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MA2008


 

 

Francesco Giordani
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Classifica Album

1. Wild Beasts – Two Dancers

Questi due ballerini, che sono uno solo e allo stesso tempo molti di più, rappresentano quanto di più acuto e sottilmente perverso (per non dire pervertito) la musica pop ci abbia donato quest’anno: avanspettacolo elegantemente dadaista, operetta lirica nonsense affilata in pietroso falsetto post-punk, farsa espressionista, inesorabile dissoluzione dell’anima nelle pieghe frivole di una vertigine ineffabile. Un maschera dal ghigno malizioso e grottesco, sporcata di suoni e colori elettrici, dietro la quale nascondersi per dire la verità, in forma di indovinello bellissimo senza soluzione.

2. Andrew Bird – Noble Beast

Un artigiano solitario e solipsista e l’arte segreta dei suoi manufatti intagliati. All’inizio di questo disco c’è un fischio che sembra svegliare gli spiriti di anime loquaci resuscitate dall’oltretomba. E i morti in qualche modo c’entrano con la musica di questo pifferaio magico sull’orlo dell’abisso che dovrebbe terrorizzare e invece, attraverso le sue canzoni, sembra amico e ci perdona. Ma c’entra anche il tempo scandito dai legni e dalle corde di cui si compongono le sue chitarre e i suoi violini, il loro passo lento ma cadenzato, come di una sedia a dondolo scricchiolante sulle assi di un’attesa senza inizio né fine.


3. Soap & Skin – Lovetune For Vacuum

Esistono anche le streghe giovani. E belle, anzi: bellissime. Questa ragazza austriaca dall’accento così aspro e il volto tumefatto, passeggiatrice ombrosa e sepolcrale di irraggiungibili e sperduti (forse mai esistiti) cimiteri di montagna, ha pazientemente intessuto la ragnatela della propria solitudine e malattia. Vi restiamo impigliati mentre il suo canto di sirena nerissima e funesta, un’Erinni inconsolabile, ci descrive il sapore impossibile delle nostre lacrime.


4. Girls – Album

Questo disco somiglia sin troppo a quell’estate afosa in cui fummo lasciati per la prima volta. Ma somiglia anche alla prima volta in cui ci guardammo nudi allo specchio, rimanendo indelebilmente stupiti dalla ridicola pochezza della condizione umana. Delirante e piacevolmente masturbatorio, cinico e perdigiorno, questo “Album” canta la canzone imperfetta di una pigra e a tratti compiaciuta inettitudine, di una maldestra incapacità che è forse soltanto un desiderio inconfessabile di essere amati.


5. Music Go Music – Expressions

Questo trio americano ha costruito una dinamo sonora. Più si ascolta il loro disco, più esso si carica di luminosa energia cinetica che elettrizza il corpo e riaccende la miccia di neuroni trasformati di nuovo in una polveriera detonante di idee e movimenti, di movimenti che sono idee e viceversa. Una cinematica aristotelica che si autoalimenta della propria tensione muscolare e del proprio sforzo ginnico a base di Abba e Moroder. Un motore immobile, una leva in grado di sollevare sé stessa. E chi rimane fermo dov’è, è decisamente troppo pesante.


6. Horrors – Primary Colurs

Anche l’imitazione è un’arte raffinatissima e gli Horrors lo dimostrano, con un disco che è un catalogo minuzioso delle meraviglie dell’identico. Campioni mondiali della falsificazione e del ventriloquismo parassitario, simbionti invisibili, neri e informi come sanguisughe malleabili, gli Horrors realizzano un’opera senza firma, un delitto senza colpevole, un disco fatto di tutti i dischi, una copia della copia, un vaso di pandora pieno di infiniti altri vasi di pandora, un labirinto di specchi e superfici, un’amnesia urlante guarita attraverso un gioco abilissimo di finti ricordi.


7. Antony & The Johnsons - The Crying Light

Anche la luce può piangere. E chi poteva descrivere le lacrime accecanti di una luce piangente, il suono di un pianto di luce? Chi, raccontando l’orrore e l’imperdonabile offesa, avrebbe potuto, se non Antony, se non la sua voce (e Antony è la sua voce), disegnare una luce su di noi, reinventando un cuore, capace di soffrire capace di amare di nuovo, esattamente al centro della nostra ferita vivente? Se un nuovo umanesimo verrà dalla musica a lenire questo mondo smarrito, esso troverà in Antony il suo Michelangelo innamorato.


8. Antlers – Hospice

Una lancinante trenodia in forma di bisbiglio, di interminabile rumiginìo mentale che a poco a poco si dilata nelle architetture sempre più bianche e soverchianti di un sepolcro scavato nella pietra permanente del ricordo postumo, della tomba e del cenotafio. Ogni canzone, come un’iscrizione, commemora e ri-racconta il dolore di una Passione rivissuta in ogni suo momento. Come a dire: dal documento al monumento.


9. Bat For Lashes – Two Suns

Creatura dei boschi, menade orfica e danzante, Natasha Kahn prosegue nella stesura dei suoi variopinti bestiari fantastici, officiando il rituale wagneriano di una primavera della vita che rimbomba attraverso le immagini allucinate di animali mitologici e potentissimi culti druidici. Come già in Bjork, la fascinazione del mito neopagano si riannoda qui all’utopia biotecnologica di un futuro fatto di carne pulsante e silicio, furore animista e delirio digitale.


10. Manic Street Preachers – Journal For Plague Lovers

Forse non riusciremo mai trovare le parole precise per esprimere cosa abbiano rappresentato e cosa ancora rappresentino i Manic Street Preachers per il rock britannico dell’ultimo ventennio. La forza astratta di un’idea, la vibrazione calda di un sentimento fortissimo senza significato, la melodia sensuale e dissipatrice di una rabbia giovane, il fuoco poetico di un disgusto senza più oggetto, il lirismo sanguinante di tutte le promesse non mantenute. Tutti li davano per già morti, loro hanno convocato il quarto invisibile membro del gruppo, Richey, per un’ultima volta ancora, forse, e le loro canzoni continuano a somigliare allo schianto sordo e spettacolare di tutti i nostri sogni mentre, sorridendo, si lanciano contro la parate fredda e impenetrabile del realismo.

 

Altre uscite significative:

Flaming Lips – Embryonic

Grizzly Bear – Veckatimest

Dirty Projectors – Bitte Orca

Animal Collective – Merriweather Post Pavillon + Fall Be Kind

The Pains Of Being Pure At Heart – S/t + Higher Than The Stars

Phoenix – Wolfgang Amadeus Phoenix

Fuck Buttons – Tarot Sport

Atlas Sound – Logos

A Place To Bury Strangers – Exploding Head

The XX- S/t

Sun O))) – Monoliths And Dimensions

Big Pink – A Brief History Of Love

Patrick Wolf – The Bachelor

We Fell To Heart – We Fell To Hearth

Gliss – Devotion Implosion


Classifica delle uscite italiane

Maisie – Balera Metropolitana

Uochi Toki – Libro Audio

Zu – Carboniferous

Il Teatro Degli Orrori – A Sangue Freddo

Dente – L’amore Non E’ Bello

Mariposa – Mariposa

My Awesome Mixtape – How Could A Village Turn Into A Town

Julie’s Haircut – Our Secret Ceremony

Fine Before You Came – Sfortuna

Gazebo Penguins – The Name Is Not The Named

 

 

I precedenti
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