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MusiKàl! Awards 2003

I DISCHI DELL'ANNO

I MusiKàl Awards 2006 sono della rediviva creatura di Evan Dando. La chitarra elettrica batte l'arpa di Jonna Newsom e dei Belle & Sebastian mai così allegri. E poi giù fino al trentesimo posto con i Julie's Haircut, primi tra gli italiani, in 16° posizione.

Ancora sotto le scelte degli scribacchini kalporziani, presi da un incontenibile furore classificaiolo che è andato ben oltre la musica: donne, calcio... donne, insomma le cose importanti. Imperdibile infine il Pensierino per il 2007 di perronegro. Buon anno.

 

1. LEMONHEADS - Lemonheads (Vagrant / Universal, 2006)

«Nonostante un concerto ultrapacco a Bologna, Evan Dando ha scritto un disco fantastico a testimonianza della voglia di spingere ancora sulla chitarra elettrica. College rock dei primi anni '90 e una No Backbone con J Mascis semplicemente irresistibile»

«risentire finalmente la voce di Evan Dando e la chitarra di J. Mascis nella stessa canzone commuove parecchio.»

«Perchè il ritorno di Evan Dando ce lo immaginavamo proprio così.
Prevedibile? Sì. Bello? Di più.»

«Evan Dando è tornato per restare con un disco fantastico. Canzoni da farsi venire le lacrime agli occhi per quanto sono belle e suoni che ti fanno ricordare quanto ti sarebbe piaciuto avere vent'anni nel 1994.»

«L’attesissimo ritorno di una band storica, nella speranza, offuscata dalle prove live, di una rinascita completa di mister Dando.»

 

 

2.
JOANNA NEWSOM
Ys

«o la si odia, o la si ama.»  

3.
BELLE AND SEBASTIAN
The Life Pursuit

«un album di pop scintillante, primaverile, talmente perfetto che l'unico rischio è farne indigestione.»

4.
YO LA TENGO
-
I am Not Afraid Of You And I Will Beat Your Ass

«Se c'è stato e c'è ancora un gruppo capace di personificare l'indie americano da due decenni, questi sono loro.»

5.
FLAMING LIPS
-
At War With The Mystics

«Yeah Yeah Yeah Yeah Yeah Yeah Yeah Yeah Yeah Yeah Yeah Yeah Yeah Yeah...»

6.
MOJAVE 3
- Puzzles Like You

«Neil Halstead è il songwriter più sottovalutato degli ultimi 15 anni.»

7.
I'M FROM BARCELONA
- Let me introduce my friends

«La colonna sonora dell’estate, un’allegra combriccola di irresistibili svedesi svitati che non possono non farsi amare.»

8.
DECEMBERISTS
– The Crane Wife

«Come si fa ad uscire nel 2006 con un album che contiene non una, ma ben due suite di oltre 10 minuti in odore di progressive rock, anzi, di Jethro Tull? Si fa eccome...»

9.
TV ON THE RADIO
Return to Cookie Mountain

«A dimostrazione che vivere a Brooklyn non debba coincidere con ascoltare/suonare rap, ci regalano il cocktail più originale dell’anno.»

10.
PRIMAL SCREAM
- Riot City Blues

«Il più grande disco rock'n'roll dell'anno. E non ci sono cazzi.»

11.
LIARS
Drum’s not dead

«Questo sarebbe il disco del futuro, se il futuro fosse altrettanto cupo, apocalittico e senza speranze.»

12.
MOGWAI
Mr.Beast

«I Mogwai stranamente concreti e meno impalpabili, con le idee ben definite in testa.»

