Staccare la spina è sempre una buona regola
di vita. Più che mai per un gruppo bisognoso
di rinnovarsi, come la Juniper Band dopo il burrascoso
divorzio dall’etichetta Suitesuide. Nati
quasi per caso da un concerto acustico del gruppo
madre, gli You Should Play In A Band suonano come
un devoto e personale omaggio all’America
più oscura, quella sospesa tra dolore e
contemplazione di una band come i Codeine; sorprende,
semmai, che dalla scaletta manchi quella “Lights
from a bar” che aveva portato la band bolognese
alla corte di Thalia Zedek, una delle rappresentanti
più nobili di quella scena, ma qui non
c’è tempo per soffrire di nostalgia,
anzi.
La band, con l’aggiunta di una (bellissima
ma fin troppo presente) voce femminile, mostra
da subito i suoi lati, quello acustico nell’iniziale
“Borders of love” e quello più
complesso in “Our beautiful land”,
una canzone che sembra somma di due diversi brani,
i Codeine a scontrasi con tastiere L’Altra
cuciti assieme da una tromba sfuggita a un film
di Morricone. Da quel momento in poi, gli You
Should Play In A Band si guardano alle spalle,
rivisitando la storia della Juniper Band con grande
risalto all’ultimo “Time for flowers”:
ne spiccano una “Gemini” mandata al
galoppo da un ruspante basso distorto e dal piglio
country, l’avvolgente elettricità
di “Cold bodies” e una “To the
glow” resa nobile da un bellissimo pianoforte.
Come mani giunte verso i propri numi tutelari,
poi, spuntano Neil
Young (un’elettrica ripresa di “When
you dance I can really love”) e Julian Cope,
di cui riprendono una “World war pigs”
simile a un acustico petardo Pixies
fatto scoppiare nel finale. Rispetto alle saturazioni
della band-madre, questo disco fa emergere le
ossa delle canzoni, le fa respirare, le decora
di pianoforti mai così importanti e belli:
un album, e un progetto parallelo, che sarà
meglio non dimenticare.
collegamenti su MusiKàl!
The Juniper Band - Time
For Flowers
The Juniper Band - Intervista
(10-1-2003)
The Juniper Band - Secrets
Of Summer
The Juniper Band - ...Of
Debris And Daylong Dreams
L'Altra - Different
Days
Neil Young - le
recensioni
Julian Cope - Dark
Orgasm
Julian Cope - Citizen
Cain'd
Julian Cope - The
Collection
Julian Cope - Peace
Love & Fuck
Pixies - la Kalporzgrafia