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Daniele
Paletta Awards
VINICIO CAPOSSELA “Ovunque proteggi”
(Warner)
CASINO ROYALE “Reale”
(V2)
P J HARVEY “The
Peel Sessions: 1991-2004” (Island)
HERBERT “Scale“
(!K7)
JOAN AS POLICEWOMAN “Real
life” (PIAS)
JULIE’S HAIRCUT “After
dark, my sweet” (Homesleep)
MY BRIGHTEST DIAMOND “Bring
me the workhouse” (Ashtmatic Kitty)
JOANNA NEWSOM “Ys”
(Drag City)
URSULA RUCKER “Ma’at
mama“ (!K7)
YO LA TENGO “I
am not afraid of you and I will beat your ass”
(Matador)
In futuro, ricorderò il 2006 come uno degli
anni più agitati che abbia mai avuto.
E la colonna sonora, ahimè, non è stata
adeguata.
Novità poche, pochissime. A meno di non impazzire
per la nuova mielosissima twee pop band svedese, o per
la milionesima next big thing inglese, ecco.
Ma per fortuna ci sono state splendide eccezioni, come
il capolavoro di Joanna Newsom, o i melodrammi eccellenti
di My Brightest Diamond, o la profondità delle
emozioni del disco di Joan As Policewoman; mi tocca
pure ringraziare la !K7, per i bellissimi dischi di
Matthew Herbert (per una volta prestato al pop, ovviamente
jazzato e ovviamente sperimentale) e soprattutto per
Ursula Rucker, un vero esempio di come si possa fare
arte militante senza essere mai, nemmeno per un istante,
banali.
Se un’annata offre poche novità, è
logico, allora, guardare indietro.
Gli Yo La Tengo, dunque, perchè nonostante “I
am not afraid of you…” abbia un titolo meraviglioso,
non è il loro miglior disco, ma ha delle canzoni
a livello dei loro massimi.
PJ Harvey, perchè queste Peel Sessions sono incredibili
(Dio, ma perchè non sono riuscito a vederla dal
vivo nel suo periodo migliore?).
I Casino Royale, infine, perchè no? Alla faccia
della nostalgia, hanno fatto un disco davvero bello.
A proposito di italiani. Anno piuttosto triste.
Alcuni dischi belli, come quello di Cesare Basile (ma
soprattutto per la produzione di John Parish), o il
ritorno degli Uzeda, o Pillow, o il debutto dei Balck
Eyed Susan, o il carosello psichedelico di Beatrice
Antolini, o ancora la classe incredibile dei Reflue.
Ma poco altro.
E allora, ben vengano Capossela, o la svolta strumentale
dei Julie’s Haircut.
Però, sì, il 2006 non è stato granchè.
Canzoni dell’anno:
“Real life” JOAN AS POLICEWOMAN
“Calling sky” THE YEAR OF
“Pass the hatchet, I think I’m goodkind”
YO LA TENGO
Ballate allo sfinimento:
THE GOSSIP “Standing in the way of control”
NOISETTES “Don’t give up”
PEACHES “Fuck or kill”
Concerto dell’anno:
65 DAYS OF STATIC @ Calamita
Brano peggio rovinato in una nuova versione:
MS. JOHN SODA “No.1”
Dischi incomprensibilmente applauditi:
THOM YORKE “The
eraser”
RAMONA CORDOVA “The
boy who floated freely”
Libro dell’anno:
MATTEO B. BIANCHI “Esperimenti di felicità
provvisoria”
Film dell’anno:
“Shortbus” di JOHN CAMERON MITCHELL
Spettacolo teatrale:
“Elettra” di Hugo von Hoffmanstahl
(regia di Andrea de Rosa)
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