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MA2008
MUSIKÀL! AWARDS 2008

Fabio Varini

1. GUILTY SIMPSON – “Ode to the ghetto” – Prodotto dalla meglio gente di Detroit e dintorni, “Ode to the ghetto” non si fa mancare nulla né sul versante musicale né su quello delle liriche: le basi fanno muovere la capoccia senza mai scadere nel grossolano, il flow di Guilty è sempre cucito su misura, i ritornelli sono azzeccati dal primo all’ultimo. Musica marcia di strada servita coi guanti della festa, la dimostrazione che si può fare i tamarri senza rinunciare a una certa eleganza stilistica.

2. ATMOSPHERE – “When life gives you lemons you paint that shit gold” - Sto ancora riflettendo sul significato del titolo di quest’album. Ant e Slug comunque non sbagliano un colpo e si riconfermano come una delle realtà più interessanti dell’underground americano: la cosa più vicina all’indie rap, se solo esistesse questo tipo di etichetta musicale.

3. DEEP SPACE 5 – “Bake sale” – Recuperato in extremis grazie al consiglio di un amico e all’ottimo ricordo lasciatomi dal loro precedente “Unique”, s’inserisce altrettanto in extremis sul gradino più basso del podio: vengono dal Sud Dakota, sono bianchi, fanno Christian rap, non hanno etichetta discografica, non vanno in tour perché (come spiegano sul loro sito) hanno una famiglia e altri lavori e non se lo possono permettere. Ce ne sarebbe abbastanza per snobbarli, eppure portano un suono che non ha nessun altro. Non a caso c’era chi sosteneva che gli apporti innovativi arrivano più facilmente nelle zone periferiche di un sistema culturale, piuttosto che dal centro dello stesso. Va quindi a loro l’ambitissimo Premio Lotman.

4. MIGHTY JOSEPH –Empire state” – Vast Aire è uno dei miei mc preferiti dai tempi dei Cannibal Ox e anche a ‘sto giro non delude. Karniege si dimostra un valido scudiero: non ha l’estro del compare ma in compenso è più ordinato e “tradizionale”, quindi la coppia funziona alla grande. Madlib regala alcune gemme che alzano il livello (già più che accettabile) delle produzioni.

5. THE STREETS – “Everything is borrowed” – The Streets intanto, per quanto declinato al plurale, è uno solo. Poi è inglese e si sente: le batterie risentono della tradizione elettronica dell’isola, l’inflessione britannica connota pesantemente il rap quasi parlato dell’mc. Che però ha contenuti e humour. E un approccio pop ai ritornelli che funziona sorprendentemente bene, decisamente di più rispetto all’ r’n’b stanco e convenzionale che infesta molti prodotti americani. A mio parere, il più kalporziano fra i dischi in classifica.

6. BLACK MILK – “Tronic” – L’allievo di Jay Dee ha imparato la lezione del compianto maestro. Forse fin troppo bene. Ma se il confine fra ispirazione e plagio è alle volte più sottile di quanto ci piacerebbe ammettere, almeno il nostro Latte Nero ha il buon gusto di emulare uno dei migliori di sempre. Ah, e in più vince il Premio Miglior Produttore al Microfono a mani basse, senza nemmeno esultare, dal gran che se l’aspettava.

7. VAST AIRE – “Deuces wild” – Vast Aire è uno dei miei mc preferiti dai tempi dei Cannibal Ox e anche a ‘sto giro non delude. So che l’ho già scritto, so che l’ho già messo in classifica con Mighty Joseph, ma cosa vogliamo fare? Non premiamo l’operosità di chi, nello stesso anno solare, rilascia ben due cd e di pregevole fattura? Incentiviamo i fannulloni? Appunto. Premio Brunetta per il nativo di Brooklyn.

8. HELTAH SKELTAH – “D.I.R.T.” – Non è che sia proprio una bomba, ‘sto disco. Però “Everything is Heltah Skeltah” vince il Premio Canzone dell’Anno. E poi, si sa, Sean is the best. Resta comunque il rap newyorchese come si faceva una volta, e le rasdore del genere apprezzeranno sicuramente.

