Vai all'homepage di Kalporz MusiKàl!, la rivista musicale di Kalporz Mappa di Kalporz

MusiKàl! - Recensioni, Artisti, News musicali
» Novità Album e Live
» News
» I preferiti di Rokko
» Gli intramontabili
» Kalporzgrafie
» Speciali / Interviste

Osteria - Chiacchiere e Forum
Chiacchiere e Forum

Stalla - Storie in musica
Storie in musica

Municipio - Benvenuti a Kalporz!
Benvenuti a Kalporz!

Cerca un Artista
0-9 A B C D E F G H I
J K L M N O P Q R S
T U V W X Y Z
Ricerca personalizzata

Newsletter
Info & Contatti
Collabora con noi
Pubblicità
Promo e demo
Le Foto su Kalporz
Live in Kalporz

MusiKàl! Awards 2003

Per votare il vostro disco dell'anno cliccate qui

USA 2005 di Hamilton Santià

Era da parecchi anni che non sentivo una tale quantità di ottimi dischi provenienti dai miei personalissimi luoghi del cuore. Il rock americano, forse il genere più vecchio, reazionario e retroattivo di tutti, gode di salute pressoché ottima e molti dei suoi esponenti stanno dimostrando un'ispirazione che i colleghi inglesi si sognano.

Cominciamo da Bruce Springsteen. "Devils & Dust" è un ottimo disco. Solido ed emotivo. I testi sono bellissimi e forse è il suo lavoro più convincente senza la E-Street Band e togliendo "Nebraska". Poi c'è lo stupefacente Ry Cooder, che in "Chavez Ravine" omaggia la storia dimenticata dell'America che semplicemente non riusciva a trovarsi nel progresso capitalista. Un'altra sorpresa sta in Neil Diamond, il cui "12 Songs" sorprende per solidità creativa ed ispirazione. Dopo Johnny Cash, Rick Rubin riesce a salvare e miracolare un nuovo grande vecchio... che sia questo il suo posto dopo anni di crossover?

Anche i giovani virgulti del roots non se la passano male. La nuova stella del firmamento rock Conor Oberst ha pubblicato due di cui solo uno dimenticabile ("Digital Ash In A Digital Urn", loffia elettronica fine a sé stessa). "I'm Wide Awake It's Morning" mescola testi di prima qualità e un'attitudine molto più mainstream che gli ha permesso di vendere parecchie copie in più. Termina il trittico l'ottimo disco live "Motion Sickness", che mostra la band in tutta la sua potenza. Potenza che si avverte anche in "Trials & Errors", live con cui Jason Molina ha salutato il 2005 col nuovo pseudonimo Magnolia Electric Co. Qui su Kalporz abbiam parlato solo della suo ottimo omaggio al Neil Young che fu (quello di oggi, purtroppo, non azzecca un disco da parecchi anni... "Praire Wind", nonostante le belle parole di Michele Sarda su queste pagine, mi suona più come una delusione) in "What Comes After The Blues". Sempre parlando di logorroici iperattivi, come dimenticarci di Ryan Adams e Will Oldham? Il primo ha concepito una trilogia omaggiante la tradizione che, ad eccezione del fantastico "Cold Roses", purtroppo risulta abbastanza altalenante (gli altri due episodi sono "Jacksonville City Nights" e "29"). Il secondo ha dato alle stampe uno dei lavori più commoventi degli ultimi anni col suo "Superwolf" - in compagnia di Matt Sweeney, ex Chavez - e ha sublimato la sua esperienza live con l'ottimo "Summer in the Southeast". Per questo 2006 è prevista la pubblicazione del disco di cover "The Brave and the Bold", suonato assieme ai Tortoise.

Sul versante songwriters troviamo un ottimo Steve Wynn - "...tick ...tick ...tick" - un Lou Barlow in stato di grazia col suo solito e bellissimo disco da loser ("Emoh"), il fenomenale Sufjan Stevens che, con "Illinois", sta dimostrando di essere molto vicino alle coordinate del genio, le stesse che ormai siamo soliti riconoscere in Mark Oliver Everett. "Blinking Lights And Other Revelations" ci riporta gli Eels ai livelli stratosferici cui ci avevano viziato in passato. L'attitudine da cantautori, anche se di gruppo si tratta, la ritroviamo anche negli Okkervil River, il cui "Black Sheep Boy" si presenta come un miracolo inaudito. Forse la cosa più bella che si sia ascoltata in questi ultimi anni di musica rock. Bello da piangere. E i Low, nella nuova e rinnovata formula di gruppo rock: il loro "The Great Destroyer" sottolinea classe sopraffina e grandissimi suoni di chitarra. Merito di Dave Friedman, che dobbiamo ringraziare anche per l'ottimo lavoro con le Sleater-Kinney, alle prese con quello che forse è il loro disco migliore, "The Woods".

Potrei continuare all'infinito. Quest'anno la musica americana non ha dato nessun segno di cedimento e addirittura Jay Farrar (con Son Volt) ha dato alle stampe un disco degno di stima e rispetto... per non parlare del suo ex compagno di avventure Jeff Tweedy, che con il suo live "Kicking Television" ha dimostrato di guidare quello che forse è il miglior gruppo del mondo, ora come ora. Concludo con l'elogio del versante pop. Rogue Wave, "Descended Like Vultures", conferma il nostro trovarsi davanti ad una persona che la melodia non solo ce l'ha dentro (come il mio pallino personale, Josh Rouse), ma riesce a sublimarla in canzoni semplicemente bellissime. E poi c'è il ritorno dei Big Star. Per molti una delusione... per me un vecchio amico che torna al bar di una volta e non è cambiato. E i New Pornographers? Eh, ma quelli sono canadesi...

Scrivi a Hamilton Santià

 

Hamilton Santià Awards
Un anno vissuto da reazionario. Hamilton acclama innanzitutto "Black Sheep Boy" degli Okkervil River e su un podio quasi tutto a stelle e strisce fa salire anche Rogue Wave, Sufjan Stevens, Eels. Vai alla top 10.

 

Dite la vostra
Meglio del 2004, peggio del 2001, simile al 1993, sempre meglio del 1901? Dite la vostra in Osteria.

I precedenti
MusiKàl! Awards 2004 - MusiKàl! Awards 2003 - MusiKàl! Awards 2002 - MusiKàl! Awards 2001

 



Speciali
Intervista a Mathew Jonson (Cobblestone Jazz)
10 anni di Kalporz!
Il rock dell'età adulta
Intervista ai Baustelle
Intervista ai Real Estate
Intervista a The Veils
La Top 100 del decennio
IKEA-POP
"Ti faccio una cassettina!"
tutti gli Speciali

Kalporzgrafie
le monografie di Kalporz
Pixies



Home | MusiKàl | Municipio | Osteria | Stalla

Copyright  © Kalporz 2000-2010. Tutti i diritti riservati

Kalporz su: Facebook (Kalporz / Kalporz Redazione) | MySpace | Twitter