Cronologicamente sono passati solo tre anni
da "Disintegration",
ma musicalmente siamo a secoli di distanza. Nel
1991 è stato pubblicato "Nevermind"
dei Nirvana, e da allora il mondo del rock è
stato stravolto: si parla di un nuovo suono, quello
di Seattle (che sarebbe proposto, oltre ai Nirvana,
da Pearl Jam,
Alice in Chains e Soundgarden), di un nuovo genere
(il Grunge), di una generazione che preferisce
alle pantomime e all'appariscenza del pop anni
'80 (Queen, Duran Duran, Spandau Ballet) il nichilismo
e l'anarchia del noise e dell'underground (Sonic
Youth, Husker Du, Pixies
e Jane's Addiction).
In tutto questo un gruppo come i Cure sembrerebbe
tagliato fuori da qualsiasi discorso commerciale.
Robert Smith non si scompone più di tanto,
consapevole della difficoltà di far rientrare
la sua creatura in un qualsiasi cliché
musicale, e decide di continuare per la sua strada.
Chi è portato ad aspettarsi un'inclinazione
della band verso la novità rimane presto
deluso: "Open", brano di apertura di
"Wish", è un tipico brano/Cure,
così come "High", dalla perfetta
cadenza pop. Robert Smith sposta nuovamente l'ago
della bilancia verso territori pop, ma al contrario
di "Kiss
Me Kiss Me Kiss Me" la sua ispirazione
è ai massimi livelli e sia nei brani più
pop ("Wendy Time"), sia in quelli più
cupi e riflessivi ("Apart"), si respira
un'aria pura e lieve. In alcuni brani si nota
un nuovo interesse verso la chitarra distorta,
come in "From the Edge of the Deep Green
Sea". Uno dopo l'altro si susseguono i brani,
con una fluidità e una dolcezza raramente
riscontrabili in un'opera musicale: la splendida
ballata "Doing the Unstuck", l'eccezionale
e oramai storica "Friday I'm in Love",
la dolce e pacificante "Trust", l'emozionante
"A Letter to Elise".
Prima di terminare l'album (così come
da principio si assisteva ad un "Open"
alla fine emblematicamente si assiste ad un "End"),
Robert Smith svela candidamente di "To Wish
Impossible Things", ed è bello vedere
un uomo più volte sull'orlo del tracollo
(durante "Faith"
e "Disintegration") capace ogni volta
di riemergere dalle proprie ceneri e di ricomporsi
e capace ogni volta di regalare emozioni così
profonde, così uniche. Si, veramente uniche...
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