Alcune cose migliorano col tempo, come i buoni
vini e gli Aerosmith". Il giornalista Gerri
Miller esordisce con questa frase, all'interno
della breve
biografia compresa nel booklet di "Young
Lust: The Aerosmith Anthology", l'ultimo
doppio compact della rock band di Boston, uscito
da pochi giorni
nei negozi.
Con oltre 100 milioni di dischi venduti nell'arco
di una carriera ultra trentennale, stropicciati
da ogni tipo d'eccesso possibile - tanto da far
meritare ai leaders Tyler e Perry l'appellativo
di "Toxic Twins" (gemelli tossici) -
il gruppo tira le somme del periodo che va dall'85
al '98. E lo fa con una raccolta che sì
contiene tutti gli hit di quel periodo, ma li
avvicina a composizioni meno note, come la ritmata
"Don't stop", o a cover (alzi la mano
chi sapeva che il film "Air America",
con Mel Gibson, conteneva una rilettura di "Love
me two times" dei Doors). In chiusura del
secondo cd vengono inoltre presentati quattro
brani tratti da "A little south of sanity",
ultimo album live di 4 anni fa che mostra l'energia
sprigionata dal quintetto negli shows, nonostante
l'età media dei suoi membri superi il mezzo
secolo.
La band composta da Steven Tyler alla voce, Perry
e Withford alle chitarre, ed Hamilton e Kramer
alla sezione ritmica, può essere considerata
una delle formazioni più longeve della
musica rock, riuscendo abilmente a reinventarsi
nel corso degli anni. Nella seconda metà
degli anni '80, quando la spirale del successo
cominciava a farsi discendente, riuscirono a tornare
in auge, e a conquistare una nuova generazione
di fans inserendo nel loro sound, già vibrante
di influenze blues e hard rock, elementi riconducibili
al pop.
Questo rinnovamento si può udire nel primo
compact, ascoltando il rock duro e corrosivo delle
prime tracce, come "Let the music do the
talking", seguito dalle più orecchiabili
"Rag doll" o "Dude (looks like
a lady)", quest'ultima inserita anche nella
colonna sonora di "Mrs. Doubtfire".Anche
se nella produzione recente i lenti come "Angel"
e "What it takes" sono più frequenti
e commerciali che in passato, il gruppo non ha
mai rinunciato a canzoni fragorose: "Eat
the rich" e "Living on the edge"
(qui in versione acustica), sono un ottimo esempio
di potenza unita a una melodia che resta in mente
sin dal primo ascolto.
"Young lust" offre 2 ore e mezza di
grande rock, accompagnato dall'ironia (prepotentemente
visibile sulla copertina) che ha da sempre contraddistinto
una delle band più amate ed emulate del
pianeta. Da menzionare, per tutti gli appassionati
di Nu-metal "Walk this way", il primo
successo di genere crossover, suonata coi Newyorchesi
Run DMC, prima che la fusione tra rap e rock venisse
chiamata così. Che volere di più?
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