Quando la canzone più breve di un disco
dura più di sette minuti, il titolo si
riferisce a una leggenda celtica e la copertina
è un dipinto che sembra provenire da altri
tempi, è facile pensare a una parolaccia:
prog. Eppure, in queste cinque canzoni
non c’è una sola traccia di pesantezza:
tutto fluisce come acqua, un torrente trasparente
di suoni che non puoi smettere di contemplare.
È un incanto, questo “Ys”,
il secondo disco di Joanna Newsom, e fa quasi
rabbia pensare al talento di una ragazza di soli
ventiquattro anni capace di concepire un album
così ricco, avvolgente, completamente fuori
da ogni percorso. La voce di Joanna si è
addomesticata, si è fatta meno stridula,
e gli scheletri affascinanti d’arpa di “The
milk-eyed mender” si sono coperti degli
abiti più sontuosi: un’intera orchestra,
arrangiata e diretta con mano leggerissima da
Van Dyke Parks, accompagna queste cinque storie.
Storie, non canzoni: ascoltarle è come
entrare nei mondi – ora incantati, ora terribili
– descritti dalle favole, dove l’amore
impossibile tra una scimmia e un orso diventa
perfettamente reale, o dove il desiderio è
tensione di carne acerba e pensiero che occupa
tutto (“Sawdust and diamonds”, con
quel desire ripetuto all’infinito,
ingenuo e carnale come “The kick inside”
di Kate Bush). “Ys” non è solo
un disco: è un’opera completa, sorretta
da una visione che stimola sensi che la musica
di solito non tocca, dalla vista (il quadro zeppo
di simbolismi che ritrae Joanna come una dama
rinascimentale, bella ed enigmatica) al tatto
(i rilievi del retrocopertina, il dipinto riprodotto
all’interno).
Spegnere di colpo lo stereo mentre si ascoltano
queste canzoni riporta a quando eravamo piccoli,
quando mamma chiudeva il libro delle favole e
rimboccava le coperte, e tu rimanevi a fissare
il buio, quasi offeso perché ti avevano
strappato a un mondo infinitamente più
bello del reale, da quelle parole così
semplici, ma con il potere di portarti altrove.
Questo disco scorre leggero, incurante dei minuti
che passano: vive in una dimensione estranea a
tutto. Ed è talmente bello da lasciarti
incredulo.
collegamenti su MusiKàl!
Kate Bush - The
Kick Inside
Van Dyke Parks - Song
Cycle