Un fantastico ritorno, quello di Keith Jarrett! Dopo tre
anni in cui la malattia gli ha impedito di esibirsi, Jarrett
ritorna, con lo Standards Trio, per un concerto straordinario,
al Palais des Congrés di Parigi. Il Trio dimostra di
avere mantenuto tutta la sapiente armonia su cui si fonda
la sua musica: Jarrett è un leader carismatico, certamente,
ma che mai prevarica gli altri musicisti. Agli straordinari
lirismi del suo pianoforte, infatti, si affiancano la ritmica
di DeJonhette, sofisticata e ricca di personalità,
e il basso di Peacock, perfettamente in sintonia.
Tra i brani di questo doppio cd, indimenticabile "Whisper
Not", che dà il titolo all’intero album: le mani
di Jarrett sembrano scivolare sulla tastiera, giocando con
la melodia, trasformandola e dilatandola, per poi riprenderla
fra gli applausi del pubblico. Poi "Round Midnight",
ormai un vero e proprio simbolo della musica jazz, in cui
spicca l’eredità del bebop, quasi un omaggio a Thelonious
Monk, soprattutto nelle battute iniziali, mentre DeJonhette
inventa un accompagnamento insolito quanto suggestivo. Travolgente
"What Is This Thing Called Love", in cui Peacock
trova spazio per uno dei suoi migliori assolo, e semplicemente
perfetta "Prelude To A Kiss", in cui piano e contrabbasso
dialogano in un’atmosfera rarefatta e sognante.
Alcuni critici hanno sottolineato come sia evidente, nella
tecnica di Jarrett, l’influsso degli studi classici, in particolare
della musica barocca. Quello che è certo è che
raramente si può ascoltare un musicista che con tanta
naturalezza riesce a scavare nell’anima della musica, a cogliere
il suo spirito più segreto e a farlo proprio. Grandioso
poi se riesce a farlo insieme ad altri due musicisti del calibro
di Peacock e DeJonhette : se infatti l’atmosfera quasi ipnotica
del Concerto di Colonia sembrava essere il frutto di uno speciale
stato di grazia, il lavoro con lo Standards Trio rivela anche
un altro aspetto, quello della sintonia, dell’affiatamento,
e – perché no? – anche di un grande divertimento.