 

DISCHI CHE MAH, NON LI HO ASCOLTATI ABBASTANZA BENE PER METTERLI IN CLASSIFICA EPPURE POTREBBERO MERITARE

MADLIB – “WLIB: am king of the wigflip” – E’ uscito in sordina e ho faticato alquanto a recuperarlo. A un primo ascolto mi è sembrato un po’ fiacco, al secondo notevole, al terzo ero ancora indeciso e quindi mi sono inventato questa particolare categoria per non incorrere nel reato di lesa maestà.

CLASSIFICA ITALIANA

1. DARGEN D’AMICO – “Di vizi di forma virtù” – Un mc con personalità, contenuti, tecniche, rime e argomenti, finalmente lontano dai clichè del genere. Non tutte le produzioni sono da mani nei capelli, però chi se ne frega, dai.

2. MARRACASH – “Marracash” – Il suo era il disco più atteso dell’anno ed è riuscito nella titanica impresa di non deludere la maggior parte dei fan. Ora che da promessa underground è diventato (insieme a Fibra) l’artista di punta dell’hip hop mainstream italiano, che accadrà?

CONCERTI

AESOP ROCK, Losanna.

BUSTA RHYMES, Milano.

DJ PREMIERE, Reggio Emilia.

PUBLIC ENEMY, Bologna.


LETTERINA A SANTA

Caro Babbo Natale,

ormai sto diventando grande e non ho più le pazze illusioni di un tempo. Per dire, ho smetto di aspettare il nuovo disco di Dr.Dre e non te lo chiedo nemmeno. Allo stesso modo so che MF Doom è impossibilitato a uscire dagli Stati Uniti per problemi di passaporto e che non vedrò mai un suo live dalle nostre parti. E, non ti preoccupare, mi sono già rassegnato all’idea che gente come Neffa, Deda e Fritz da Cat non tornerà mai più a esibirsi nel piccolo e gioioso circo dell’hip hop italiano. Per il 2009 le mie richieste sono piuttosto realistiche: un nuovo album di Doom (se proprio vuoi esagerare Madvillainy 2), un concerto di Method&Redman nell’arco di trecento-quattrocento chilometri da casa mia, qualche segno di vita da parte di R.A. the Rugged Man e dei Foreign Beggars. Qualsiasi uscita firmata Stones Throw o Def Jux sarà ben accetta. Io mi sono comportato abbastanza bene quest’anno, quindi vedi un po’ te.

Con affetto,

Fabio


RIEPILOGO PREMI

MIGLIOR ALBUM: “Ode to the ghetto” – Guilty Simpson

MIGLIOR CANZONE: ”Everything is Heltah Skeltah” – Heltah Skeltah

MIGLIOR MC: Sean Price (Heltah Skeltah), Vast Aire, Guilty Simpson

MIGLIOR PRODUTTORE: Black Milk

CITTA’ DELL’ANNO, MUSICALMENTE PARLANDO: Detroit

BASE CHE QUANDO PARTE TORNO AI 15 ANNI D’ETA’: “The uprising” – Mighty Joseph

PEZZO D’AMORE RAP CON UNA SUA DIGNITA’: “I love you more (than you like me)” – The Streets

MIGLIOR ALBUM ITALIANO: “Di vizi di forma virtù” – Dargen D’Amico

MIGLIOR PEZZO ITALIANO: “Al meccano” – Dargen D’Amico

PREMIO LOTMAN: Deepspace 5

MIGLIOR PRODUTTORE AL MICROFONO: Black Milk

PREMIO BRUNETTA: Vast Aire

PREMIO SE CI FOSSE L’INDIE RAP, NOI NE SAREMMO I CAPI: Atmosphere

PREMIO TOH, FINALMENTE UN DISCO HIP HOP CHE POTREBBE PIACERE ANCHE A UN KALPORZIANO: “Everything is borrowed” – The Streets

MIGLIOR CONCERTO: Aesop Rock, Losanna

MIGLIOR TITOLO: “Di vizi di forma virtù” – Dargen D’Amico ; “When life gives you lemons you paint that shit gold” - Atmosphere



 

 

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