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MusiKàl! Awards 2003

Gabriele Maruti Awards

LA TOP TEN:
(ovvero: “anche se da un anno dici a tutti che il 2006 ha fatto schifo, i bei dischi sono comunque usciti e non far finta di niente”)

01) The Flaming LipsAt War With The Mystics
Perchè se “Yoshimi” per chi scrive è stato un brutto parto, questa è la ripresa più bella che potessi immaginare. Wayne Coyne e Steven Drozd sono la mente e il braccio di una band che si riconferma come una fonte inesauribile di maraviglia per le nostre giovani orecchie vogliose.

02) The RaconteursBroken Boy Soldiers
Perchè Jack White è una sicurezza.
Perché Brendan Benson è una sicurezza.
Perché in questo disco ci sono entrambi.

03) Oneida – Happy New Year
Perchè se c’è qualcuno che da quattro dischi a questa parte continua a riconfermarsi “avanti”, questi sono gli Oneida. Kraut, psichedelia, sperimentazioni e pura malattia mentale. Come non amarli?

04) Comets On FireAvatar
Perchè io non mi drogo. Ma se un giorno pensassi di voler cominciare dovrebbe perlomeno tentare di fare lo stesso effetto dei Comets On Fire. In caso contrario.. che fuffa.

05) …And You Will Know Us By The Trail Of DeadSo Divided
Perchè chitarrone-meets-banda-paesana è una ricetta i cui risultati potrebbero nauseare chiunque. E invece loro sfornano il secondo colpo da maestro di fila.

06) Built To SpillYou In Reverse
Perchè dopo cinque anni di silenzio il “miglior gruppo indie del mondo” non ha perso lo smalto. Doug Martsch è il Neil Young della nostra generazione.

07) Primal ScreamRiot City Blues
Perché noi volevamo un altro “XTRMNTR” e invece loro si sono rimessi a fare il rock’n’roll degli anziani meglio di qualunque altra mummia recidiva. E tutto questo senza sputtanarsi. Che colpo gobbo.

08) The Fratellis – Costello Music
Perchè questo disco è stato creato apposta per zompettare, bere birra, abbracciare gli amici mentre canti uno di questi tredici ritornelli killer preso a caso.

09) The LemonheadsThe Lemonheads
Perchè il ritorno di Evan Dando ce lo immaginavamo proprio così.
Prevedibile? Sì.
Bello? Di più.

10) WolfmotherWolfmother
Perchè se un giorno ti svegli e pensi di voler fare il tamarro con un po’ di senso, ma in fondo sei stufo di Ozzy e degli Zeppelin, allora questo è quello che ti serve.


I FUORI DI POCO:

(ovvero: “come mettersi un po’ l’animo in pace”)
Loose FurBorn Again In The USA
LiarsDrum’s Not Dead
BorisPink
The Twilight SingersPowder Burns
MidlakeThe Trials Of Van Occupanther

 

IL CONCERTO DI UNA VITA:
(ovvero: “le emozioni di un ex-grungettaro”)
Pearl Jam – Datch Forum di Assago (Mi), 17-9-2006
Dopo un disco che andrebbe messo fra i bolliti, si salvano in corner con un concerto che è pura gioia per le orecchie. Gli anni passati ad attendere di vedere finalmente Vedder in azione sono stati più che ripagati. Scaletta perfetta. Performance da far scuola.

 

LE CIOFEGHE:
(ovvero: “come sparare sulla croce rossa senza vergunia alcuna”)

The Mars VoltaAmputechture
Talmente belli i precedenti, talmente inutile questo. Persi per strada chili di ispirazione, spesso non rimane che una buona dose di stucchevolezza.

Red Hot Chili PeppersStadum Arcadium
Potevano riprendersi dopo lo scivolone di “By The Way” e invece hanno deciso di scavarsi la fossa. Troppi minuti di roba per dimostrare che esistono diversi modi per tediare l’orecchio umano.

MuseBlack Holes And Revelations
Due canzoni decenti. Il resto è tremendo.
Sempre più bravi dal vivo. Sempre più una cometa sui dischi.

GuillemotsThrough The Window Pane
Giudizio impopolare, lo so. Eppure ogni ascolto si accompagna alla più sbuffante delle noie.

Archie Bronson Outfit – Derdang Derdang
La prima canzone è ottima. Le successive sono schifosamente identiche, ma per niente ottime. A metà ce n’è un’altra ottima. E comunque è identica alla prima.

The WhoEndless Wire
Mi aspettavo molto, non so neanch’io perché, e alla fine mi ritrovo un disco bolso. In pensione.

The OrganGrab That Gun
Tanto ormai si sono sciolte. Un altro che mangia la polvere. Bene così.


L’OUTING DELL’ANNO:
(ovvero: “come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba”)
Il mio.
Dopo mesi passati a spalare sterco sulle disastrate profezie dell’NME, ammetto su queste pagine di aver rivalutato gli Arctic Monkeys. “Con tutto quello che avresti potuto rivalutare, proprio loro?” direte voi. Ebbene sì. Prendo in mano le conseguenze delle mie azioni e mi metto a cavallo dell’atomica. Buon 2007.

 

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