Vai all'homepage di Kalporz MusiKàl!, la rivista musicale di Kalporz Mappa di Kalporz

MusiKàl! - Recensioni, Artisti, News musicali
» Novità Album e Live
» News
» I preferiti di Rokko
» Gli intramontabili
» Kalporzgrafie
» Speciali / Interviste

Osteria - Chiacchiere e Forum
Chiacchiere e Forum

Stalla - Storie in musica
Storie in musica

Municipio - Benvenuti a Kalporz!
Benvenuti a Kalporz!

Cerca un Artista
0-9 A B C D E F G H I
J K L M N O P Q R S
T U V W X Y Z
Ricerca personalizzata

Newsletter
Info & Contatti
Collabora con noi
Pubblicità
Promo e demo
Le Foto su Kalporz
Live in Kalporz

NINE INCH NAILS
With Teeth (Interscope, 2005)
segnala questa recensione 
di Raffaele Meale scrivi un'email

1989: “Pretty Hate Machine”.
1992: “Broken” (EP).
1994: “The Downward Spiral”.
1999: “The Fragile”.
Fino a pochi mesi fa Trent Reznor poteva tranquillamente e a ragion veduta essere considerato lo Stanley Kubrick della musica, o anche il David Lynch – con il quale non a caso aveva collaborato all’epoca di “Lost Highway” -. Come i due celebri cineasti viveva una vita solinga, misteriosa e pubblicava poche opere, tutte a straordinari livelli di eccellenza. Fino a pochi mesi fa, per l’appunto: perché un lavoro banale e sciatto come “With Teeth” i registi citati non lo avevano mai sfiorato. Neanche il Kubrick inesperto e pesantemente metaforico di “Fear and Desire”, neanche il Lynch sottovalutato di “Hotel Room”.

Perché l’ultima fatica partorita dalla mente geniale di Reznor è francamente inqualificabile. Ho provato in tutti i modi a cercare un punto di appoggio che potesse salvare “With Teeth” dalla bocciatura più totale, ma è stato inutile: chi cerca di nascondere le pochezze dell’album dietro la scusa della classe casca male, a meno di voler considerare di classe una canzone agghiacciante come “The Collector”. D’altro canto chi si arrampica sugli specchi definendolo “l’omaggio di Reznor alle melodie pop” prende un parziale abbaglio; l’album è effettivamente uno dei più melodici della sua ristretta discografia ma questo non equivale automaticamente a un pregio. Di fatto, le melodie presenti nel seguito di “The Fragile” sono monche, prive di qualsiasi forza come espone prepotentemente “The Hand That Feeds”, scelto come singolo di lancio e paradigma della postura contorta di Reznor che qui appare come l’Eddie Vedder più banale visto in circolazione.

Difficile dunque comprendere il perché di un lavoro del genere, visto e considerato che di tempo a disposizione il simpatico Trent se n’era preso a sufficienza per partorire un doppio di ottimo livello: verrebbe naturale ipotizzare l’esaurimento delle scorte d’inventiva, anche fisiologico ma che a questo punto ci metterebbe davanti alla necessità di considerare l’uomo/Nine Inch Nails come niente più che una splendida meteora. È abbastanza netta la sensazione di trovarsi di fronte a un clone malriuscito di “The Fragile”, musica continuamente ritorta su se stessa, del tutto priva di originalità e anche incapace di straziare e squarciare i veli della normalità come eravamo abituati ad ascoltare. Qui tutto suona falsamente pacificato, encefalogramma piatto che copre come una coperta protettiva la genialità di un tempo; a tratti è possibile commuoversi e lasciarsi trascinare via da “Right Where It Belongs” (sicuramente il miglior brano del lotto), ma anche in questo caso sembra venire meno il tassello fondamentale per concludere il mosaico. E quando lo sguardo diventa retrospettivo (“Only”, “You Know What You Are”) la puzza di stantio e di marcio si fa insostenibile.

Avrei voluto salutare il ritorno sulle scene dei Nine Inch Nails dopo un’assenza di sei anni con peana e grida di giubilo, mi trovo costretto a storcere il naso e a bocciare, senza dare possibilità di replica. Aspetterò con pazienza il nuovo lavoro di Trent Reznor, ma forse sarà l’ultima possibilità concessa. Nella speranza – certezza? Non più purtroppo – che non mi deluda ulteriormente.

collegamenti su MusiKàl!
Pearl Jam - le recensioni
Puorz du Cinéma -
Lynch, un alchimista intrappolato nel sogno

 



4 agosto 2005


Track list:

1. All the Love in the World
2. You Know What You Are
3. The Collector
4. The Hand That Feeds
5. Love is Not Enough
6. Every Day is Exactly the Same
7. With Teeth
8. Only
9. Getting Smaller
10. Sunspots
11. The Line Begins to Blur
12. Beside You in Time
13. Right Where It Belongs
14. Home



I commenti
 

aggiungi il tuo commento!
torna su




»
NOVITA'
le ultime recensioni

Giobia – Hard Stories

The Drums - The Drums
The Pineapple Thief - DSomeone Here Is Missing

Miss Fräulein - The Secret Bond

The Chemical Brothers - Further

»
CONCERTI
gli ultimi recensiti
AA.VV. - Italia Wave 2010 (Livorno)
AA.VV. - Primavera Sound (Barcellona)
LCD Soundsystem + !!! - Piazza Castello (Ferrara)
AA.VV. - Reeson Electric Festival (Roma)
Il Teatro degli Orrori - Bier Garten (Palermo)

»
ROKKO-BEAT
i preferiti di Rokko
The Antlers - Hospice
Soap & Skin - Lovetune For Vacuum
Doves - Kingdom Of Rust
Shearwater - Rook
Gnarls Barkley - The Odd Couple

»
EVER-KALPORZ
gli intramontabili
Alice In Chains - Jar Of Flies
Air - Moon Safari
Cult - Love
Primal Scream - Screamadelica
Einsturzende Neubauten - Fünf Auf Der Nach Oben Offenen Richterskala



Home | MusiKàl | Municipio | Osteria | Stalla

Copyright  © Kalporz 2000-2010. Tutti i diritti riservati

Kalporz su: Facebook (Kalporz / Kalporz Redazione) | MySpace | Twitter