13.
HERBERT
Scale

«Matthew Herbert ha messo assieme questa colonna sonora per aperitivi ultrasofisticati parlando di problemi planetari»

14.
GUILLEMOTS
- Through The Window Pane

«Partito in sordina ma formidabile sulla lunga distanza. Un disco da gran fondo che ha in sè tutto quello che deve avere un disco pop»

15.
ARCTIC MONKEYS
- Whatever People Say I Am That's What I'm not

«solidi e irruenti»

 

16. JULIE'S HAIRCUT - After dark, my sweet

17. VINICIO CAPOSSELA – Ovunque proteggi

18. SCOTT WALKER – The drift

19. BRUCE SPRINGSTEEN - We Shall Overcome

20. AMUSEMENT PARKS ON FIRE - Out Of The Angeles

21. WILLIE NILE - The streets of New York

22. NATHAN FAKE – Drowning in a sea of love

23. LILY ALLEN – Allright Still

24. BUILT TO SPILL - You in Reverse

25. MICECARS - I'm the creature

26. PEARL JAM - Pearl Jam

27. SPARKLEHORSE - Dreamt For Light Years In the Belly of a Mountain

28. BECKThe information

29. NEKO CASEFox Confessor Brings The Flood

30. THE PIPETTESWe Are The Pipettes

 

 

COSA DICONO GLI SCRIBACCHINI

Tommaso Artioli
L'uomo elettronico di Kalporz. Nella sua classifica non ci sono i Lemonheads bensì Luomo, Glen Kotche, Madlib, Four tet e le compilation DFA.
Paolo Bardelli
Quest'anno il paolobardellismo non rimane confinato alla musica (Mogwai, B&S) ma si allarga alle arti visive - premiando le copertine più belle e infamando le più brutte - e al cinema.
Daniele Boselli
Dagli Amusement Parks on Fire agli Yo La Tengo, nella top ten di uno che che è stato al Primavera Festival molte conferme e qualche chicca a sorpresa.
Enrico Viarengo
L'uomo che amava Joanna Newsom, ma anche i Lemonheads, i Decemberists, Bruce Springsteen e - dopo averli visti dal vivo - i Pearl Jam.
Gabriele Maruti
Tanti nomi poco citati in questa classifica. Gli Oneida, i Trail Of Dead, i Built To Spill, i Wolfmother. Ma scorrete la pagina fino in fondo e non crederete ai vostri occhi.
Raffaele Meale
Il Meale punta sui suoi Liars, sul ritorno di Scott Walker e sugli OvO. Si parla anche di libri e fumetti ma un nome salta agli occhi, i Beatles (o chi per loro) tra i migliori dell'anno.
Piero Merola
Dischi nell'era del post-calcio: i Liars ma anche l'album solista di Thom Yorke, gli Psychic Ills e i TV on the radio. E poi tre concerti che non si scordano: Radiohead, Pearl Jam e Mogwai.
M & R
In un anno di mondiali una classifica per nazioni. Stravince la Svezia, sul podio gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, l'Australia e poi l'Italia.
Daniele Paletta
Poca roba nel 2006, fatta eccezione per Joanna Newsom, My Brightest Diamond e Joan As Police Woman. L'Italia si fa viva con Capossela, Casino Royale e Julie's Haircut.
perronegro
TV on the radio, Neko Case, Herbert. Dischi fuori dallo spirito dei tempi. Perché oggi non ci sono più confini di genere e c'è spazio per tutti, anzi c'è MySpace per tutti.
Hamilton Santià
Lemonheads, Silversun Pickups, Yo La Tengo nelle prime posizioni, la più ricca fornitura di bolliti che Kalporz ricordi e poi i concerti, tutti a Barcellona.
Michele Sarda
Willie Nile, Eleventh Dream Day, Ray Davies e Willard Grant Conspiracy ma anche Lemonheads, Pearl Jam e Bruce Springsteen. E tanti concerti tra esaltazione e delusioni.

Luca Vecchi
Un anno senza innamoramenti pesanti ma molte più infatuazioni. Il solito Badly Drawn Boy, i Belle & Sebastian, poi Danielson, Tapes'n'Tapes, Lily Allen (!) ed il concerto dell'anno, La Grande Orquestra De La Muerte.

 

 

 

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