Sapete come succede con certi dischi. Li cercate
invano per mesi fino a che vi sembrano fantasmi.
Ne leggete un mucchio di elogi e di critiche entusiastiche
e più cresce la curiosità più
il disco sembra irraggiungibile. E così
quando, magari per caso, riuscite a scovare quell'album
cercato così a lungo, lo accostate con
timore, quasi temete di rimanere delusi. Certo,
quando un disco è davvero grande come "You
Forgot It in People", allora resta solo l’entusiasmo
di fronte ad un tale incanto.
Le voci a proposito di "You Forgot It in
People" iniziano a diffondersi nei primi
mesi dello scorso anno quando i Broken Social
Scene, un collettivo di musicisti di Toronto,
pubblicano il disco in Canada e negli Stati Uniti.
Ci vuole un anno perché venga distribuito
in Italia, e ai più sfortunati ci è
voluto ancora di più per procurarselo.
Ma l'attesa è ripagata, perché i
Broken Social Scene riescono in un'ora scarsa
di musica a riprendere le fila dell'indie rock
americano del passato recente, dai Sonic
Youth ai Dinosaur Jr innanzitutto, coniugandola
con la vocazione agli esperimenti e ai suoni stratificati
dei My Bloody Valentine di Kevin Shields e a certe
atmosfere suadenti dei primi avventurosi dischi
di post rock.
Così "You Forgot it in People"
affiora dai suoni rarefatti di un frammento strumentale
intitolato "Capture the Flag", per poi
precipitare per le chitarre sferraglianti di "KC
Accidental". Forse la dote più stupefacente
di questo strano gruppo chiamato Broken Social
Scene è riuscire ad incidere un disco così
pieno di contrasti mantenendo comunque un'unità
di fondo.
Così bravi a raccogliere l’eredità
dei Sonic Youth più attenti alle melodie,
"Stars and Sons" e "Cause=Time",
entrambi eccellenti, per poi offrire come contraltare
le note eteree di "Late Nineties Bedroom
Rock for the Missionaries" e " Looks
Just Like the Sun", in cui affiorano sfumature
vocali che profumano perfino di soul. Senza dimenticare
strumentali sognanti di scuola Yo La Tengo, "Pacific
Theme", e poi la filastrocca intitolata "Anthems
for a Seventeen Year-Old Girl", appoggiata
su un tappeto di archi e su un crescendo irresistibile.
Soprattutto il gruppo canadese possiede una scrittura
che sa illuminarsi in modo inatteso. Prima in
un brano pieno di adrenalina e di chitarre di
grande impatto come "Almost Crimes",
poi in una splendida ballata eterea come "Lover's
Split". Fino ad arrivare ad una grande canzone
come "I' Still Your Fag", tra folk e
jazz seguendo le orme di Nick
Drake. Tutto questo tenuto insieme in tredici
episodi incantevoli. Un lunga attesa ripagata.
collegamenti su MusiKàl!
Sonic Youth - la Kalporzgrafia
Yo La Tengo - Summer
Sun
Yo La Tengo - And
Then Nothing Turned Itself Inside-Out
Yo La Tengo - Fakebook
Nick Drake - la Kalporzgrafia