Gli assoluti campioni del mondo. Gli Yo La Tengo
mandano tutti a casa ben consci di essere il miglior
gruppo "indie" (inteso come senso di indipendenza,
attitudine e suono di cui sono fieri portabandiera.
Non ha niente a che fare con le cialtronate da
New Musical Express...), nonché l'unico
veramente autentico attualmente in circolazione.
Quando i tre di Hoboken non sono in giornata sono
comunque capaci di tirarti fuori un concerto pazzesco.
A Milano sono, invece, presi benissimo e per il
Rainbow è una figata unica. Due ore e mezzo
di puro orgasmo sonoro che, se escludiamo la parentesi
"pop" dedicata ai pezzi col pianoforte dell'ultimo
disco, ha puntato tutto sul volume, sulle distorsioni
e sulle convulsioni della chitarra di Ira Kaplan.
Le orecchie del pubblico sono andate completamente
fuori uso sulle alte frequenze per i soli di chitarra
di una Fender Stratocaster che gioca a fare la
sega elettrica. "Pass the Hatchet...", "Tom Cortenay"
(a dire il vero un po' buttata lì come contentino,
vabbè), "Sugarcube" (LA canzone), una cover di
"Sheena is a Punk-Rocker" dei Ramones. Tutto il
necessario per rendere un concerto bellissimo
un concerto speciali. Di quelli che: "Ehi, per
tutto questo cazzo di anno ho ascoltato e visto
roba inutile!" Alla fine questi tre sfigati di
quasi 50 anni tirano merda sul cadavere puzzolente
della musica indipendente facendo capire che loro
sono vivi e lottano assieme a noi. Puro rumore
bianco direttamente dalla generazione-x che non
aveva il coraggio di drogarsi. E per fortuna,
dico io. Perché gli Yo La Tengo devono continuare
a girare il mondo e far sanguinare le orecchie.
Nei grandi festival come nei piccoli club. Perché
se a Barcellona hanno fatto il concerto della
vita qui non è che sono andati così distanti.
Anzi. Solo per il fatto che avevano tutta la serata
a disposizione si sono permessi di comportarsi
da cazzoni. Che è un po' l'ultima cosa che ti
aspetti da gente del genere. Vabbè. Resta il fatto
che alla fine delle due ore non solo ne sentiresti
altre cinque, sei, dieci. Ma ti viene addirittura
voglia di tornare a casa e rimetterti ad ascoltare
tutti i dischi perché ti sei ricordato di QUANTO
siano indispensabili, fondamentali e belli.
Ah. Dimenticavo. Un concerto degli Yo La Tengo
è bellissimo. Ma quando c'è "I Heard You Looking"
diventa qualcosa di oltre. Per la "I Heard You
Looking" di Milano non solo vale la pena vivere,
ma anche morire. 'che tanto hai visto & sentito
tutto quello che c'era da vedere & sentire. Cosa
ti resta d'altro? I Teenage Fanclub che suonano
tutto "Bandwagonesque"... mi do ancora una settimana
di vita. Poi non ce la potrò fare...
collegamenti su MusiKàl!
AA.VV. - Primavera
Sound Festival 2006
Yo La Tengo - I
Am Not Afraid Of You And I Will Beat Your Ass
Yo La Tengo - Prisoners
of Love
Yo La Tengo - Summer
Sun
Yo La Tengo - And
Then Nothing Turned Itself Inside-Out
Yo La Tengo - Fakebook
Teenage Fanclub - Man-Made