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Le classifiche personali degli scribacchini di Kalporz.

Daniele Paletta

ALBUM

Aspettavo il 2007 con trepidazione. Era l’anno in cui quasi tutti i miei artisti preferiti sarebbero tornati con i loro dischi nuovi. Ma “Volta” è talmente noio-pretenzioso che vorresti rispedirlo al mittente, “23” si salva per metà (e sulla seconda facciata del vinile ti verrebbe voglia di fare piccoli disegnini con un coltello), “Drums and guns” soffoca d’angoscia…Per non parlare della vecchiaia che ha trasformato Joni Mitchell in una figlia dei fiori inacidita, poi. O di “In rainbows”, che mi fa addormentare prima che finisca.

Insomma, proprio quando stavo per essere totalmente deluso, sono arrivati dischi bellissimi. Questi (e altri):

P J HARVEY - White Chalk” (Island)
Un disco semplicemente sconvolgente. Secco, breve, spaventato, fragile. Il silenzio, e il tentativo di superare il dolore.

A TOYS ORCHESTRA – “Techicolor dreams” (Urtovox / Audioglobe)
Lo sapevo, che avrebbero fatto qualcosa di grande. Lo sapevo. Ed eccoli qui, arrivati nel loro surreale paese delle meraviglie…

MISHA – “Teardrop sweetheart” (Tomlab / Audioglobe)
Più che un album pop, un musical: la storia di un uomo e una donna – lui impiegato di banca, lei modella, che si incontrano dopo anni a New York. E, in una cameretta, creano un mondo

ART BRUT – “It’s a bit complicated” (Mute)
Dietro l’apparenza di un disco divertente, il pop che canta sé stesso, ballando su una selva di citazioni musicali e letterarie.

JAPANESE GUM – “Talkin’ silently ep” (Marsiglia)
Piccolo cristalli incantati. La musica che non vorresti interrompere, nemmeno sussurrando. Tutto su un cd-r, con una copertina fatta a mano.

YELLOW CAPRA – “Chez Dédé” (Piloft / Family Affair)
Ragionano per immagini. Proprio come faccio io.

CRISTINA DONA’La quinta stagione (Capitol / Emi)
Perché le parole di “Settembre” non sono il testo di una canzone. Sono un viso che ricomincia a sorridere dopo avere pianto.

LAUNDRETTE – A state of form (Black Candy / Audioglobe)
Oh già, niente di nuovo. Ma il rumore matematico e la melodia si sono mai incontrate con questa perfezione?

SHANNON WRIGHT – Let in the light (Quarterstick / Self)
Ecco cosa succede a chi smette di smette di essere teatrale e getta la maschera delle distorsioni…

FRIDGE – The sun (Domino / Self)
Non mi piace Four Tet, trovo Adem lagnoso. Ma insieme a un batterista incredibile come Sam Jeffers, beh…diventano grandi.

 

CANZONI DELL'ANNO

  • ROSE KEMP “Violence”

  • MISHA “Summersend”

  • A CLASSIC EDUCATION “Stay, son”

  • LAUDRETTE “A state of form”

  • BLONDE REDHEAD “Dr. Strangeluv”

  • THE BIRD AND THE BEE “F***ing boyfriend”

  • RUFUS WAINWRIGHT “Going to a town”

  • LAND OF TALK “Speak to me bones”

  • JENS LEKMAN “A postcard to Nina”

  • ARCHITECTURE IN HELSINKI “Heart it races”


CONCERTO DELL'ANNO

Nessun dubbio: Sonic Youth, “Daydream nation tour”, Ferrara, 6 luglio 2007. Per la furia di Kim Gordon durante “Trilogy”, per un capolavoro suonato da cima a fondo.


UOMO DELL'ANNO

Lee Hazelwood. Addio, Maestro.


DONNA DELL'ANNO

Tutto il mondo è impazzito per Amy Winehouse. E io con loro.


BAND DELL'ANNO

“In rainbows” non è un capolavoro. Anzi, nemmeno si avvicina ai loro dischi migliori. Eppure i Radiohead hanno spostato un po’ più avanti il confine tra musicisti e pubblico. Ci avevano già provato in tanti, loro ci sono riusciti. E il mondo ha dato loro ragione.


BOLLITI DELL'ANNO

Bolliti? Nessuno. Ma stanchi, stanchissimi, in tanti: Björk, Blonde Redhead, Joni Mitchell…sapete fare meglio di così, e lo sapete.


FILM DELL'ANNO

  • Le vite degli altri” di Florian Henckel von Donnersmarck. Un film che riesce a rendere non banale una sceneggiatura forse non originalissima, con attori semplicemente sensazionali…lo sguardo di Ulrich Muhe durante l’intercettazione “fatale”, quell’urlo trattenuto, è uno dei momenti più intensi che io abbia mai visto su uno schermo.

  • I’m not there” di Todd Haynes. Imperfetto come la voce di Dylan, una sfuggente caccia alla citazione, una storia da dipanare tra mille depistaggi. E una Cate Blanchett per cui non bastano i superlativi.


(P.S. Io avrei visto volentieri “Control”, se solo qualcuno si fosse degnato di distribuirlo anche qui da noi…)


VINO DELL'ANNO

Herr Traminer, “qualcuno sa perché”.


FRASE DELL'ANNO

  • “Amore, non è colpa mia. Dopo aver fatto sesso, io mi sveglio, parlerei per ore…” “Allora facciamo così: la prossima volta che lo facciamo, quando abbiamo finito io mi metto a dormire, e tu vai a lavare i piatti” (giuro, questo dialogo c’è stato davvero)

  • “Ok, manteniamo il panico” (applausi a una mia amica, please!)



CHI VINCERA' I MUSIKAL AWARDS 2008?

La svolta punk-funk dei Take That ci sorprenderà tutti.

 

 

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