Un prepotente ritorno fra le braccia di mamma IndieAmericano. Che, in fin dei conti, non ce n’eravamo mai andati sul serio…
10. Black Heart Procession – Six: Inizia in sordina, quasi piatto. Eppure, ascolto dopo ascolto, sale, sale…
9. Andrew Bird – Noble Beast: La parte nobile del pop. Dal vivo, poi, Andrew è un insospettabile ammaliatore di folle.
8. Eels – Hombre Lobo: Da Howlin Wolf a Iggy Pop, un sentito omaggio a licantropi e mutanti della storia del rock. L’ennesima, straziante raccolta di ululati alla luna per Mr. E.
7. Dirty Projectors – Bitte Orca: per costruire un mondo nuovo bisognerà iniziare da una nuova world music. Questo disco potrebbe rappresentare un primo passo.
6. Arbouretum – A song of Faith:I druidi di ritorno dalle montagne: sono guerrieri selvatici, più saggi che mai.
5. Flaming Lips – Embryonic:Un album che è anche un’esperienza sonora “uterina”. I suoni di Wayne Coyne tornano a galleggiare nel liquido amniotico, ed è una goduria.
4. Wilco – (the Album): Perfetti, come al solito. Se non fossero così dannatamente bravi, sarebbero quasi insopportabili…
3. Gomez – A New Tide:Una “marea” nuova di zecca riporta questi inglesini fra gli ascolti più interessanti del decennio.
2. Animal Collective – Merriweather Post Pavillon: ‘brand new folk-sound from the Zero years’. Un’altra conferma.
1. Vic Chesnutt – At the Cut: Postrock d’autore senza lacrime da coccodrilli. Semplicemente, quest’anno non c’era storia…
Top5ive Italia Italians who did it. Again
5. PGR- Ultime notizie di Cronaca: Fra tanti ricongiungimenti sospetti, un congedo onesto e commovente.
4. Zu – Carboniferous : Un nuovo stadio di perfezione, fra matematica e pura potenza. Mike Patton li adora, Pitchfork pure…Se non stiamo attenti, ci volano all’estero anche questi cervelli!
3. Julie’s Haircut – Our Secret ceremony: Altri, grandiosi connazionali esportabili. Gli emiliani, stavolta, l’hanno fatta grossa davvero.
2. Il Teatro degli Orrori – A sangue freddo: dopo Il Teatro degli Orrori contro il Mondo va in scena Il Teatro degli Orrori contro Il Teatro degli Orrori. Una guerra con se stessi per allargare gli orizzonti, vinta con onore.
1.Giorgio Canali & Rossofuoco – Nostra Signora della Dinamite: confessioni a mente fredda di un vecchio rocker pericoloso. Tra le sue cose migliori di sempre.
BestGigs – Le meglio visioni
Nick Cave and the Bad Seeds @ Traffic Free Festival, Torino – “Dopati” secondo molti, genuinamente energici secondo altri. Grandiosi secondo tutti. E con una “The Ship Song” da lacrimoni.
Primavera Sound Festival @ Barcellona (Yo la Tengo, Neil Young, Andrew Bird, Shellac, Jarvis Cocker, Dead Meadows, Magnolia Electric Co., Spiritualized...). Tre giornate per riscoprire il piacere di ascoltare musica “viva”.
Vic Chesnutt @ Spazio 211, Torino – un canto fragile e potentissimo al tempo stesso, la forza di una disperazione che si faceva arte e, paradossalmente, Vita.
Soap and Skin @ Teatro Carignano, Torino – una delle cose più emozionanti che siano accadute su un palco negli ultimi anni.
Isis @ Spazio 211, Torino – una colata lavica di post-metal da cui è bello farsi trascinare via.
Debutto dell’anno
Soap and Skin – “Lovetune for Vacuum” Oltre i vampirismi di maniera di “Twilight” e dintorni, oltre la nuova estetica dark-patinata. Se non sarà la sua stessa nevrosi a divorarsela viva, combinerà grandi cose.
Vic Chesnutt – (R.i.p.) – “What this man was capable of was superhuman. Vic was brilliant, hilarious and necessary; his songs messages from the ether, uncensored. [...]I saw him as unassailable—huge and wonderful, but I think Vic saw Vic as small, broken. And sad.” Kristine Hersch.
Sir and Lady Morter – ovvero, la coppia inglese che ha promosso la scalata di Killing in the Name dei Rage Against the Machine fino al primo gradino della top 40 di Itunes, scalzano così i neovincitori dell’X Factor britannico. La prima vittoria dei guerriglieri della rete contro l’industria telediscografica: fuck you I won’t buy what you tell me!
Cinerama
I Bastardi senza Gloria di Tarantino ingaggiano un corpo a corpo senza esclusioni di colpi con il Wrestler di Daniel Aronofsky e vincono di un pelo. Con un certo distacco seguono Vincere di Marco Bellocchio, Il Nastro Bianco di Michael Haneke e Gran Torino di Eastwood. Menzioni d’onore vanno allo sterminato Che sodenberghiano, una vera e propria esperienza cinematografica, e a Rip – A remix manifesto. E’ un documentario dell’attivista web Brett Taylor per la libera condivisione di musica e cultura e contro le vecchie regolamentazioni del copyright: potrete trovarlo sui programmi di festival e tv satellitari e, ovviamente, in rete.
Playlist 2009 – “cassettina digitale” per ricordare l’annata trascorsa
Black hearted Love, Pj harvey and John Parish
A Sangue Freddo, Il Teatro degli Orrori
Bull Black Nova, Wilco
Two Weeks, Grizzly Bear
The hope that house Built, Future of the Left
Flirted with you for all my life, Vic Chesnutt
Oh, My,The Drones
Rifugi di Emergenza, Giorgio Canali e Rossofuoco
I Never say I was Deep, Jarvis Cocker
Crying Lightning, Arctic Monkeys
Il Paese è Reale, Afterhours
Thanatos, Soap and Skin
Fake Records of Rock’n’roll, Daniel Johnston
Ain’t the same old cold war, Harry, Grant lee Philips
Il bel Canto, Ministri
Pray for Rain, Massive Attack
Ambling Amp, Yeasayer
March of the Atheists, Piano Magic
And the glitter is gone, Yo la Tengo
Propositi per il nuovo anno
…e fa che Billy Corgan ritrovi finalmente la sua, di zucca, e che Teargarden by Kaleidoscope sia il disco che riporti gli Smashing Pumpkins agli antichi splendori. Amen