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MA2008
MUSIKÀL! AWARDS 2008

Simone Dotto

SEZIONE DISCHI

CLASSIFICA DISCHI - TOP FOURTEEN (?!?)

1. Bonnie “prince” Billy, Lie Down in the Light Un disco che al primo ascolto ti sembra stucchevole e al secondo ti lascia di stucco, per la maniera in cui riesce ad essere tradizionale, buono e ‘famigliare’ senza mai sprofondare nel democristianesimo. I Good Old Days al primo posto!

2. Fleet Foxes, Fleet Foxes (a patto che non si esageri a spedirli in orbita fin dall’esordio.) La musica che suoneranno nel paradiso degli indie.

3. Baustelle, Amen E si fottano i duriepurismi! Se la canzonetta italiana oggi avesse ancora un senso, dovrebbe suonare più o meno così.

4. Tv On the Radio, Dear Science Più “alleggerito” rispetto agli altri, vero. Ma il loro frullato resta senza rivali.

5. Dead Meadows, Old Growth Il primo disco davvero ‘cattivo’ di tutta quanta la lista. Questo finisce dritto nella sezione “Road-records-per-lunghi-viaggi-in-solitaria-con-la-macchina-su-autostrade-semideserte-all’alba”

6. Man Man, Rabbit Habits NeoZappatisti all’orizzonte. Dio li benedica!

7. Woven Hand, Not One stone Questa invece è la musica che suoneranno all’Inferno degli indie

8. Portishead, Third Voce d’angelo su macerie industriali. Tra un folk minimale e un clangore metallico, siamo sicuri di poter ancora chiamare questa roba “trip hop”??

9. Motorpsycho, Little Lucid Moments magari è solo un esercizio di stile. Però…che stile!!!

10. Rem, Accelerate Incazzatura e sacrosanto pessimismo, un album da splendidi cinquantenni.

11. Giant Sand, Pro-visions Howe il Giagante di Sabbia si rialza e la mette in saccoccia agli ex-colleghi. Altroché “Carried To Dust”, qui sta la vera polvere!

12. The Raconteurs, Consoler of the Lonely bando ai futuristi. Qui c’è roba buona, e sorretta da un live act coi fiocchi.

13. Okkervill River, The Stand ins. It’s time for the little folkaroli!

14. The Aliens, Luna Dagli stessi autori della Beta Band…ancora da assimilare come si deve, ma potrebbe essere il lavoro che ridà concretezza al verbo psichedelico.

 

ITALIANS (WHO) DID IT BETTER

Marta sui Tubi: Sushi & Coca con qualche cenno melodico stavolta bravi davvero!

Paolo Benvegnù, Le Labbra un altro battisti ha bussato alla nostra porta e noi, come da profezia, non lo abbiamo riconosciuto

Vinicio Capossela, Da Solo non sarà il Vinicio migliore ma un assestamento a questo punto era cosa buona e giusta. E poi, questa è musica invernale, da falò nel caminetto.

Frankie Hi Nrg mc, dePrimo Maggio istantanea della nostra Italia. Finora è la sua opera più ‘musicale’ anche se c’è il rischio che invecchi presto. Lo stesso, ahinoi, non si può dire delle tematiche trattate.

Eugenio Finardi & Sentieri Selvaggi, Il cantante al Microfono (canzoni di Vladimir Vissotsky) Un comunista che (ri)canta un comunista perseguitato dal regime comunista. Di questi tempi una vera perversione

 

MIGLIOR DEBUTTO

Samuel Katarro, Beach Party Finalmente un blues italico che non fa esercizi di calligrafia. Schizoide sghembo, visionario e beefheartiano abbastanza da entrarci nel cuore…Peccato per il nome!

 

DISCO SPACCACULI DELL'ANNO

Valina, A tempo, a tempo Questi austriaci sanno il fatto loro. E comunque, ruggine colga il loro scassato tour bus per non averli portati a suonare a Torino.

 

BRIT-DELUSIONS

Primal Scream, Beautiful Future Di bello c’è proprio poco. E di futuro soltanto quello che si sono lasciati alle spalle.

Supergrass, Diamond Ho Haa Ti sorprendono con un gioiellino come “Road to rouen”, ti seducono e ti convincono che sono maturati. E poi, dopo due anni di amore ininterrotto, riattaccano con la solita tiritera fracassona: e ti costringono ad alzarti dalla poltrona. E a premere stop.

 

SEZIONE CONCERTI

MIGLIORI LIVE ACTS

Motorpsycho @ Alcatraz

Raconteurs @ sPAZIALE Festival

Rem @ Palaisozaki

Thee Silver mt Zion @ sPAZIO 211


CONCERTI-CHE-MI-ODIO-PER-AVERLI-PERSI

Radiohead @ Arena Civica di Milano

Nick Cave @ Rolling Stone

Tom Waits @ Teatro degli Arcimboldi (alla modica cifra di 105 euro e quindi, almeno in parte, una mancanza giustificabile)

Patti Smith & Afterhours @ Traffic festival (aggratis e per giunta sotto casa, quindi per nulla giustificabile)

 

CONCERTO FUFFA DELL'ANNO

Mars Volta con un comunicato stampa che “mi raccomando tutti alle nove in punto, né minuto più né minuto meno, non sgarrate, questa è roba seria, noi si inizia quando si inizia, puntuali svizzeri eh, che il concerto durerà tre ore precise precise” e poi mandano tutti a dormire con le galline alle undici e un quarto con una media di sei sette pezzi eseguite e due ore stitiche a masturbare gli strumenti in 7/8…ancora e sempre, al diavolo gli onanisti del prog-rock.


MISCELLANEA – Varie ed Eventuali


CANZONE DELL'ANNO

Thee Silver Mt. Zion. 1.000.000 died to make this sound finalmente un’omelìa come si deve in omaggio a tutti i martiri del Rock. 15 minuti di disperazione e senza retorica.


Julian CopePERSONAGGIO MUSICALE DELL'ANNO

Di questo, del prossimo e di tutti gli altri: Julian Cope. Per essere riuscito a cavare sangue rock anche da quelle rape dei giapponesi. Per essere il messia Pagano mandato a salvare il nostro occidente teocratico in decadenza. Semplicemente, per essere Julian Cope.


PREMIO IL SABATO DEL VILLAGGIO

Guns ‘n’ Roses Chinese Democracy Questo premio sembra istituito apposta per il nuovo di Axl Rose. E in effetti lo è.


FILM DELL'ANNO

Tutta la Vita Davanti di Paolo Virzì, per aver saputo far passare senza sembrare scorreggione il più scorreggione di tutti i messaggi: la cultura oggi più che mai serve! Tra gli stranieri La Classe, Clint Eastwood con The Changeling e forse anche The Millionaire di Danny Boyle ; tra gli altri italiani, invece, il glorioso Gomorra di Garrone e Il Divo di Sorrentino. Per il miglior rockmovie, in attesa di vedere CSN&Y in “Dejavù”, se la battono Anton Corbijn con Control (anche una delle migliori pellicole in assoluto) e Joe Strummer: the future is unwritten di Julien Temple, ambedue protagonisti di travagliatissimi e fugacissimi passaggi nelle sale nostrane. Menzione speciale alla lucidità e alla spietatezza di Religolous , nuovo documentario di Larry Charles, il regista di ‘Borat’. E quello, in Italia, non lo vedremo mai.

 

 

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