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Rock Contest

JEFF BECK
You Had It Coming (Epic, 2001)
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di Matteo Cavallari scrivi un'email

Jeff Beck è una delle tante anomalie del rock. Eccellente chitarrista, musicista sensibile ed attento ai nuovi e molteplici volti del blues e del rock, non ha mai conosciuto il vero successo ed una reale consacrazione, perennemente messo in ombra da "cugini scomodi" come Eric Clapton o Jimmy Page.

Eppure Beck, da solo o con altri altrettanto validi artisti, ha proseguito un discorso musicale molto coerente, fondato su un ampliamento del linguaggio chitarristico, in cui lo strumento non diventa solismo fine a se stesso, ma diventa puro canto, capace di trasmettere feeling quanto una vecchia voce blues.

Tutto questo è "You Had It Coming", ultimo lavoro del chitarrista inglese. Già il brano d'apertura, "Earthquake", mette subito le cose in chiaro, ribadendo il fatto che non ci troviamo di fronte ad un imbolsito musicista in pensione. Il brano poggia su un potentissimo riff di chitarra scandito da una batteria altrettanto violenta; un brano di sicuro impatto con cui Beck apre le danze. Tutto l'album è costellato di piccole perle, in cui Beck si confronta con la propria tradizione, il blues bianco degli anni '60, e con altri generi da egli poco praticati (come l'hard rock) o a prima vista estranei.

Effettivamente, alcuni brani danno la sensazione di un incontro/scontro tra i Led Zeppelin e i Chemical Brothers. Le mani nere raffigurate sulla copertina del disco sembrano raccontare la storia di brani come "Roy's Toy", "Dirty Mind", "Left Hook", i quali paiono immergersi nel fango del Mississipi, per poi riaffiorare con pesanti loop di techno-jungle che sembrano nati apposta per accompagnare una musica viscerale e carnale come il blues. "Rollin' And Tumblin'", unico brano cantato, è una miscela tribale in cui la voce intensa, da "campo di cotone", di Imogen Heap, si fonde con i ritmi primitivi e i riff selvaggi di Beck.

È un piacere ascoltare Jeff Beck anche in svisate più "heavy", come nella già citata "Earthquake", e in "Loose Cannon", in cui il nostro sembra aver assorbito e fatto proprio il miglior prog metal anni '90, dai King Crimson ai Dream Theater.
Ma è nei momenti più lirici del disco che Beck tira fuori il suo tocco magico; in brani come "Nadia" o "Suspension", Beck sfodera il suo legato mellifluo, da vero blues man abituato a far cantare, mai sproloquiare, la propria chitarra.
"You Had It Coming" è realmente un viaggio a 360 gradi nell'universo musicale di Jeff Beck, un artista forse sottovalutato dal grande pubblico, ma sempre in grado di trasmettere importanti vibrazioni.


13 febbraio 2001


Track list:

1. Earthquake
2. Roy's Toy
3. Dirty Mind
4. Rollin' And Tumblin'
5. Nadia
6. Lose Cannon
7. Rosebud
8. Left Hook
9. Blackbird
10. Suspension



I commenti
 
Sgt.Pepper
30 agosto 2002
Un disco molto interessante. Purtroppo non ha ricevuto l'attenzione meritata. Da ascoltare.


Francesco,lamezia terme/angus
22 agosto 2002
Che dire!...Un disco cosi non lo esce tutti i giorni...x cominciare i pezzi che fanno capire chi e' veramente beck sono 'earthquake','rollin and tumblin','nadia',una "ballad song" che secondo me rimarra' nella storia con uno slide assurdo ed uno effetto alla chitarra che di piu' non si puo'!insomma il mio voto e' 10 e lode


marco
22 luglio 2001
Ho avuto la fortuna sfacciata di fare le vacanze in corsica, ed in questo periodo, in un paesino del nord nello specifico Patrimonio, si è svolta la dodicesima manifestazione della "les nuits de la guitare". Insomma per farla breve la sera del 18 luglio ho assistito al concerto di jeff beck accompagnato da tre musicisti fantastici:jennifer batton chitarra; randy hope-taylor basso; andy gangadeeon alla batteria.
Il concerto è stato grandioso, favoloso e travolgente, risvegliando un tranquillo paese dedito alla coltivazione di viti e produzione di vino.
Consiglio a tutti di assistere ad un concerto del grande BECK.



Fabrizio
16 giugno 2001
Seguo da tempo le acrobazie di questa stella.
Suono nello stile dei suoi "cugini(Page e Clapton)" ma è nella sua musica che trovo la libertà di chi, sotto sotto, se ne frega con furia, eleganza e convinzione.
Ascoltate I'am a man fatta da lui..e poi quella di Clapton.
Ascoltate pure Django Reinhardth, vi sorprenderà scoprire che Beck in fondo..è tutto fuor che ignorante.
Spero che possiate comprendere che per un chitarrista non è adulazione ma solo ammirazione profonda per un maestro indiscusso e indiscutibile come El-Becko(provate a rifare fedelmente la parte finale di All Shock Up di Truth........)



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