I
White Stripes, giunti con questo "White Blood Cells"
al terzo disco, sono due fratelli, o almeno così
dichiarano loro. Jack White canta e suona chitarra
e tastiere, Meg White si occupa della batteria e
saltuariamente si dedica alla voce. Nient'altro,
nessun altro musicista, soltanto i due fratelli.
Semplicità e tanto entusiasmo.
Ed è da gruppi come questo, o come gli Strokes,
e da questa attitudine che riparte la rinascita
del rock americano. Anche se i White Stripes non
sono di New York, arrivano da Detroit e la cosa
si sente parecchio. Le radici dissotterrate e rivitalizzate
sono più antiche, partono dal blues, dal
country, dal soul e si scontrano con il punk. Un
po' come la Jon Spencer Blues Explosion, ma l'atmosfera
qui è meno sguaiata, più concentrata
e attenta alla scrittura delle canzoni. I fratelli
White ne danno prova nell'attacco fulminante di
"Fell in love with a girl", esempio scintillante
di punk, nel rock'n'roll stravolto di "I think
I smell a rat", o nella scarna e intensa "Dead
leaves and the dirty ground". O ancora nel
country stravolto della saltellante "Hotel
Yorba" e di "Now Mary", nel soul
"I'm finding it harder to be a gentleman"
e nella vena psichedelica di "The union forever".
Dimostrando comunque una qualità di scrittura
sorprendente Gli esempi più fulgidi "The
same boy you've always known", una melodia
incantevole che riporta alla mente i Big Star e
"We're going to be friends", splendida
ballata acustica che avvicina Elliott Smith.
1.
Dead leaves and the dirty ground
2. Hotel Yorba
3. I'm finding it harder to be a gentleman
4. Fell in love with a girl
5. Expecting
6. Little room
7. The union forever
8. The same boy you've always known
9. We're going to be friends
10. Offend in every way
11. I think I smell a rat
12. Aluminium
13. I can't wait
14. Now Mary
15. I can Learn
16. This protector
I
commenti
Marty 13 luglio 2003
dato
che non uso scrivere recensioni e commenti
su ascolti che considero negativi, questo
di cui vi sto parlando è evidentemente
un album che mi ha colpito particolarmente.
Infatti giudico questa grande opera una delle
più significative e notevoli degli
ultimi anni. I white stripes sono i poeti
del nuovo rock. Ascoltare per credere! Ciao
a tutti. PEACE!
FedeZ 29 marzo 2002
Magnifico.
Non è un cd, ma una compilation di
pezzi di bravura. Finchè non scopri
che sono solo in due a suonare credi che tutto
sia possibile e regolare, ma poi rimani stupefatto
da quello che senti. Magnifico. Duttile e
pieno di ritmo. Unico neo la disposizione
non ottimale dei brani. Grandioso l'alternarsi
di pezzi come Now Mary a Hotel Yorba fino
alla più bella, a mio modesto giudizio:
Fell in love with a girl. Gran bei testi e
molto profondi. Complimenti ancora
ANDREA 10 marzo 2002
Tipico
British sound anni 60;si alternano ballate
a pezzi rock molto ben suonati.Questo disco
è sicuramanete da comprare per chi
è convinto che il rock non è
più come una volta.
domen 19 febbraio 2002
li
ho ascoltati allla ricordi ed ho subito comprato
il cd, sono molto potenti.