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YES
Concerto a Vado Ligure (Savona) (12 luglio 2003)
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di Federico Olmi scrivi un'email

foto di Armando Gallo www.leorme.org

Mentre i volti sono sempre più segnati dalle rughe la musica non invecchia. È per questo che, quando ci chiediamo che senso abbia il persistere sulla scena dei grandi vecchi, la risposta che ci diamo non può essere che una: riascoltare i classici del rock dal vivo contribuisce a mantenerli freschi nella memoria storica, a ricordarci che ad ogni "poi" non può che corrispondere un imprescindibile "prima".

Certo, quando si tratta di una band come gli Yes - rarissimo esempio, insieme ai King Crimson (e, almeno parzialmente, alla PFM), di formazione dell'epoca progressive mantenutasi a livelli qualitativi (e dunque produttivi) quasi sempre accettabili e talvolta sopra la media - non si può parlare di puro e semplice revival. Ma è anche vero che gli Yes non sono i King Crimson, che si possono permettere di non suonare nulla di anteriore agli anni ottanta ottenendo comunque il plauso dei fan; pur potendo osare qualche puntatina nei decenni successivi figurando piuttosto bene, è innegabile che per Anderson & C. gli anni settanta rimangano il principale polo d'attrazione. Se poi in mezzo alle tastiere, in occasione del Full Circle Tour, si va a collocare un signore di nome Rick Wakeman, la macchina del tempo ci risucchia, sbuffa a più non posso, sussulta felice e ci sputa fuori nel biennio 1972-'73.

La formazione è la stessa del live "Yessongs"; da tempo non si vedevano - e soprattutto sentivano - Yes così "completi": Jon Anderson, Steve Howe, Chris Squire, Rick Wakeman, Alan White; niente più seconda chitarra e tastierista russo (Billy Sherwood e Igor Khoroshev) o grandiosità orchestrali: ritorno alle origini, puro e semplice yessound con pochi orpelli e tanta sostanza.

Sul prato del campo sportivo di Vado Ligure, la seconda e ultima data italiana del tour (seguíta a quella romana) non ha derogato dalla scaletta ormai collaudata da mesi. Alle note registrate della stravinskiana "Firebird Suite", che accompagna l'ingresso dei musici sul palco, segue a ruota "Siberian Khatru" (tutto esattamente come trent'anni fa!); poi qualcosa dell'ultimo "Magnification"; molto, molto "Fragile", forse troppo (a scapito di "The Yes Album", dove però, è bene ricordarlo, non suona Wakeman…); la pesante e un po' bolsa "Awaken" (ormai da alcuni anni incomprensibile punto fermo dei concerti degli Yes); virtuosistiche esibizioni personali: Wakeman ripropone immancabilmente assaggi della sua pomposissima opera rock "The Six Wives Of Henry VIII", Howe, come al solito, si sovraincide dal vivo praticamente senza muovere le mani, Squire duetta con White in una divertente improvvisazione imbastita su pezzi del gruppo, Anderson recita i suoi slogan ecologisti, canta la nuova "Show Me" e fortunatamente non accenna a perdere la voce.

Tutto secondo copione, direte: sì, è vero, verissimo, ma bello lo stesso; la prevedibilità è ampiamente compensata dalla qualità della musica e del suono: quasi un'ora e mezza di assoluta gioia per l'orecchio, dove ancora una volta è stato dato di apprezzare quella che costituisce forse la caratteristica più tipica degli Yes: il dialogo e il continuo scambio di ruoli fra chitarra e basso, fra le due chitarre, potremmo dire, considerato come Chris Squire utilizza il suo strumento.

Fra mirabolanti assoli di Howe e duelli di velocità (Howe e Wakeman in "South Side Of The Sky") la macchina del tempo funziona quasi perfettamente e l'orecchio si illude beato; solo gli occhi, trascurando le note, si accorgono delle rughe…


SCALETTA:
- Siberian Khatru (Close To The Edge)
- Magnification (Magnification)
- Don't Kill The Whale (Tormato)
- In The Presence Of (Magnification)
- We Have Heaven (Fragile)
- South Side Of The Sky (Fragile)
- And You And I (Close To The Edge)
- Assolo di Steve Howe: To Be Over + The Clap (Relayer + The Yes Album)
- Assolo di Jon Anderson: Happy Birthday To Everyone + Show Me
- Assolo di Rick Wakeman: estratti da The Six Wives Of Henry VIII (album omonimo)
- Heart Of The Sunrise (Fragile)
- Long Distance Runaround (Fragile)
- Duetto Chris Squire-Alan White: The Fish + Tempus Fugit + On The Silent Wings Of Freedom (Fragile + Drama + Tormato)
- Awaken (Going For The One)

BIS:
- I've Seen All Good People (The Yes Album)
- Roundabout (Fragile)



collegamenti su MusiKàl!
Yes - la Kalporzgrafia
King Crimson - le recensioni
P.F.M. - Storia di un minuto
P.F.M. - Per un amico
P.F.M. - Live in Japan 2002
P.F.M.
- Concerto al Palasport di Parma



23 luglio 2003




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