.
IL VERO DISCO DELL’ANNO
The Dark Side Of The Moon rifatto dai Flaming Lips.
Dedicato a tutti quelli che hanno passato la vita a masturbarsi con il 7/8 di Money come se fosse il massimo della vita. Lo era. Una volta. Adesso basta. Ve lo dice quello che s’era studiato a memoria l’assolo di Time. Aria così fresca che quasi non ci si crede.
CONCERTI DELL’ANNO
Due opposti che non si attraggono per niente:
i Wilco al Conservatorio di Milano, che hanno ribadito davanti a un pubblico adorante ciò che avevo compreso quella sera, sempre nella mia città, in cui li vidi per la prima volta senza conoscere altro se non tre pezzi: una delle più grandi band che possiamo vantarci di poter vivere;
i Pontiak al Magnolia di Milano, che hanno ribadito davanti a quattro stronzi che se ti metti ad ascoltare musica che è forse la rappresentazione perfetta dell’acido desertico con l’orecchio destro a un metro e mezzo dall’ampli della chitarra e l’orecchio sinistro a un metro e mezzo dall’ampli del basso e con la batteria che ti spara diretto in faccia, puoi solo fare due cose: godere o morire. Io sono ancora vivo.
IL DISCO DEL 2010
Brian Jonestown Massacre: farà schifo, lo so, lo sa pure Anton, anche se si spera in un pastone acid-madchester, ma sarà stupendo lo stesso e poi comunque lo devo dire per contratto.
E sempre meglio che dire Radiohead.
LO SCIOGLIMENTO DEL 2010
A marzo si sciolgono i Polysics. Non frega un cazzo a nessuno, quasi neanche a me. Però meritano massimo rispetto e dato che nessuno dirà mai nulla in merito, tanto vale scriverlo qui e togliersi il pensiero.
Ah, e anche i Guns’n’Roses, ovviamente.
LA REUNION DEL 2010
Qui dopo Piero Peluah e Ghigo tornati insieme (con Maroccolo che a quanto pare festeggia “17Re” in solitaria), le avvisaglie di una sorprendente riesumazione dei Soundgarden e il successo inaspettato dei ritrovati Pavement, potremmo dire qualunque cosa. L’unica certezza è che gli anni 90 stanno tornando, tant’è che nessuno se n’è accorto ma si sono riformati pure gli Aqua.
A questo punto io spingo per una reunion degli U2. Quelli veri, intendo.
IL TREND DEL 2010
Le mutande sopra i pantaloni. Ma che ne so. Andate a dormire.
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