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THE WHITE STRIPES
White Blood Cells (XL Recordings, 2001)
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recensione di M & R scrivi un'email


I White Stripes, giunti con questo "White Blood Cells" al terzo disco, sono due fratelli, o almeno così dichiarano loro. Jack White canta e suona chitarra e tastiere, Meg White si occupa della batteria e saltuariamente si dedica alla voce. Nient'altro, nessun altro musicista, soltanto i due fratelli. Semplicità e tanto entusiasmo.

Ed è da gruppi come questo, o come gli Strokes, e da questa attitudine che riparte la rinascita del rock americano. Anche se i White Stripes non sono di New York, arrivano da Detroit e la cosa si sente parecchio. Le radici dissotterrate e rivitalizzate sono più antiche, partono dal blues, dal country, dal soul e si scontrano con il punk. Un po' come la Jon Spencer Blues Explosion, ma l'atmosfera qui è meno sguaiata, più concentrata e attenta alla scrittura delle canzoni. I fratelli White ne danno prova nell'attacco fulminante di "Fell in love with a girl", esempio scintillante di punk, nel rock'n'roll stravolto di "I think I smell a rat", o nella scarna e intensa "Dead leaves and the dirty ground". O ancora nel country stravolto della saltellante "Hotel Yorba" e di "Now Mary", nel soul "I'm finding it harder to be a gentleman" e nella vena psichedelica di "The union forever".

Dimostrando comunque una qualità di scrittura sorprendente Gli esempi più fulgidi "The same boy you've always known", una melodia incantevole che riporta alla mente i Big Star e "We're going to be friends", splendida ballata acustica che avvicina Elliott Smith.


Recensioni collegate
The White Stripes - Elephant
Strokes
- Is This It
Elliot Smith - Figure 8



19 novembre 2001


Track list:

1. Dead leaves and the dirty ground
2. Hotel Yorba
3. I'm finding it harder to be a gentleman
4. Fell in love with a girl
5. Expecting
6. Little room
7. The union forever
8. The same boy you've always known
9. We're going to be friends
10. Offend in every way
11. I think I smell a rat
12. Aluminium
13. I can't wait
14. Now Mary
15. I can Learn
16. This protector



I commenti
 
Marty
13 luglio 2003
dato che non uso scrivere recensioni e commenti su ascolti che considero negativi, questo di cui vi sto parlando è evidentemente un album che mi ha colpito particolarmente. Infatti giudico questa grande opera una delle più significative e notevoli degli ultimi anni. I white stripes sono i poeti del nuovo rock. Ascoltare per credere! Ciao a tutti. PEACE!


FedeZ
29 marzo 2002
Magnifico. Non è un cd, ma una compilation di pezzi di bravura. Finchè non scopri che sono solo in due a suonare credi che tutto sia possibile e regolare, ma poi rimani stupefatto da quello che senti. Magnifico. Duttile e pieno di ritmo. Unico neo la disposizione non ottimale dei brani. Grandioso l'alternarsi di pezzi come Now Mary a Hotel Yorba fino alla più bella, a mio modesto giudizio: Fell in love with a girl. Gran bei testi e molto profondi. Complimenti ancora


ANDREA
10 marzo 2002
Tipico British sound anni 60;si alternano ballate a pezzi rock molto ben suonati.Questo disco è sicuramanete da comprare per chi è convinto che il rock non è più come una volta.


domen
19 febbraio 2002
li ho ascoltati allla ricordi ed ho subito comprato il cd, sono molto potenti.

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