Un'attesa
lunga tre anni prima di ritrovare i Lamb, che, con
i due dischi pubblicati in precedenza, sembravano
una delle più belle realtà della musica
elettronica. Ma, come già successo ai Portishead,
l'incanto è sembrato rompersi. Si spiegano
così tre anni ad aspettare che uscisse questo
"What Sound", per un gruppo che nel frattempo
pare sia stato perfino sull'orlo dello scioglimento.
Non che si noti che il tempo sia passato. Le
parti migliori di "What Sound", quelle
canzoni lente e sofferte, in cui affiora un mare
di emozioni, sono quelle di sempre, esattamente
come accade ai migliori autori. Canzoni come quella
che apre e dà il titolo al disco, affidata
alla voce cristallina di Louise Rhodes, alle partiture
di archi e praticamente a nient'altro. Un brano
sospeso in aria, quasi del tutto privo di sezione
ritmica, come in fondo era anche "Gorecki",
il piccolo capolavoro che stava sul loro "Debut
Album". Toccano le stesse corde "I cry",
malinconica e profonda, con ospiti Michael
Franti degli Spearehead alla voce e Arto Lindsay
alla chitarra, e l'incanto di "Gabriel",
ballata dal fascino assoluto, dove brillano ancora
una volta gli archi.
Ma "What Sound" è un disco che
sa anche proporre facce nuove. Tessiture ritmiche
spezzate e raffinate, "Sweet" e la strumentale
"Scratch bass", e qualche contaminazione
etnica che affiora in "One". E poi l'approdo
finale di "Just Is", il brano più
dolce, dove la voce di Louise Rhodes è
più lieve e la musica, una tastiera e qualche
effetto, quasi gioiosa.
1.
What Sound
2. One
3. Sweet
4. I Cry
5. Scratch Bass
6. Heaven
7. Small
8. Written
9. Gabriel
10. Sweetheart
11. Just Is
12. Blessing In Disguise
I
commenti
Homogenic 6 novembre 2003
come
non rimanere affascinati dalla bellezza e
la potenza dell album what sound,,mi ha seguito
per piu di un anno giorno per giorno,sul treno
accompagnandomi a scuola.ho condiviso molte
cose con questa musica,ed è stato un
punto in comune di riferimento tra me e una
persona,è emozionante,stupefacente.
la
canzone I cry è sulbime
ascoltandola,ti fa semplicemente sentire
piu sensibile,umano
bellissimo
elenazeta 25 gennaio 2002
Vincere
le reticenze verso la musica elettronica è
più semplice se ci si lascia trasportare
nell'atmosfera primordiale dei Lamb. Evocazioni
pre-umanesimo per i loro suoni che richiamano
dinosauri, eruzioni vulcaniche,brodi primordiali
e lotta tra Angeli e Diavoli. Voce androgina
e vellutata accompagna un suono pulito ma
vibrante nella sua semplicità. Mi sono
ricreduta!
FAKoLL 31 dicembre 2001
questo
disco è semplicemente meraviglioso,
lascia senza parole con quelle sonorità
dolci e la meravigliosa voce di Louise Rhodes.
nonostante il mio genere preferito sia la
drum 'n' bass questo CD mi ha veramente colpito
e ho molta paura che vada a finire in mezzo
a quelle clasifiche di musica pop (dico ho
paura perchè non voglio che un album
così bello e dalle così sane
radici vada a mescolarsi a quella stupida
musica commerciale, ma è un disco troppo
bello perchè la gente non se ne accorga:
il duo Andy/Lou è riuscito a ricreare
delle grandi canzoni che restano li, sospese,
non partono mai veramente, magari con una
bella batteria o un assolo di voce, ma ti
lasciano così, sospeso ad ammirare
la bellezza delle cose che prima non aevi
neppure notato esistere.