Ed eccoci qui a parlare del nuovo album degli
Shins. Per quel che può valere il mio punto
di vista, ero tra quelli che aspettavano con ansia
questo nuovo cd. Vuoi perché degli Shins
adoro praticamente ogni cosa, vuoi perché
credo che un disco come "Chutes
Too Narrow" sia uno di quei miracoli difficili
da ripetere. Insomma. Però non si vive
di soli ricordi ed aspettative ed arriva ordunque
il momento di affrontare la realtà dei
fatti. Anche perché adesso non stiamo parlando
del gruppettino indie che ci ascoltiamo in sei
dandoci di gomito, ma di una band fatta e finita
che ha venduto oltre un milione di copie, è
finita nelle colonne sonore dei film giusti ed
ha dato il via a tutta una serie di gruppi pop
che hanno cercato di mettere in moto un vero e
proprio tazebao degli sfigati. E sì, insomma,
non ci sono riusciti. Vabbè. Guarda qui
e guarda là che comunque gli Shins sono
uno dei più importanti gruppi contemporanei
e anche Blow Up (mecojoni!) li mette in copertina.
Perché? Perché "Wincing The Night
Away" è un bel disco.
"Ehi, Hamiltonsantià, sei sicuro?"
"Sì..."
"Nessuna riserva?"
"No no. E' bello, eh..."
"Ma..?"
"No niente, è solo che..."
... è solo che questo disco ha tutta l'aria
di uno di quei lavori che devono piacere per forza
perché tutti ne parlano bene e, capito,
non puoi mica far la figura del fesso. Niente
di male, è giustissimo che questo disco
piaccia. Solo che, dopo averlo ascoltato tra le
venti e le trenta volte, non sono ancora riuscito
ad innamorarmi veramente di una canzone, non sono
ancora entrato nel tessuto di questi arrangiamenti
che sì, certo, sono un po' più complicati
ed oscuri del passato power-pop, ma nessun'astrusità
di sorta. Che cazzo, però. In giro leggo
di gente che non può più farne a
meno. E la invidio, perché piacerebbe tantissimo
anche a me non poter più fare a meno del terzo
disco degli Shins, soprattutto per tutto quello
che provo per "Chutes Too Narrow" e "Oh,
Inverted World" (che, tra le altre cose, è
oggettivamente inferiore - negli intenti, nella
musica, nella prospettiva - a "Wincing The Night
Away")...
"Ma insomma, parla chiaro. Cosa non va in questo
disco?"
"Eh... le canzoni non sono così incisive..."
"Cazzate! Hai sentito 'Phantom Limb'? Pura Elephant6
in salsa power-pop..."
"No. Il power-pop non c'è."
"Beh, sono pur sempre più malinconici di
prima..."
"Certo, questo lo capisco... Ma sembrano più
macchinosi. Ho capito il concetto e l'idea di
portare avanti l'idea musicale, ma dopo ascolti
e ascolti il disco sembra girare a vuoto. Non
c'è un'idea FORTE che possa essere perno."
"Questa cosa non significa un cazzo."
"Fammi indovinare, tu hai un blog?"
"E anche il myspace"
"Sì... Quello anche io. Comunque, tornando
alle canzoni. Belle sono belle. Ma finisce lì.
Una volta non vedevo l'ora di tornare a casa per
riascoltarmi 'Chutes Too Narrow', non avevo ancora
l'I-Pod. Ora invece, boh, sembra quasi debba ascoltarlo
perché BISOGNA farlo." "Cazzate. Cazzate
e cazzate. Sei solo uno che scrive recensioni,
non devi per forza capire di musica. Se no capiresti
la purezza e l'estasi di canzoni come 'Split Needles'
e 'Australia'..."
"In effetti credo che 'Australia' e 'Split Needles'
siano i pezzi più riusciti dell'album.
Sopratutto la coda finale dell'ultima, così
psichedelica." "Ecco. Ora ogni cosa per te sa
di psichedelia."
"Ma è vero."
"Sbagliato certo non è."
Insomma, non sono un amante deluso. Perché
comunque "Wincing The Night Away" è bello.
Però non farò a cazzotti per ascoltarlo
e credo fin da ora che non finirà nelle
tanto temibili classifiche di fine anno. E pensare
che siamo a febbraio. Qui si sta male sul serio.
collegamenti su MusiKàl!
The Shins - Chutes
Too Narrow
The Shins - Oh,
Inverted World