Iron & Wine, ovvero Sam Bean. Reduce dall’apprezzato
“Our
Endless Numbered Days” che gli ha permesso
di diventare una sorta di culto del pop contemporaneo.
Qui lo scarto sonoro si fa comunque corposo: innanzitutto
chitarra elettrica, pianoforte e archi finora
erano elementi estranei all’architettura
musicale del compositore statunitense, e la sua
voce calda ed evocativa è raddoppiata,
rafforzata, approfondita da quella della sorella
Sarah.
E tutto questo non è certo casuale: qui
Bean canta il futuro da monarca della donna, e
lo fa prendendo a modello eroine bibliche come
“Jezebel”. La voce femminile diventa
dunque qualcosa di ben più compendioso
di un semplice orpello western. La title-track
è un perfetto country, con la slide guitar
in evidenza e percussioni ossessive, costretta
a una fine tronca. La musica di Iron &Wine
è tutto tranne che rivoluzionaria, anzi.
Siamo di fronte a un conservatorismo musicale
totale, gli elementi standard non vanno mai incontro
a una rilettura o a deframmentazione ma vengono
altresì elevati a icone, immagini sacre
da perseguire cocciutamente.
Tutto questo si fa evidente in brani come “Evening
On the Ground” o nella sottomessa e rilassante
“In My Lady’s House”: il riferimento
più immediato che viene da fare è
quello che porta alla ribalta il nome del mai
troppo compianto Johnny Cash, e non solo per una
questione meramente musicale. L’afflato
tardivamente epico, l’approccio alla composizione
musicale non sembrano differire particolarmente
dall’esempio portato avanti dal cantautore
scomparso un anno e mezzo fa. E quando Sam Bean
traccia le scarne linee guide per il canto del
cowboy solingo in “Freedom Hangs Like Heaven”
dubito che qualcuno possa stupirsi del risultato
e dei mezzi messi in pratica per raggiungerlo.
Il signor Iron & Wine occupava una posizione
privilegiata appena un anno fa, dopo l’uscita
di “Our Endless Numbered Days”: avrebbe
potuto iniziare a proporre mini-cloni e cavalcare
l’onda. E non è detto che non lo
faccia; ma per ora ha preferito uscirsene con
un EP di sei brani, senza particolare clamore
e cercando almeno in parte di mutare le direttrici
sonore. Producendo un piccolo album di neo-standard
interpretati con classe.
collegamenti su MusiKàl!
Iron & Wine - Our
Endless Numbered Days
Johnny Cash - American
Recordings IV: The Man Comes Around
Johnny Cash - American
III: Solitary Man